Archivio febbraio, 2010

Galleria Thais al Salone Internazionale del Lusso: venite a prendere il biglietto omaggio!

Struzzo Dopo una parentesi di un paio d’anni a Vicenza, il Salone Internazionale del Lusso trasloca di nuovo presso la prestigiosa location di Veronafiere, e noi di Galleria Thais siamo pronti a caricare armi e bagagli e traslocare nuovamente nel grande complesso fieristico scaligero.

L’ottava edizione di “Luxury & Yachts – Il salone Internazionale del Lusso” si terrà a Veronafiere dal 26 febbraio al 1 marzo 2010, con orario 10-20. Le novità di quest’anno, oltre al trasloco di cui ho parlato poco sopra, prevedono una doppia edizione della manifestazione: in primavera a Verona ed in autunno a Vicenza, e l’edizione si svolgerà in contemporanea con il Salone Italiano del Golf

Galleria Thais sarà presente, come ogni anno, in uno stand allestito con i migliori esemplari antichi provenienti da Cina e Tibet, tra i quali un’antichissima corteccia lignea appartenente alla collezione “I tesori nascosti dello YangTze”.  Saremo all’interno del padiglione 9, stand 52. L’allestimento sarà curato dalla designer vicentina Elisabetta Zanin.

Inoltre, presso il privè del Padiglione 9, dove gli espositori ed i loro ospiti potranno assaggiare i vini dell’azienda vinicola Le Pignole, allestiremo una mostra fotografica intitolata “Uno sguardo dall’Oriente” con immagini di Gioacchino Obrietan.

E adesso viene il bello: volete visitare la fiera? se verrete a trovarci qui a Galleria Thais tra il 13 e il 25 febbraio, vi regaleremo un biglietto di ingresso omaggio! Vi aspettiamo!

ingresso_omaggio

A proposito dei tappeti tibetani

tibetan-dragon-rug L’Oriente si fa largo tra gli oggetti che arredano le nostre case. E anche tra i cultori e i collezionisti di tappeti, il Tibet si sta guadagnando una rispettabile nicchia, a fianco dei giganti persiani e caucasici. Nonostante io non tratti direttamente queste splendide opere d’arte antica, provo ad introdurre (a puntate) l’argomento del tappeto tibetano, che sempre di più è apprezzato e conosciuto anche qui in Italia. Non pensiamo però solo al classico grande tappeto rettangolare che adorna il pavimento del salotto: per i Tibetani (così come per ogni altra cultura nomade), il tappeto era allo stesso tempo un oggetto decorativo, un utensile da lavoro, un’opera d’arte ed uno strumento sacro. Dozzine di diverse tipologie di tappeti, di foggia e dimensioni diverse, possono disorientare e affascinare chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza di questa secolare arte antica.

I Tibetani hanno sempre usato, e ancora oggi usano, i tappeti per un’infinita varietà di utilizzi, sia nell’ambiente monastico che in quello laico. La nascita di questa tradizione secolare è dovuta al clima freddo che caratterizza il plateau tibetano, ma anche alla generosa produzione di lana di ottima qualità e allo stile di vita nomade, che vede la realizzazione di oggetti facilmente trasportabili come necessità. A ciò aggiungiamo la tipica laboriosità che caratterizza le popolazioni himalayane ed ecco spiegata la straordinaria abilità raggiunta nell’arte dell’intreccio e della tessitura del tappeto.


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