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eventi — Gianmaria @ 28/01/2009 10:58
ASIA Onlus organizza un evento sulla pittura tibetana che avrà luogo a Roma e Napoli dal 13 febbraio al 3 marzo 2009 con la presenza di cinque pittori tibetani provenienti da Lhasa, Delhi e Londra.
Dal comunicato stampa:
Se, pensando alla pittura tibetana, sorgono spontanee immagini di monaci assorti in preghiera intenti a dipingere Buddha dallo sguardo compassionevole, allora questo evento dissiperà non pochi tòpoi riguardanti la realtà del popolo tibetano e del Tibet in generale.A questo proposito ASIA Onlus organizza, nell’ambito del progetto di Educazione allo Sviluppo “L’impegno delle ONG italiane in Tibet per la salvaguardia delle tradizioni e della cultura del popolo tibetano”, co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e in collaborazione con la Galleria Alessandra Bonomo, il Centro di Studi sul Buddhismo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e l’Università “La Sapienza” di Roma, un evento sulla pittura tibetana intitolato: “Tibetan visions – Contemporary painting from Tibet”.
In data 13 febbraio 2009 avrà luogo, presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica dell’Università “La Sapienza” di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5), il convegno sulla pittura contemporanea tibetana “The Disappearing Myth – Tibetan Painting as a Witness of Transition”, al quale parteciperanno, per la prima volta in Italia, pittori tibetani di fama mondiale quali Gonkar Gyatso (Londra), Tserang Dhondup (Lhasa), Gade (Lhasa), Benpa Chungda (Lhasa) e Dru-gu Choegyal Rinpoche (Delhi).
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News — Gianmaria @ 27/01/2009 10:29
I Cinesi si sono inventati una nuova “festa nazionale”: sarà celebrata il 28 marzo di goni anno e sarà chiamata “Il giorno dell’emancipazione degli schiavi”. Lo ha annunciato il 19 gennaio scorso il parlamento del governo cinese del Tibet. La festa è stata indetta in ricordo della sanguinosa repressione della rivolta dei Tibetani avvenuta nel 1959.
Con questa celebrazione Pechino rivedica di aver liberato i Tibetani dalla “schiavitù teocratica imposta dal Dalai Lama. La Cina spiega di aver annesso la regione nel 1951 per strappala al medioevo e proiettarla nel mondo moderno, liberando i suoi abitanti da una schiavitù imposta dall’oligarchia religiosa buddista.
I Tibetani invece contestano il fatto che non fu una liberazione ma un’invasione militare di uno stato sovrano, che costrinse all’esilio il Dalai Lama e i suoi seguaci, e ridusse alla fame molti dei suoi abitanti. Da allora opera un sistematico annientamento della cultura, delle religione e della stessa identità etnica dei tibetani, perseguitando con carcere e discriminazioni la semplice fede religiosa nel Dalai Lama e favorendo la massiccia immigrazione nella regione di etnici Han, cui sono riservati posti di potere a facilitazioni nei commerci.
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News — Gianmaria @ 23/01/2009 16:18
Vi è mai capitato di stare in ansia quando vedete qualcuno che maneggia oggetti molto delicati, come ad esempio un’antico vaso in porcellana? Preoccupati perché potrebbe cadere?
Beh, non vorrei mai trovarmi al posto della povera valletta che durante un programma tv della CCTV ha portato sul palco una scatolina contenente un rarissimo specchio cinese in bronzo risalente al periodo degli Stati Combattenti. Inspiegabilmente il preziosissimo manufatto è caduto dalla sua scatolina e si è sfracellato a terra frantumandosi in mille pezzi.
No, non vorrei mai trovarmi in quella situazione, davanti a decine di spettatori in silenzio ittico, nell’imbarazzo generale. Il programma televisivo, registrato il 14 gennaio scorso, si intitolava “Ten Most Valuable Treasures” e consisteva in una recensione dei più importanti reperti storici ed archeologici della Cina antica.
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Altro — Gianmaria @ 22/01/2009 12:09
Si dà il caso che qualche giorno fa io abbia festeggiato i miei trentun anni. Per l’occasione ho pensato di mettere assieme la mia grande passione per l’Oriente alla mia grande passione per la cucina e ho organizzato una cena a base di piatti orientali.
Il menù prevedeva: Ravioli a vapore con ripieno di carne e altri con ripieno di pesce, Riso saltato con gamberi e verdure, Coniglio al vino di riso con taccole e una tempura di carne e verdure. Siccome non ho servito nulla di precotto o preconfezionato e mi sono preparato tutto (anche la pasta per i ravioli) in casa, ho passato un paio di sere a documentarmi per evitare di avvelenare i miei amici. Tra le varie ricerche in google ho scoperto un sito molto interessante, in lingua inglese, che contiene ricette, notizie, consigli ed approfondimenti sulla cucina cinese.
Ho perso un’intera serata a leggere tra le pagine del sito, dove ho trovatoalcuni interessanti articoli sulla storia della cucina cinese e taiwanese e sulla cultura del cibo. Il sito, che contiene anche un blog, è gestito da un critico gastronomico inglese che vive a Taiwan. Consiglio un’occhiata, soprattutto a coloro che credono che la cucina cinese sia quella che si trova nei ristoranti qui in Italia.
Per la cronaca, tutti gli invitati sono acora vivi e fino ad oggi in buon salute…
Il mondo dell’antiquariato affascina, e non solo i collezionisti o gli appassionati. Nessuno con un po’ di buon gusto è immune alla suggestione derivante dall’ammirare un oggetto realizzato decine, centinaia di anni orsono. Come per l’arte in generale, qualcuno può preferire l’arte moderna, quella contemporanea, ma il contatto con un oggetto carico di storia non può lascare indifferenti, se ci si pensa bene. I mobili orientali sono a mio avviso degli ottimi ambasciatori di queste suggestioni, anche grazie al fatto che per la nostra Cultura l’Oriente è un luogo lontano e misterioso, e il fascino dell’esotico si somma a quello dell’antico.
Molto spesso i miei clienti chiedono informazioni dettagliate sull’epoca di un mobile, e spesso sembrano essere tanto più contenti ed affascinati, quanto maggiore è l’età scritta sul certificato. L’originalità di un mobile è una caratteristica fondamentale, anche per il prezzo, e di conseguenza in molti ci chiedono come funziona la datazione dell’antiquariato orientale, rispetto a quella del più famoso antiquariato europeo.
La questione merita un approfondimento, dato che noi Europei siamo abituati a sentire classificazioni piuttosto rigide del nostro antiquariato, sia in termini cronologici ce geografici e stilistici. In Oriente invece il discorso è un po’ più complicato.
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