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Recensioni — Gianmaria @ 04/09/2009 16:44
Qualche tempo fa, durante una delle poche (per me) ma caldissime notti di agosto passate quasi insonne davanti alla tv, mi sono imbattuto in un video trasmesso sul canale dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti, dal curioso titolo: “Miss Little China”.
I registi Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco raccontano in un documentario di un’ora circa l’Italia vista con gli occhi dei migranti cinesi. Il tema centrale del film è un concorso di bellezza organizzato al casinò di Venezia in cui le miss sono tutte con gli occhi a mandorla. Cinque aspiranti reginette della China Town di Mestre si raccontano e raccontano la loro Italia ed i rapporti con gli Italiani. Attorno a questo tema, le storie di altri Cinesi, giovani o meno giovani che, qui nel Bel Paese hanno trovato la loro America.
L’altro giorno ho scoperto che il documentario viene venduto assieme ad un libro, scritto da Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò. Ora, siccome il film mi era piaciuto ed aveva suscitato la mia curiosità, sono corso in libreria a comperare il libro, che ho scoperto essere il seguito di un’altra pubblicazione dell’anno scorso: “I Cinesi non muoiono mai“, degli stessi due autori. E’ andata a finire che li ho presi tutti e due.
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l’arte antica della Birmania (attuale Myanmar) è famosa per tre cose: Le maestose pagode, gli innumerevoli stupa e le splendide statue del Buddha. Non potendo portare in Italia nè le prime nè i secondi, ci siamo concentrati appunto sulle sculture sacre, collezionandone un discreto numero di esemplari soprattutto negli ultimi anni. A parere mio e di molti collezionisti occidentali i Buddha indocinesi rappresentano il fiore all’occhiello della produzione statuaria buddhista dell’intera Asia.
Le statue del Buddha in puro stile birmano si riconoscono per il collo piuttosto corto, il busto possente e le dita di pari lunghezza. I capelli sono raccolti in una chioma, talvolta sormontata da un pennacchio a forma di zucca e i lobi delle orecchie sono grandi fino a toccare le spalle. La veste è morbida e leggermente stilizzata.
In antichità, e soprattutto nel corso delgli ultimi tre secoli, lo stile birmano si è evoluto acquisendo caratteristiche apprese dagli abilissimi artigiani thailandesi e laotiani. In particolare durante l’epoca Konbaung (1752-1885), la Birmania ha sfornato alcune tra le migliori statue di Buddha della sua storia.
Recentemente abbiamo acquisito un esemplare tanto raro quanto prezioso: una statua di Buddha bimano in stile Shan, ralizzata in legno laccato e dorato e risalente alla seconda metà del VXIII Secolo. Essendo questo uno dei pezzi più importanti della nostra collezione commerciale di Buddha, abbiamo realizzato un breve video descrittivo: