Archivio novembre, 2008

Un blog dedicato a Giuseppe Tucci

Giuseppe TucciChiunque si occupi dell’Oriente e della sua storia per lavoro o per passione (o come nel mio caso, per tutti e due) deve molto a Giuseppe Tucci, il più grande esploratore italiano dell’Asia di tutti i tempi, nonché portavoce in Giappone di Benito Mussolini durante il Ventennio.

Qualche giorno fa ho scoperto per caso che la vita, le opere e le vicende legate a questo illustre viaggiatore sono illustrate e presentate in un interessantissimo blog: Blog dedicato a Giuseppe Tucci.
Una raccolta di notizie, curiosità e spunti di riflessione, nonché scritti e altri contenuti inediti.

L’autrice si chiama Enrica Garzilli, è una specialista in studi asiatici, ha lavorato assieme ad alcuni dei più importanti allievi di Tucci ed ha avuto la geniale idea di mettere a disposizione le sue preziose conoscenze sull’esploratore italiano attraverso un blog. Se poi andate a vedere anche qui, qui oppure qui, o date un’occhiata al suo altro blog Orientalia4All, capirete che lei è una di quelle persone che la Rete la usano come si dovrebbe!

Forget Kathmandu: una splendida, breve storia del Nepal

Forget KathmanduQuando sono a Kathmandu alloggio in un piccolo monastero buddista nel quartiere di Swayambhunath, non distante dall’ingresso del Tempio delle Scimmie. Anche se di notte fa piuttosto freddo lascio sempre la finestra aperta prima di andare a dormire, perché la mattina alle sei, immancabilmente, sento delle litanie in sanscrito recitate da qualcuno con un vecchio megafono, alle quali risponde un coro di voci femminili. La musichetta va avanti per circa mezzora, e io adoro ascoltarla nel dormiveglia. Mi mette in cuore uno stato d’animo strano ma piacevole, quasi di allegria, e mi fa venir voglia di alzarmi e cominciare subito la giornata. Non ho mai capito esattamente chi sia il cantore, né da dove venga il canto, ma immagino sia un monaco e qualche decina di fedeli che intonano delle preghiere cantate ai piedi di qualche stupa.
Se scendo abbastanza presto dalla mia stanza al mattino, faccio un salto nella sala del monastero dove i monaci stanno finendo le orazioni del mattino, tanto per farmi vedere, poi esco e faccio un giro nel quartiere. Dopo la passeggiata faccio colazione nel mio bar preferito, una specie di baracchino proprio davanti all’ingresso del Tempio delle Scimmie. Mi siedo a mangiare qualcosa e intanto ammiro l’animosità dei fedeli che si fermano davanti agli scalini d’ingresso per le prostrazioni e qualche preghiera. Fedeli induisti e buddisti, tutti assieme. Gente comune che si dedica al proprio dio prima di una normale giornata di lavoro.
Quando ho un po’ di tempo mi piace girare per il quartiere centrale, tra orde di gente, carretti, mercanti che schiamazzano, donne in sari che lasciano offerte nei tempietti indù sparsi lungo le strade. Ogni tanto mi piace andare nell’androne del palazzo della dea vivente kumari e, mescolandomi ai fedeli e ai turisti, aspettare di vederla affacciarsi dal balcone.
Per spostarmi nella valle noleggio una moto, di solito una vecchia Royal Enfield prodotta in India, o qualche catorcio giapponese degli anni Ottanta. Laggiù si guida a destra, evitando tombini a cielo aperto e vacche ruminanti in mazzo alla strada.

Adoro Kathmandu e adoro il Nepal, ma nonostante il bel quadretto che vi ho dipinto poco sopra, questo piccolo paese incastrato tra le montagne himalayane sta vivendo uno dei periodi difficili della sua storia. Proprio in questi anni, in questi mesi, il mondo assiste a cambiamenti radicali nella struttura politica e sociale del paese, spesso conditi, purtroppo, con il sangue versato da inermi cittadini.
Ma finalmente il brutale monarca Gyanendra, salito al trono nel 2001in circostanze poco chiare, dopo la morte di tutti gli altri membri della famiglia reale a causa di un attentato, è stato esautorato e la monarchia nepalese abolita.
Le vicende storiche che hanno portato a queste ultime evoluzioni sono piuttosto complesse e non possono essere contestualizzate senza un’infarinatura della storia nepalese degli ultimi duecento anni.

A questo proposito vi segnalo un bellissimo saggio sull’argomento, scritto da una brillante scrittrice di Kathmandu, che racconta dall’interno le vicende del suo paese.
Il libro si chiama Forget Kathmandu, di Manjushree Thapa, Ed. Neri Pozza, collana “I colibrì”, ISBN 88-545-0086-0
È stato scritto nel 2005, e quindi prima degli ultimi sviluppi, ma fornisce al lettore un contesto storico per comprendere le vicende, terribili e affascinanti, che hanno portato il Nepal a diventare una Repubblica Federale Democratica lo scorso 28 maggio.
Il saggio è piacevole da leggere e alla portata di tutti. Non solo saggio storico ma anche racconto di viaggio e report giornalistico. Dovrete solo avere un po’ di pazienza con i nomi nepalesi, impossibili da ricordare!

Lucidatura e manutenzione del mobile cinese antico

Ormai la domanda è così frequente che potrei sovrapporre la mia voce a quella del cliente quando me lo chiede: “Come devo fare per pulire il mobile che ho appena acquistato?”Applicazzione della cera per mobili Il solo fatto di aver comprato un pezzo che viene da lontano può far pensare a chissà quale pratica esoterica sia necessaria per mantenerlo in buone condizioni. No, nessun mantra da salmodiare tra i fumi dei bastoncini d’incenso. Basta la stessa cura che la Signora Adelina e quasi tutte le massaie che si rispettino mettono nel fare le pulizie settimanali: uno straccio o una scopetta di piume per eliminare la polvere e un po’ di olio di gomito. Magari cantando l’ultimo successo di Gigi d’Alessio o Biagio Antonacci, che non hanno nessun effetto specifico sul mobile cinese ma piacciono tanto alle nostre massaie. Questa mia lapidaria sicurezza che basta spolverarlo si basa sul fatto che un pezzo antico, sia esso un tavolo da calligrafo di epoca Ming o uno scrittoio francese in stile Luigi XIV, è resistito per secoli quando non c’erano né i prodotti antitarlo né i climatizzatori. Se ha resistito finora, non si sgretolerà tra le nostre mani da un momento all’altro, e basteranno alcuni accorgimenti per assicurargli ancora lunga vita e splendore. Oltre all’ordinaria manutenzione, ossia alla buona abitudine di tenerlo pulito,l’unico intervento che un mobile cinese antico richiede è la lucidatura periodica, che andrebbe fatta una o due volte l’anno, utilizzando esclusivamente cera per mobili.
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Un nuovo museo di arte Orientale a Torino

Palazzo Mazzonis - TorinoMillecinquecento opere d’arte orientale provenienti da varie regioni asiatiche, e a vedere dal sito alcune anche di grande prestigio. L’interesse per le Arti dell’Oriente trova nuova vitalità in Italia, e l’apertura di questa grande realtà museale ne è una prova concreta. Il 5 dicembre 2008 aprirà i battenti il “MAO”, il Museo d’Arte Orientale di Torino, un nuovo complesso museale dedicato alle arti asiatiche, che ospiterà un patrimonio di opere appartenenti a diverse culture asiatiche, tra le quali Cina, Giappone, India, area himalayana, Sud Est Asiatico, nonché Islam e Gandhara. Molti degli esemplari provengono da vari musei civici, altri fanno parte del patrimonio della Regione Piemonte, e altri ancora sono stati acquisiti direttamente all’origine. Il museo è promosso dal comune di Torino in collaborazione con la Regione Piemonte, e realizzato dalla Fondazione Torino Musei. La sede è Palazzo Mazzonis, una residenza nobiliare settecentesca situata nel cuore della “Città romana”, e trasformata in museo grazie ad un progetto firmato dall’Architetto Andrea Bruno. Il musei deve ancora aprire ma ha già fatto parlare molto di sé. Ha già il suo sito, la sua pagina su Wikipedia, e centinaia di notizie sparse per la Rete. Finora ho potuto dare un’occhiata solamente al sito web, che è già completo delle schede di tutti gli esemplari, e del programma di attività formative e didattiche per la stagione 2008/2009. Beh, si sono presi avanti con il lavoro, e non c’è poi molto da stupirsi, dato che il progetto è partito nel 2001. Lo scorso luglio sono terminati i lavori di restauro e l’inizio della fase di allestimento . Sono proprio curioso di vederlo, e farò sicuramente un salto prima di Natale. Nel frattempo mi dovrò accontentare delle immagini delle collezioni.

Asta natalizia di Thais, il catalogo è online!

Copertina catalogo Ci siamo. Dopo giornate passate a fotografare, didascalizzare, impaginare, redigere, correggere e controllare, abbiamo partorito il catalogo per la prossima asta Thais, che da qualche minuto è correttamente caricato sul sito e scaricabile da qui.
Il lavoro è stato abbastanza tosto questa volta (non che le altre volte non lo sia stato), perché per la prima volta non faremo un’asta monotematica di arte ed antiquariato orientali, ma tra i 120 lotti si troveranno anche argenti e Sheffield antichi, orologi da collezione, stampe e vini pregiati. Se catalogare e stimare i pezzi di antiquariato era complesso e difficile, farlo questa volta è stato decisamente un’impresa!
La versione Pdf del catalogo è già nel sito, mentre per quella cartacea si dovrà aspettare ancora qualche giorno. La settimana prossima spedirò una copia del catalogo a tutti gli indirizzi del mio database. Se qualcuno che non è presente nel mio database volesse averne una, mi scriva specificando il suo indirizzo di posta ordinaria.
Ora scaricate, guardate, apprezzate. Naturalmente le immagini nella versione elettronica sono quello che sono, dato che ho dovuto ridurre le dimensioni da 55 a 1 Mb per renderlo scaricabile, per cui non sputatemi addosso e se volete la foto ad alta risoluzione di qualche lotto, o avete bisogno di qualsiasi informazione, non esitate a scrivermi.