Archivio novembre, 2010

"Tensione ad alta quota": cena tibetana con delitto al Museo

vecchio_monaco Chi ci conosce sa che il nostro Museo è aperto a svariate iniziative, anche conviviali, e che quando c’è la possibilità di unire la cultura orientale alla buona tavola, non ci tiriamo mai indietro. La scorsa estate, parlando del più e del meno con un vecchio amico, è nata l’idea di ospitare qui al Museo una “Cena con Delitto”: una serata in cui gli ospiti, tra una portata e l’altra, diventano protagonisti di una specie di “gioco di ruolo” il cui obiettivo è trasformarsi in investigatori e risolvere un caso con deitto.

La serata, che si terrà il prossimo 10 dicembre, è organizzata dai ragazzi della The Day Communication, un’agenzia specializzata nella realizzazione di eventi ad alto impatto emotivo, tra i quali cacce al tesoro, Urban games, eventi incentive per le aziende o le Pubbliche Amministrazioni o, come nel nostro caso, cene con delitto.

Gli ospiti che parteciperanno alla cena con delitto intitolata “Tensione ad Alta Quota” saranno suddivisi in suqadre composte da un minimo di quattro e un massimo di otto persone e nel corso della cena alcuni attori introdurranno il “caso” che poi le squadre dovranno risolvere sfruttando gli indizi che si faranno scoprire tra una portata e l’altra.


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Regalati un Guerriero 2: riparte la promozione natalizia di Galleria Thais

Xian_1 L’anno scorso, in occasione del quindicesimo compleanno della nostra azienda, abbiamo fatto un regalo a tutti gli amici e clienti che sono venuti a visitarci nel mese di dicembre. Visto il successo dell’iniziativa, e considerato che molti non sono riusciti a passare per ritirare il regalo, abbiamo deciso di ripetere la cosa.

Se venite in visita qui a Galleria Thas tra il 27 novembre e il 24 dicembre riceverete in regalo, facendone richiesta, una statuina in terracotta raffigurante i “Guerrieri di Xi’An”, ovvero quelle migliaia di statue scoperte in Cina e risalenti al terzo secolo prima di Cristo. La statuina, una riproduzione in miniatura realizzata a mano in Cina, è alta 38 cm e viene regalata assieme al libro “Cina – 220 A.C.” che racconta la storia del temibile imperatore Qin Shihuangdi e del suo mirabile Esercito di Terracotta.

Le statuine sono bellissime, realizzate con lo stesso materiale degli originali: una terracotta quarzifera che rifeltte la luce fino quasi a sembrare fatta di metallo. Inoltre ogni singolo pezzo è realizzato a mano rispettando le tecniche costruttive in uso migliaia di anni fa. Le riproduzioni rispettano l’apparenza delle statue come le si possono vedere oggi nella città di Xi’An, prive dell’originale pigmentazione policroma andata perduta con il tempo.


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Un nuovo carico di mobili è giunto dal Tibet

Container_ship_at_sunset Il gigante metallico parcheggiato davanti al magazzino mette quasi paura. E’ lungo quaranta piedi e alto più di nove, è verde con una grande scritta bianca: MAERSK. Lo osservo mentre l’autista dello Scania lo sgancia dalla motrice dopo un viaggio in autostrada dal porto di La Spezia a qui. L’enorme involucro d’acciaio ha fatto un viaggio di cinquecento miglia su ferrovia e oltre diecimila miglia in mare prima di arrivare qui. Me lo immagino incastrato tra altre centinaia come lui sul pone di una nave portacontainer mentre oscilla pericolosamente sotto un mare in tempesta. Chissà se il contenuto è ancora integro.
Prendiamo la tenaglia, rompiamo i sigilli e apriamo le due pesanti porte metalliche. Una folata di aria tiepida e polverosa esce dall’interno. Profumo di antico. Lo spazio è stipato fino all’ultimo centimetro di imballi in cartone, legno e poliuretano. Iniziamo con molta attenzione il delicato lavoro di scarico.

Il container era partito lo scorso luglio dai nosti magazzini di stoccaggio di Kathmandu, in Nepal, e dopo un viaggio di quasi cinque mesi è giunto qui. All’interno c’è il frutto di due anni di viaggi Tra Tibet, India e Nepal, ricerche, contrattazioni, email, fax, eccetera. Centosettantaquattroesemplari di oggetti ed arredi antichi, che tra da giorno arricchiscono le collezioni commerciali di Galleria Thais.


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Galleria Thais partecipa al Luxury Christmas Preview

struzzo_natale da giovedì 18 a domenica 21 novembre si terrà alla Fiera di Vicenza la manifestazione “Luxury Christmas Preview“, una specie di “edizione straordinaria” del Salone Internazionale del Lusso, una preziosa vetrina di oggetti inediti, personalizzati, per un esclusivo Natale. La manifestazione si terrà in contemporanea con il salone “Luxury Garage”, dedicato alle auto di lusso.

Galleria Thais parteciperà a “Luxutry Christmas Preview” con uno stand all’interno del padiglione F, mentre il Museo d’Arte orientale Obrietan allestirà una mostra collaterale facente parte della rassegna “Simboli e misteri dell’arte Himalayana“.

La fiera sarà aperta nei seguenti orari: il 18 e 19 novembre dalle ore 12 alle 22, e il 20 e 21 novembre dalle ore 10 alle ore 20, costo del biglietto € 20,00.

Dzi, le misteriose pietre tibetane del paradiso

DSCF7702 Qualche anno fa, mentre mi trovavo ospite in un monastero buddista nella remota valle dello Zanskar, sull’Himalaya indiano, un vecchio monaco mi mise al collo una strana pietra ovale d’un color grigio traslucido con delle strisce chiare. Avevo già visto oggetti simili addosso a qualche religioso, oppure a decorazione dei copricapo tradizionali delle donne tibetane, ma non avevo mai chesto cosa fossero esattamente. Ringraziai il monaco, anche se non avevo la minima idea di quale fosse il valore di quel dono. Guardando meglio la pietra, notai che aveva un aspetto singolare. Sembrava vecchia di secoli e risplendeva di una bellezza consunta, un fascino antico che metteva quasi soggezione. Era lucida e levigata, ma non come può esserlo il ciottolo di un fiume. Sembrava quasi “consumata”, come se una mano grinzosa l’avesse accarezzata per millenni. Decisi che quel monile mi piaceva e che l’avrei tenuto al collo, anche a ricordo dell’ospitalità dei monaci durante quel viaggio fantastico e terribile che avevo fatto sulle montagne dell’Himalaya.

Mi piaceva, anche se non sapevo cosa fosse, ma gli sguardi ammirati dei Tibetani che la vedevano al mio collo mi spinsero a fare delle ricerche. Bene, chiedendo e leggendo qua e là scoprii che il regalo che il vecchio monaco mi aveva fatto era assai prezioso. La pietra che portavo (e tuttora porto) al collo è detta “pietra del paradiso”, che i tibetani chiamano Dzi.


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