21/11/2008 Vini pregiati all’asta
I miei clienti non ci sono abituati. Ecco perché in questi giorni ricevo e-mail in cui mi si chiede se sono impazzito o se ho cambiato lavoro. Eh sì, perché mai un mercante d’arte orientale dovrebbe fare un’asta di vini? Sono vini fatti in Cina? riproduzioni cinesi dei vari Sassicaia, Romanée Conti eccetera?
Nulla di tutto questo. Innanzi tutto non faccio un’asta solo di vini. Faccio un’asta che, a differenza del solito comprende varie categorie merceologiche legate all’arte, tra le quali anche una quarantina di bottiglie di vino pregiato. Del resto fare un buon vino è un’arte, no? Ed è un’arte anche saperlo apprezzare!
Memore delle mie esperienze con il corso di sommelier AIS, ho contattato alcuni collezionisti ed appasionati che hanno messo in vendita alcune delle loro bottiglie. Se sfogliate il catalogo, troverete una bottiglia di Echézeaux di Romanée Conti dell’81 (quello della foto), alcune bottiglie di baroli degli anni ‘60 , dei Sauternes, alcuni vini sudafricani, e poi i soliti Sassicaia, Solaia ecc.
Come spiego in quest’altro post, l’idea è stata quella di coinvolgere non solo i cultori dell’arte orientale, ma anche i collezionisti di altri campi, tra i quali quello del buon bere. E poi in questi ultimi tempi la mia vecchia passione per il vino, che avevo abbandonato da un paio d’anni, è tornata a farsi sentire. Tra l’altro girando per la Rete ho trovato questo mio quasi compaesano che ha realizzato un blog dedicato al vino tra i più ben fatti che mi sia mai capitato di vedere.
Quindi, se siete degli amanti della più nobile tra le bevande, vi aspetto all’asta!
