Archivio febbraio, 2011

Acquistare antiquariato a rate con un prestito finalizzato

gavel Da decenni ormai è di moda acquistare un po’ tutto pagando un poco per volta. Case, auto, elettrodomestici e addirittura vacanze si possono comprare tramite pagamenti rateizzati attraverso mutui, leasing o finanziamenti. Solo che in Italia l’idea di utilizzare tali strumenti è ancora legata prevalentemente ai beni strumentali o servizi e, almeno fino a qualche tempo fa, in pochi si sarebbero sognati di acquistare un bene non strumentale, come ad esempio un’opera d’arte o un pezzo di antiquariato con un finanziamento. Non solo: le stesse banche non mettevano a punto prodotti finanziari ad hoc per questo genere di acquisti.

Negli ultimi tempi però si assiste ad un’apertura di orizzonti in questo senso, sulla scia delle tendenze di Paesi come gli USA e la Gran Bretagna. Gli operatori hanno ideato formule e prodotti per consentire ai propri clienti di acquistare un po’ di tutto, e stanno nascendo istituti finanziari specializzati a supporto delle banche.Questa tendenza fa respirare il mercato dell’arte e dell’antiquariato anche in Italia, dove una nuova generazione di collezionisti e appassionati si scontrava con la difficoltà di accesso e scambio d’opere.  Un “vorrei ma non posso” perchè l’intenzione d’acquisto spesso restava lettera morta per mancanza di disponibilità economiche o di informazioni su dove trovare o come valutare le opere.


Leggi tutto …

Mostra "Simboli e Misteri dell’arte Himalayana" a Milano

Dopo il successo della prima edizione della mostra “Il Drago, la Tigre e la Morte” svoltasi a Villa Trissino di Cornedo Vicentino, la rassegna culturale “Simboli e Misteri dell’Arte Himalayana” si sposta a Milano, dove si terrà la seconda edizione dell’esposizione di arte antica tibetana. La mostra sarà ospitata presso il Centro Tian Qi di Milano, dal 4 marzo al 29 maggio 2011. Nei suggestivi locali del Centro sarà allestito un percorso espositivo con circa 40 tra i più preziosi esemplari delle collezioni di Galleria Thais, tra cui spiccano alcuni antichi bauli tibetani dipinti.

La mostra costituisce il quinto appuntamento di una rassegna espositiva a cura del Museo d’Arte orientale Obrietan, dedicata all’arte antica himalayana e ideata con l’intento di aprire uno spaccato sulla storia dell’arte antica e sulla cultura del Tibet. Tra gli esemplari che andranno a costituire la mostra anche una splendida collezione di antiche porte monastiche (le porte di ingresso dei monasteri buddisti) ed alcuni oggetti rituali utilizzati dai monaci per le celebrazioni religiose. Tutti gli oggetti sono collegati tra loro da un unico comune denominatore: le decorazioni richiamano i tre simboli tantrici che danno il nome alla mostra: il drago, la tigre e la morte.


Leggi tutto …

La cultura culinaria del Tibet: i ravioli "momos"

food_momo Qualche tempo fa scrissi qualcosa sulla dieta dei monaci tibetani, affermando che talvolta mangiano anche carne, soprattutto in occasione di feste e celebrazioni. Infatti chi è stato in Tibet o in tutta l’area trans-himalayana non ha potuto non assaggiare i “Momos un tipico piatto a base di ravioli cotti a vapore e poi saltati nel burro o alla piastra. Una vera prelibatezza locale che io ho avuto occasione di gustare molte volte all’interno dei monasteri buddisti della zona e che ormai ho imparato anche a cucinare grazie ai miei amici monaci chef che abitano a Milano.

La pietanza oggi è pubblicizzata come “piatto nazionale tibetano” e in effetti è una delicatezza tradizionale, anche se non appannaggio esclusivo del Tibet. I Momos si possono gustare anche in Nepal, Buthan, Sikkim e Ladakh o in tutte quelle regioni oggetto della diaspora tibetana come l’Himachal Pradesh, il Karnataka o il West Bengala. Non solo: in Nepal il piatto è diventato uno dei più apprezzati “fast food” tanto che i Nepalesi lo hanno esportato in tutta l’India del Nord e in molte città del Medio Oriente dove migrano stagionalmente come lavoranti.

Resta il fatto che il piatto, pur avendo origini tibetane, affonda le sue radici in culture antichissime. Alcune varianti si possono gustare in Cina (Jaozi), in Mongolia (Buuz), in Asia Centrale (Manti) ed addirittura nella Russia orientale (Pelmeni). La cucina tibetana infatti è generosamente influenzata dalle culture vicine, in particolare India, Pakistan, Cina e Nepal, ma è meno speziata, più leggera e meno varia. La dieta è tipicamente montana, simile in qualche modo a quella delle nostre valli alpine alla fine dell’Ottocento. Nonostante la povertà di ingredienti dettata dal clima secco e freddo e dall’alta quota, i Tibetani si sono ingegnati producendo una discreta varietà di piatti saporiti e nutrienti come la zuppa Thukpa, il pane Tagi, preparazioni saporite a base di riso e appunto i Momos.


Leggi tutto …