Tutti pronti. Ormai non possiamo non essere preparati (almeno psicologicamente) alla tremenda recessione che si abbatterà sul pianeta e che ci farà morire tutti di fame. I telegiornali ne parlano ogni giorno. Raccontano con dovizia di particolari della catastrofica crisi in corso e dicono che è solo l’inizio. I canali di finanza, i siti web dedicati come Trend Online, addirittura blog creati ad hoc analizzano l’inevitabile.

La crisi c’è, questo è sicuro, e molti non passeranno un bel 2009. Ma se la situazione economica in cui versiamo è preoccupante, ancor di più mi preoccupa l’atteggiamento comune con cui gli Italiani stanno reagendo. Si parla solo di crisi, di recessione, di licenziamenti e cassa integrazione (o almeno così sento io). Nella foga di raccontare quanto staremo male l’anno prossimo, ci si dimentica che c’è una fetta di piccole e medie imprese che continuano imperterrite a produrre e a collezionare successi. Il problema è che questo atteggiamento di nero pessimismo danneggerà alla lunga anche quelli che in qualche modo riescono ad andare avanti. Si chiama “Teorema di Thomas” e rischia di far sprofondare tutti nel baratro. Certo l’Italiano medio può poco o nulla contro l’altalena dei prezzi e le speculazioni finanziarie presenti e passate, ma fasciarsi la testa ancor prima di farsi male è l’atteggiamento più sbagliato con cui affrontare questo periodo di difficoltà.

Stamattina leggevo questo post di Giovanna Hugues e pensavo al fatto che non sarà tanto la crisi in sè, ma il modo in cui si cercherà di farvi fronte a cambiare le abitudini di vita di tutti noi. Credo che la reazione collettiva della gente innescherà il tipico meccanismo della “profezia che si autoavvera”: se sono convinto che le cose andranno male, attiverò inconsapevolmente dei comportamenti che le farano adìndar male sul serio, le cose.

In effetti mi sono chiesto quali siano i segnali tangibili dell’imminente crollo. La risposta è: nessuno, almeno nel mio settore. Ho dato un’occhiata alle recenti aste sia in Europa che in Asia e ho visto dati confortanti: più dell’85% di venduto. Vuol dire che qualcuno i soldi li tira fuori e li fa girare. Io stesso sto chiudendo bene l’anno e dovrei preparare spumante e bicchieri, ma questo clima di sfiducia generale mi uccide il sorriso in bocca.