Il Nepal, un nuovo stato democratico
Qualche tempo fa avevo consigliato un libro che racconta, attraverso un’analisi poitica e sociale “dall’interno”, la storia del Nepal. Il saggio, però, è stato scritto nel 2005 ed è ormai obsoleto, se consideriamo gli avvenimenti occorsi tra il 2006 ed oggi: i Nepalesi hanno abbandonato definitvamente la monarchia e hanno costituito una nuova repubblica federale democratica.
Le terribili vicende che hanno sconvolto il paese negli ultimi anni sono passate in sordina, se non fosse per l’eclatante uccisione del re Birendra e della sua famiglia nel 2001. Del resto il Nepal è conosciuto in Occidente quasi solo come meta turistica (e il turismo locale ha subito una flessione del70% negli ultimi anni) e poco si sa della guerra civile e della lenta rivoluzione che hanno portato il paese a stravolgere il suo assetto politico in pochi anni.
L’orientalista Enrica Garzilli ha pubblicato e messo a disposizione un documento che esamina in modo chiaro e sintetico l’attuale situazione politica del Nepal alla luce delle ultime, recenti evoluzioni. Il documento è stato scritto come “policy brief”, ovvero una guida alle scelte di policy nell’ambito di una ricerca dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) , ma costituisce per chiunque un interessante spaccato sulla situazione politica, economica e sociale del Nepal di oggi.
Enrica Garzilli said,
dicembre 14, 2008 @ 18:28
tu che ne pensi? E’ anche il “tuo” Nepal?
Gianmaria said,
dicembre 19, 2008 @ 17:44
Certo, ho alcuni amici laggiù e ho vissuto con particolare apprensione le vicende degli ultimi anni. I miei primi viaggi laggiù risalgono al 2000, per cui non ho gran memoria di come fossero le cose prima di Gyanendra, ma ricordo bene del grande cordoglio che colpì la popolazione nel giugno del 2001, e delle immense difficoltà di questi anni, di come alcuni amici mi implorassero di aiutarli a scappare, a trovare loro un visto per l’Italia o qualche altro paese occidentale. E non sto parlando di contadini, parlo di imprenditori, gente che stava abbastanza bene, almeno fino a quando c’era il turismo.
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