La laccatura tradizionale cinese
Oggi mi è venuta l’idea di approfondire un argomento tra i più importanti e più trattati da chi, come me, ha a che fare con gli arredi cinesi. La questione della lacca. Sì, perché ho notato che la maggior parte di coloro che possiedono un mobile cinese laccato non hanno la minima idea dell’opera d’arte che si ritrovano.
È evidente che una delle caratteristiche che rendono un mobile cinese così esotico ed affascinante è proprio la sua laccatura. Lo strato ceruleo che riveste le superfici del legno dona al mobile un aspetto elegante e austero, una bellezza consunta e un sapore antico, ma allo stesso tempo la sua lucidità e la sensazione vellutata al tocco donano all’oggetto la delicatezza e l’eleganza che solo gli artisti cinesi, con la loro esperienza millenaria, hanno saputo regalare alla Storia.
La realizzazione di una laccatura era un processo molto delicato e lungo, talvolta durava mesi, e i Cinesi hanno inventato questa pratica più di 7000 anni fa. Per millenni la lacca fu usata per proteggere i materiali dagli agenti atmosferici e dal tempo, ma presto gli artigiani scoprirono le immense qualità estetiche di questo nobile materiale, e la produzione di oggetti laccati divenne una vera e propria forma d’arte. Gli arredi laccati, talvolta laccati e dipinti, che sono arrivati fino a noi risalgono prevalentemente alle dinastie Ming e Qing, epoche d’oro per l’artigianato, dove la tradizione della laccatura disponeva già di qualche migliaio di anni di esperienza.
Ma cos’è la lacca? Ecco, qui bisogna subito puntualizzare che il termine è spesso generalizzato: gli
Occidentali intendono lacca qualsiasi vernice a base resinosa, anche sintetica, che può essere lucidata. Sempre noi Occidentali spesso confondiamo la lacca con la gommalacca, due materiali apparentemente simili ma di natura completamente diversa.
La lacca naturale infatti altro non è che la resina di una particolare pianta, la rhus vernicifera, che cresce in Cina, Giappone e parte del Sud Est Asiatico. Questa si raccoglieva incidendo il tronco della pianta, e appariva subito di un colore bianco lattiginoso. Il materiale è però molto sensibile alla luce e doveva quindi essere raccolta di notte e trasportata in particolari contenitori sigillati, per evitare l’imbrunimento. I Cinesi scoprirono che poteva essere utilizzata come una specie di vernice protettiva, in quanto una volta asciutta, questa diventa durissima, duratura nel tempo e perfettamente impermeabile; inoltre non viene aggredita dai batteri, non ossida e resiste alla corrosione da parte di acidi e basi. Arredi ed oggetti d’uso quotidiano venivano laccati per proteggerli e aumentare la loro resa nel tempo.
Il processo di laccatura era però lungo ed estremamente laborioso: richiedeva settimane, o talvolta mesi di lavoro e doveva essere affidato ad artigiani specializzati.
A causa dell’estrema sensibilità alla luce del materiale era necessario lavorare al buio ed in un ambiente umido: le stanze per la laccatura erano rivestite internamente con canne di bambù imbevute d’acqua per mantenere alto il livello di umidità.
Gli artigiani, dopo aver preparato le superfici base, applicavano numerosi strati di lacca uno dopo l’altro, attendendo per giorni il completo indurimento di ogni strato prima di procedere alla stesura del successivo. L’asciugatura non avveniva per evaporazione ma attraverso un lento processo di polimerizzazione della resina che però doveva avvenite in ambiente umido per mantenere inalterate le proprietà estetiche (se polimerizza troppo velocemente assume un aspetto opaco).
Anche se i Cinesi laccavano una grande varietà di materiali, arrivando a realizzare anche oggetti in lacca pura, ci concentreremo del processo di laccatura delle superfici in legno, che avveniva in più fasi.
Una volta assemblato il mobile, si procedeva al carteggio delle superfici da laccare. Non con la moderna carta vetrata, ma con un processo simile alla sabbiatura;
Sulle superfici veniva poi steso uno strato di mussola, una specie di garza in lino o cotone che veniva fatta aderire al legno spalmando una colla proteica a base di sangue di maiale (o di bue). L’uso di questo tessuto era importantissimo: il legno infatti tende ad espandere e contrarsi con il variare della temperatura, e questa elasticità è mal sopportata dalla lacca; in questo modo la mussola tende a fare da cuscinetto ed evita la rottura della lacca (entro un certo margine) in caso di dilatazione del legno. In realtà la particolare patina “craquelé” di molti mobili laccati, caratteristica molto apprezzata, è frutto di una forte dilatazione del legno, attorno al quale la lacca si è screpolata e raggrinzita, restando però perfettamente adesa alla superficie;
Quindi la mussola veniva ricoperta con una polvere simile al gesso chiamata Nizi. Questo materiale costituiva la base sulla quale stendere il primo strato di lacca e la sua composizione era uno dei segreti più gelosamente custoditi dai maestri laccatori;
La lacca era preparata per l’applicazione. Il suo colore naturale è il bianco avorio, ma spesso veniva mescolata a dei coloranti di origine minerale per ottenere le tonalità tipiche: nero, rosso Cina o arancio. Gli esemplari in lacca bianca sono solitamente i più antichi, ed i più rari.
Dopo aver applicato in nizi si procedeva ad una levigatura per rendere la superficie perfettamente omogenea e quindi si applicava un primo strato di lacca diluita con dei solventi vegetali e resa molto liquida. Con questo prodotto si imbeveva il nizi e prima che asciugasse si procedeva alla stesura della lacca vera e propria.
Eccoci ora alla stesura della lacca: ogni strato veniva applicato con delle spatole e tirato sapientemente per rendere la superficie perfettamente uniforme. Poi si lasciava riposare il mobile al buio per giorni, fino a quando l’asciugatura non fosse completata, dopo di che si procedeva alla stesura di un nuovo strato. L’effettiva resistenza dell’oggetto finito dipendeva dal numero di strati: per gli oggetti più pregiati si applicavano fino a quaranta strati.
Una volta terminato il processo di applicazione la lacca veniva tirata a lucido, lavorando dapprima con panni di lino, poi con una polvere abrasiva simile al talco ed infine con la seta. Anche il processo di lucidatura poteva durare settimane.
Spesso le superfici laccate erano poi essere dipinte, dorate (come ad esempio le facciate degli armadi o i
pannelli) o lavorate ad intaglio. In questo caso alcuni artigiani preparavano la base di lacca per la pittura, applicando un collante trasparente ottenuto attraverso la bollitura delle interiora del bue.
Come già detto, la laccatura richiedeva mesi di lavoro per ogni singolo oggetto e artigiani altamente specializzati. Grazie alle mirabili qualità estetiche, le corti imperiali cinesi iniziarono a fare gran richiesta di oggetti laccati già dall’epoca dei Song settentrionali, e i maestri laccatori svilupparono una vera forma d’arte, custodendone gelosamente i segreti.
La maestria orientale ha prodotto veri e propri capolavori: gli oggetti laccati potevano essere dipinti, dorati, incastonati con avorio e pietre preziose oppure lavorati ad intaglio. Talvolta venivano applicate lacche di diverso colore e poi lo strato superficiale veniva pazientemente abraso per far intravedere il colore della lacca sottostante, creando tonalità cromatiche non ottenibili altrimenti.
Inevitabilmente, a partire dal XVII Secolo gli oggetti laccati divennero popolari in Europa. Molti artigiani
e mobilieri europei (tre i primi i Veneziani) cercarono di riprodurre la laccatura cinese, al punto che inventarono una tecnica chiamata japanning o lacca contraffatta per decorare oggetti ed arredi, ma che non raggiunse nemmeno lontanamente la qualità orientale.
Oggi, sia in Cina che altrove, si realizzano riproduzioni di mobili e suppellettili laccati, utilizzando però vernici sintetiche che poco hanno a che vedere con la nobile lacca tradizionale cinese.
Oggi sarebbe impossibile, anche volendo, realizzare laccature con il metodo tradizionale. Sia in quanto antieconomico, sia per l’impossibilità di reperire le materie prime in qualità apprezzabile, ed anche perché forse nessuno conosce più i segreti che gli artisti di un tempo si tramandavano oralmente di generazione in generazione.
Didascalie:
1 – Scatola cinese laccata e dipinta oro, periodo Guangxu
2 – Tavolo quadrato in legno laccato rosso, Dinastia Qing
3 – Forziere cinese laccato a doppio strato con facciata dipinta – Dinastia Qing
4 – Paravento cinese laccato con decorazioni realizzate in foglia d’oro – Periodo Guangxu
5 – Consolle laccata con sfumatura arancio – Periodo Qianlong
antonia langella said,
marzo 14, 2009 @ 12:29
ho i mobili della cucina rovinati,e vorrei sapere la tecnica per trattarli tipo degoupage.Tutti i passaggi relativi grazie
Gianmaria said,
marzo 31, 2009 @ 16:54
Antonia, purtroppo non la posso aiutare perché io mi occupo esclusivamente di mobili orientali antichi. Comunque in rete esistono molti siti dedicati al restauro dei mobili ‘nostrani’: sicuramente troverà ciò che fa al caso suo
claudio said,
aprile 4, 2009 @ 18:54
Gianmaria Said, cortesemente avrei un piccolo consiuglio da chiederti, mi hanno portato un mobile laccato di nero , nella parte del coperchio presenta alcuni dipinti a fiori ,foglie e filettature che bordano
il coperchio in porporina tipo bronzo mentre i fiori e le foiglie dipinti tipo a tempera ,piu in rilievo, nei lati dei fianchi oltre ai dipinti ,alcuni ramoscelli con in rilievo in avorio ,madreperla alcuni tipologia di volatili.
sul frontale di due antine alcune figure femminili ,sempre in rillievo anchesse avorio ,madreperla con vesti dipinte a tempera. Il mobile è( un tipico mobile da bar,con un coperchio,verso l’alto,una ribaltina sul fronte all’interno un telaio porta bottiglie ecc.,mentre sui fianchi due antine bombate ,ripiani porta bicchieri. Gradirei sapere ,se antico oppure recente fabreicazione .
cordiali saluti claudio
Gianmaria said,
aprile 7, 2009 @ 14:15
Claudio non mi è possibile darti alcuna valutazione senza una foto. Puoi mandarla al mio indirizzo e-mail
stefania said,
febbraio 2, 2010 @ 11:42
Buongiorno,
la contatto per poterle esporre un mio problema inerente alcuni oggetti orientali che ho in casa.
Purtroppo non conosco nessun esperto a cui rivolgermi e quindi ho pensato di cercare sul web una persona che potesse darmi dei consigli in materia,quindi la ringrazio anticipatamente per qualsiasi consiglio voglia darmi.
Le ho inviato al suo contatto mail le foto di una credenza e di un quadro cinesi.
Ho notato che da quando li ho comprati (circa due anni),le condizioni della laccatura nera nel primo caso,e della qualità della tinta nel secondo sn peggiorate.
La credenza infatti,in alcuni punti comincia a presentare delle screpolature e su di uno dei tre cassetti si è addirittura tolta una piccola parte di lacca.
Per quanto riguarda il quadro invece mi sembra che tempo fa nn presentasse le linee orizzontali che si possono ora ben vedere sulla parte destra del quadro.è come se la pittura diventasse via via più secca.
Ho pensato che potesse essere causato dalle condizioni di umidità di casa mia,può darsi che nn ci sia abbastanza umidità?Recentemente ho anche comprato un piccolo umidificatore ma non so se potrà risolvere il problema.
La ringrazio moltissimo per la sua disponibilità.
Cordiali saluti
Stefania
Gianmaria said,
febbraio 3, 2010 @ 12:42
Salve Stefania, ho visto le foto.
La screpolatura della lacca è un fenomeno abbastanza comune quando la laccatura non è di qualità eccellente. Bisogna fare attenzione perché le crepe possono diventare via via più consistenti, fino a quando non saltano via pezzi di lacca, lasciando scoperto il substrato di gesso. Questo fenomeno dipende dall’umidità e dall’escursione termica che fa dilatare e contrarre il legno, ed è agevolata dal calore, quindi faccia attenzione ad evitare che il mobile stia troppo vicino ad un calorifero o che non stia esposto direttamente ai raggi solari. In ogni caso, bisogna riparare la lacca. Si dovrà rivolgere ad un restauratore specializzato, che interverrà fissando la lacca che si è sollevata dal substrato.
Per quanto riguarda il quadro, dalle foto ho notato le linee orizzontali, che sono molto simili ai normali segni del tempo sofferti da quei tipi di dipinto. Spesso dipendono dal fatto che una volta erano conservati arrotolati. Sarebbe possibile un intervento conservativo per evitare che le cose peggiorino, ma dovrei vedere il dipinto di persona per poterla consigliare in merito.