Lo Zen e l’Arte di perder tempo al computer
Per quanto io sia un appassionato di tecnologia, e per quanto io ammiri Steve Jobs (soprattutto dopo aver visto questo), non riesco a trattenermi dal dire la mia, dato che mi sento toccato sul vivo.
Dell’inutilità dell’ I-Pad non voglio parlare, che questo non è il luogo adatto, ma stamattina ho letto un articolo su un blog dedicato ad un famoso telefonino della Apple che mi ha fatto, per usare un eufemismo, sorridere.
L’articolo parla di un’applicazione che permette ai possessori di I-pad e I-phone di esprimere il loro recondito estro artistico trasformandosi in calligrafi Zen! Costoro potranno tracciare bellissimi ideogrammi o disegni sul loro touch screen, grazie ad una traccia che imita il tocco di un vero pennello da calligrafia. Il colore disponibile, ovviamente, è soltanto il nero, ma si può scegliere su che tipo di carta scrivere e si possono applicare dei sensazionali effetti grafici a lavoro finito.
Tutto questo è assolutamente inutile, come l’80% delle applicazioni per I-phone. Non c’è da stupirsi che i cervelloni di Cupertino continuino a sfornare applicazioni stupide ma ben confezionate, del resto devono riempire “con il vuoto” qualcosa che è già vuota di per sè (e tutto questo, se ci pensate, è molto Zen), per continuare a vendere il loro prodotto e riempire in qualche modo il tempo dei fannulloni che giocano con il telefonino.
La cosa mi fa un po’ sorridere, perché da amante della cultura zen e dell’arte della calligrafia (di cui ho già parlato qui e qui) trovo un po’ triste la loro banalizzazione. Sesshū Tōyō e Matsuo Bashō si rigireranno nella loro tomba, ma perchì volesse spendere € 2,39 per scoprire dopo 30 secondi che il sowtware non è altro che una specie di Paintbrush monocolore, ecco un video di presentazione. Buon divertimento!


Enrica Garzilli said,
settembre 9, 2010 @ 20:04
Come scrissi anni fa, è tutto molto Zen..
Ho praticato la calligrafia per 3 anni (occidentale però) ed è un’arte meravigliosa, semplicemente. E paziente. Dedicata. Solitaria, anche, sebbene le lezioni fossero collettive.
Ma bisogna praticare moltissimo per avere risultati accettabili.
Che si faccia con un iPad mi fa parecchio sorridere. Però la scaricherò sull’iPhone, giusto per vedere.
Gianmaria said,
settembre 10, 2010 @ 8:58
Subito ho pensato che forse potrebbe essere utile a chi frequenta corsi di calligrafia. Così, per allenarsi. Ma invece è inutile anche a quello scopo: sfido anche il calligrafo più esperto a dipingere con il dito…
Enrica Garzilli said,
settembre 17, 2010 @ 8:10
Non so che dirti, so che il pennello è molto la continuazione della mano, del braccio e soprattutto del cuore, forse qualcosa si può fare. Ma credo più per sfizio che per allenarsi o dipingere. Non so, ci devo pensare e soprattutto devo provare (ancora non l’ho fatto).
fausto said,
settembre 29, 2010 @ 2:18
La pittura è pittura. Fra un dipinto, su carta o su tela, e ciò che si può fare su uno schermo c’è un’abisso. Può andar bene come riproduzione ma non può sostituirsi alla sensibilità della mano, agli spessori e alle modulazioni infinite del colore, al fare e contemplare la Pittura