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	<title>Commenti a: Thangka: i dipinti sacri himalayani</title>
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	<description>Corporate Blog di Galleria Thais - Arte, cultura e curiosità dai paesi con gli occhi a mandorla</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 18:14:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Thais Blog &#187; A proposito dei tappeti tibetani</title>
		<link>http://blog.thaisoriente.com/2008/10/thangka-i-dipinti-sacri-himalayani/comment-page-1/#comment-9519</link>
		<dc:creator>Thais Blog &#187; A proposito dei tappeti tibetani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] di elementi simbolici tra i suoi pattern decorativi, basti pensare al rigore iconografico dei thangka. È pur vero però che i tappeti, così come gli arredi, erano spesso realizzati da laici, e come [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] di elementi simbolici tra i suoi pattern decorativi, basti pensare al rigore iconografico dei thangka. È pur vero però che i tappeti, così come gli arredi, erano spesso realizzati da laici, e come [...]</p>
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		<title>Di: Gianmaria</title>
		<link>http://blog.thaisoriente.com/2008/10/thangka-i-dipinti-sacri-himalayani/comment-page-1/#comment-9427</link>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:58:12 +0000</pubDate>
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		<description>Graziella, grazie per la precisazione. In effetti nell&#039;articolo ho menzionato solo la tecnica pittorica più comune, quella a tempera, e i supporti più comuni: cotone e seta. In realtà esistono thangka realizzati anche con materiali meno comuni, come la pelle, o con tecniche artistiche diverse dalla pittura a tempera, come ad esempio il patchwork. Personalmente ho visto parecchi esemplari antichi realizzati applicando una tela in cotone su una base in pelle, o altri in cui il supporto di base è costituito da un tessuto fatto di fibre di pelle intrecciata. Putroppo non ho foto al riguardo da poter pubblicare.
Per quanto riguarda il restauro, la questione è piuttosto annosa, perché l&#039;uso di solventi compromette anche il delicato strato di tempera. Non sono un restauratore, e per quanto ne so è possibile rimuovere solo lo strato di grasso superficiale, ma quello assorbito dalla fibra non può essere rimosso.Il risultato è un dipinto dai contorni un po&#039; più netti, ma sempre molto scuro. Grazie per i complimenti al blog</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Graziella, grazie per la precisazione. In effetti nell&#8217;articolo ho menzionato solo la tecnica pittorica più comune, quella a tempera, e i supporti più comuni: cotone e seta. In realtà esistono thangka realizzati anche con materiali meno comuni, come la pelle, o con tecniche artistiche diverse dalla pittura a tempera, come ad esempio il patchwork. Personalmente ho visto parecchi esemplari antichi realizzati applicando una tela in cotone su una base in pelle, o altri in cui il supporto di base è costituito da un tessuto fatto di fibre di pelle intrecciata. Putroppo non ho foto al riguardo da poter pubblicare.<br />
Per quanto riguarda il restauro, la questione è piuttosto annosa, perché l&#8217;uso di solventi compromette anche il delicato strato di tempera. Non sono un restauratore, e per quanto ne so è possibile rimuovere solo lo strato di grasso superficiale, ma quello assorbito dalla fibra non può essere rimosso.Il risultato è un dipinto dai contorni un po&#8217; più netti, ma sempre molto scuro. Grazie per i complimenti al blog</p>
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		<title>Di: Graziella Scotese</title>
		<link>http://blog.thaisoriente.com/2008/10/thangka-i-dipinti-sacri-himalayani/comment-page-1/#comment-9422</link>
		<dc:creator>Graziella Scotese</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 19:31:02 +0000</pubDate>
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		<description>Mi è sembrato estremamente istruttivo l&#039;articolo sulle thangka, anche per per i dati specifici sulla tecnica, sia del disegno che dei materiali. Non si nomina il cuoio come supporto, mentre io  ne ho visti alcuni, non moderni, di questo tipo. Se qualcuno mi potesse informare a proposito ne sarei grata.
Sarei anche interessata a sapere come pulire la superficie dipinta; in considerazione del fatto che tanti anni di fumo di candele e lampade di burro ne hanno oscurato la superficie, per cui il dipinto,in buone condizioni, è poco visibile. Il blog mi è piaciuto molto, molto completo ed interessante.
A presto.Graziella.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è sembrato estremamente istruttivo l&#8217;articolo sulle thangka, anche per per i dati specifici sulla tecnica, sia del disegno che dei materiali. Non si nomina il cuoio come supporto, mentre io  ne ho visti alcuni, non moderni, di questo tipo. Se qualcuno mi potesse informare a proposito ne sarei grata.<br />
Sarei anche interessata a sapere come pulire la superficie dipinta; in considerazione del fatto che tanti anni di fumo di candele e lampade di burro ne hanno oscurato la superficie, per cui il dipinto,in buone condizioni, è poco visibile. Il blog mi è piaciuto molto, molto completo ed interessante.<br />
A presto.Graziella.</p>
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		<title>Di: Per chi ama l'Oriente &#187; Giuseppe Tucci</title>
		<link>http://blog.thaisoriente.com/2008/10/thangka-i-dipinti-sacri-himalayani/comment-page-1/#comment-595</link>
		<dc:creator>Per chi ama l'Oriente &#187; Giuseppe Tucci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 17:33:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.thaisoriente.com/?p=96#comment-595</guid>
		<description>[...] per esempio questo post sulle tangka. Queste sono opere religiose buddhiste dipinte su tela, e talvolta su stoffe più preziose come la [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] per esempio questo post sulle tangka. Queste sono opere religiose buddhiste dipinte su tela, e talvolta su stoffe più preziose come la [...]</p>
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