Adozioni ad alta quota: racconto di una spedizione sull’Himalaya
Chi mi segue ricorderà di quando, quest’estate, annunciai l’imminente partenza dell’ultima missione umanitaria in Nepal di cui mio padre era il capo spedizione. In effetti, una delle cose più divertenti che faccio fuori dall’ambiente strettamente professionale è il progetto Himalayan Aid, un’iniziativa umanitaria a favore delle comunità di monaci buddhisti che porto avanti con mio padre dal 2001. Beh, a dire la verità non è poi così svincolato dal mio lavoro, dato che il progetto è finanziato dal museo di cui sono direttore, ma lo spirito con cui affronto quest’attività non ha nulla a che vedere con gli interessi professionali. Lo faccio per passione, per vocazione e perché lo trovo divertente e costruttivo.
Con il progetto Himalayan Aid, organizziamo spedizioni umanitarie nelle aree a cultura buddhista dell’Himalaya: Tibet, Nepal, India, Bhutan, ecc. per portare aiuto ai monaci che vivono in monasteri sperduti tra le montagne, in condizioni estreme.
La nostra attenzione è diretta in particolare ai novizi, cioè ai bambini di [...] un’età compresa tra i 5 e i 15 anni che intraprendono la vita monastica e vivono nei monasteri. Per aiutare questi bambini portiamo sul posto un’equipe medica, generi di prima necessità ed aiuto economico sotto forma di adozioni a distanza.
Andiamo direttamente nei monasteri, per raggiungere i quali è talvolta necessaria una spedizione di tipo alpinistico, o l’uso di elicotteri, dato che molte tra le comunità monastiche sono difficilmente raggiungibili per la maggior parte dell’anno.
Una volta rientrati continuiamo l’attività di raccolta fondi attraverso la produzione di filmati DVD che documentano la spedizione (ogni spedizione è seguita anche da un operatore video), e attraverso la pubblicazione di un libro fotografico che racconta il viaggio.
Ad oggi abbiamo pubblicato due libri fotografici e quattro filmati da un’ora.
Il primo di questi libri si chiama “Adozioni ad alta quota” e racconta la più rocambolesca delle spedizioni: quella affrontata nel gennaio del 2006 percorrendo a piedi un fiume ghiacciato per quasi 200 Km a 4000 metri di quota.
Il libro, non è mai stato distribuito da alcuna casa editrice per cui non si trova nelle librerie, almeno per il momento, ma si può acquistare online.
Per questo ho deciso di pubblicare qui alcuni “pezzi” del testo del libro e alcune immagini. Non sto commettendo violazione del copyright dato che il libro l’ho scritto io.
Inizia così la mini serie dedicata al racconto dell’avventurosa spedizione sull’Himalaya del gennaio 2006, in aiuto ai piccoli monaci della valle dello Zanzkhar, tra India e Pakistan.
Tra breve la prima “puntata”, intanto godetevi il weekend

Adozioni ad alta quota: racconto di una spedizione sull’Himalaya | VideoClipDivertenti said,
novembre 16, 2008 @ 15:04
[...] maggiori informazioni: Clikka qui Tags: Ambiente, Capo, Chi, Cose, Dell, Divertenti, Effetti, Era, Faccio, Himalayan, Nepal, [...]
Thais Blog » "Pezzi di libro": Adozioni ad Alta quota - Introduzione said,
novembre 19, 2008 @ 15:45
[...] Come promesso, ecco la "prima puntata" della serie di post in cui pubblicherò alcune immagini e alcuni stralci del libro "Adozioni ad Alta quota", che ho scritto due anni fa. [...]
Thais Blog » Pezzi di libro: "Adozioni ad alta quota" - seconda puntata said,
dicembre 16, 2008 @ 10:39
[...] il secondo appuntamento con la serie “Pezzi di libro” dedicata al volume fotografico “Adozioni ad alta quota”. Dopo il primo appuntamento, [...]
Thais Blog » A Galleria Thais asta di beneficenza e distruzione del Mandala per aiutare i piccoli monaci said,
maggio 11, 2009 @ 14:58
[...] buddisti che vivono nei monasteri sull’Himalaya. La missione fa parte del progetto umanitario Himalayan Aid, grazie al quale molti nostri amici e clienti sono diventati “genitori adottivi a distanza” di [...]