Vini pregiati all’asta
I miei clienti non ci sono abituati. Ecco perché in questi giorni ricevo e-mail in cui mi si chiede se sono impazzito o se ho cambiato lavoro. Eh sì, perché mai un mercante d’arte orientale dovrebbe fare un’asta di vini? Sono vini fatti in Cina? riproduzioni cinesi dei vari Sassicaia, Romanée Conti eccetera?
Nulla di tutto questo. Innanzi tutto non faccio un’asta solo di vini. Faccio un’asta che, a differenza del solito comprende varie categorie merceologiche legate all’arte, tra le quali anche una quarantina di bottiglie di vino pregiato. Del resto fare un buon vino è un’arte, no? Ed è un’arte anche saperlo apprezzare!
Memore delle mie esperienze con il corso di sommelier AIS, ho contattato alcuni collezionisti ed appasionati che hanno messo in vendita alcune delle loro bottiglie. Se sfogliate il catalogo, troverete una bottiglia di Echézeaux di Romanée Conti dell’81 (quello della foto), alcune bottiglie di baroli degli anni ’60 , dei Sauternes, alcuni vini sudafricani, e poi i soliti Sassicaia, Solaia ecc.
Come spiego in quest’altro post, l’idea è stata quella di coinvolgere non solo i cultori dell’arte orientale, ma anche i collezionisti di altri campi, tra i quali quello del buon bere. E poi in questi ultimi tempi la mia vecchia passione per il vino, che avevo abbandonato da un paio d’anni, è tornata a farsi sentire. Tra l’altro girando per la Rete ho trovato questo mio quasi compaesano che ha realizzato un blog dedicato al vino tra i più ben fatti che mi sia mai capitato di vedere.
Quindi, se siete degli amanti della più nobile tra le bevande, vi aspetto all’asta!
Renato said,
gennaio 8, 2009 @ 12:51
Mi sento di consigliare a tutti gli amatori del “rosso” proprio il particolare sapore dei vini sudafricani. Per me sono stati una vera sorpresa, dovuta alla giornalista e sommelier torinese Amanda Nebiolo esperta in tema di vini internazionali. I vini sudafricani, mi ha spiegato tra l’altro, si ottengono soprattutto dai vitigni di cinsault ma anche dal merlot e dal pinotage (un incrocio tra il cinsault e il pinot nero tipico di questa area geografica). Il risultato è da provare. Consiglio i vini rossi dell’azienda Meerlust, ma anche il bianco Hamilton Russell o quanto l’asta stessa vi saprà proporre.
DEBORAH said,
aprile 20, 2009 @ 20:26
HO UN VINO “VALPULICELLA” DEL 1982 E VORREI METTERLO IN VENDITA ALL’ASTA QUANTO MI OFFRONO?
Gianmaria said,
aprile 24, 2009 @ 15:20
Deborah, più che a me dovrebbe chiederlo ad un esperto di vini… comunque “un valpolicella” è una definizione sicuramente troppo vaga, bisognerebbe specificare la cantina, oltre che l’anno e la capacità della bottiglia. Ci sono parecchie case d’asta che trattano vini, le consiglio una ricerca sul web. Buona fortuna!