11/11/2008 Forget Kathmandu: una splendida, breve storia del Nepal
Quando sono a Kathmandu alloggio in un piccolo monastero buddista nel quartiere di Swayambhunath, non distante dall’ingresso del Tempio delle Scimmie. Anche se di notte fa piuttosto freddo lascio sempre la finestra aperta prima di andare a dormire, perché la mattina alle sei, immancabilmente, sento delle litanie in sanscrito recitate da qualcuno con un vecchio megafono, alle quali risponde un coro di voci femminili. La musichetta va avanti per circa mezzora, e io adoro ascoltarla nel dormiveglia. Mi mette in cuore uno stato d’animo strano ma piacevole, quasi di allegria, e mi fa venir voglia di alzarmi e cominciare subito la giornata. Non ho mai capito esattamente chi sia il cantore, né da dove venga il canto, ma immagino sia un monaco e qualche decina di fedeli che intonano delle preghiere cantate ai piedi di qualche stupa.
Se scendo abbastanza presto dalla mia stanza al mattino, faccio un salto nella sala del monastero dove i monaci stanno finendo le orazioni del mattino, tanto per farmi vedere, poi esco e faccio un giro nel quartiere. Dopo la passeggiata faccio colazione nel mio bar preferito, una specie di baracchino proprio davanti all’ingresso del Tempio delle Scimmie. Mi siedo a mangiare qualcosa e intanto ammiro l’animosità dei fedeli che si fermano davanti agli scalini d’ingresso per le prostrazioni e qualche preghiera. Fedeli induisti e buddisti, tutti assieme. Gente comune che si dedica al proprio dio prima di una normale giornata di lavoro.
Quando ho un po’ di tempo mi piace girare per il quartiere centrale, tra orde di gente, carretti, mercanti che schiamazzano, donne in sari che lasciano offerte nei tempietti indù sparsi lungo le strade. Ogni tanto mi piace andare nell’androne del palazzo della dea vivente kumari e, mescolandomi ai fedeli e ai turisti, aspettare di vederla affacciarsi dal balcone.
Per spostarmi nella valle noleggio una moto, di solito una vecchia Royal Enfield prodotta in India, o qualche catorcio giapponese degli anni Ottanta. Laggiù si guida a destra, evitando tombini a cielo aperto e vacche ruminanti in mazzo alla strada.
Adoro Kathmandu e adoro il Nepal, ma nonostante il bel quadretto che vi ho dipinto poco sopra, questo piccolo paese incastrato tra le montagne himalayane sta vivendo uno dei periodi difficili della sua storia. Proprio in questi anni, in questi mesi, il mondo assiste a cambiamenti radicali nella struttura politica e sociale del paese, spesso conditi, purtroppo, con il sangue versato da inermi cittadini.
Ma finalmente il brutale monarca Gyanendra, salito al trono nel 2001in circostanze poco chiare, dopo la morte di tutti gli altri membri della famiglia reale a causa di un attentato, è stato esautorato e la monarchia nepalese abolita.
Le vicende storiche che hanno portato a queste ultime evoluzioni sono piuttosto complesse e non possono essere contestualizzate senza un’infarinatura della storia nepalese degli ultimi duecento anni.
A questo proposito vi segnalo un bellissimo saggio sull’argomento, scritto da una brillante scrittrice di Kathmandu, che racconta dall’interno le vicende del suo paese.
Il libro si chiama Forget Kathmandu, di Manjushree Thapa, Ed. Neri Pozza, collana “I colibrì”, ISBN 88-545-0086-0
È stato scritto nel 2005, e quindi prima degli ultimi sviluppi, ma fornisce al lettore un contesto storico per comprendere le vicende, terribili e affascinanti, che hanno portato il Nepal a diventare una Repubblica Federale Democratica lo scorso 28 maggio.
Il saggio è piacevole da leggere e alla portata di tutti. Non solo saggio storico ma anche racconto di viaggio e report giornalistico. Dovrete solo avere un po’ di pazienza con i nomi nepalesi, impossibili da ricordare!

francesca said,
Novembre 11, 2008 @ 21:07
e grazie Gianmaria, è uno scrigno questo blog!
Gianmaria said,
Novembre 12, 2008 @ 16:20
Non c’è di che! se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi!
saramaiocco said,
Novembre 16, 2008 @ 19:31
ciao gianmaria,
andrò a katmandu, valle e parco chitwan a gennaio….
che mi consigli?
grazie per le note sull’ oriente che pubblichi in rete.
sara
Gianmaria said,
Novembre 17, 2008 @ 10:11
Ciao Sara,
Vai per fare trekking o semplicemente in visita? Se ti piace particolarmente la natura, nella valle di Kathmandu non perderti la foresta di Nagarjun. Se puoi girare, mete da non perdere sono Patan, Bhaktapur e il villaggio di Nagarkot. Se non hai già organizzato tutto dall’Italia ti consiglio di rivolgerti a una delle numerosissime agenzie che trovi a Kathmandu. Ti organizzano quello che vuoi e puoi trattare. Visitane più di una e renditi conto del prezzo medio prima di concludere.
Ho sentito molto parlare del Chitwan ma non ci sono mai stato. Quando torni, magari raccontami com’è!
Buon viaggio,
Gianmaria
Thais Blog » Il Nepal, un nuovo stato democratico said,
Dicembre 5, 2008 @ 18:55
[...] tempo fa avevo consigliato un libro che racconta, attraverso un’analisi poitica e sociale “dall’interno”, la [...]