Archivio maggio, 2011

Una collezione di Netsuke all’asta il 23 giugno

NE 028

Da qualche mese ho qui in galleria un centinaio di figurine in avorio finemente intagliate che raffigurano, talvolta in modo piuttosto buffo, personaggi della mitologia giapponese, animali, divinità, oppure personaggi popolari come donne, anziani e bambini. Queste minuscole sculture, alte dai 2 ai 6 centimetri, sono prodotti dell’artigianato tradizionale giapponese ed erano utilizzati come accessori da indossare sul kimono, il costume tradizionale. Il loro nome è Netsuke.

Questo termine generico si applica a vari tipi di fermagli o contrappesi utilizzati per fissare borsette e scatoline al kimono. Quest’usanza deriva dal fatto che il costume tradizionale giapponese era sprovvisto di tasche, per cui tutti gli oggetti che ci si portava dietro, dovevano in qualche modo essere legati all’obi, la larga fascia ventrale che cinge il kimono. Gli artigiani realizzavano questi oggetti praticandovi due fori per far passare una cordicella di seta con la quale fissare l’inro (una scatola rigda per conservare tabacco, medicinali o altri oggetti), il gamaguchi (una borsetta portamonete) o la kinchaku (un contenitore dal fondo rigido).

All’inizio della loro storia i netsuke erano molto simili a dei grossi bottoni, realizzati con la radice di alcuni tipi di legno duro. Successivamente i Giapponesi cominciarono a rendere i loro accessori non solo funzionali, ma anche piacevoli dal punto di vista estetico, sbizzarrendosi nella produzione di oggetti miniaturizzati principalmente in legno, avorio o osso pressato. La predisposizione per la rappresentazione miniaturizzata del mondo, ben radicata nella cultura giapponese, trovò il suo massimo splendore nella seconda metà dell’era Tokuygawa (1600 – 1868) e in quel peridodo furono realizzati netsuke in avorio di straordinaria bellezza. I primi esemplari raffiguravano principalmente figure mitologiche o religiose, come dei e demoni appartenenti al pantheon buddista o scintoista, o saggi buddisti. In seguito il mondo animale divenne il tema favorito dagli scultori di netsuke.  Buoi, cani e gatti, ma anche rane, topi, pesci e molluschi; o ancora animali fantastici come il Kiri, una raffigurazione di drago derivata dalla cultura cinese. Poi nella seconda metà dell’Ottocento, quando iniziò a svilupparsi una committenza mercantile e borghese, cominciarono ad apparire soggetti più popolari, come donne, bambini che giocano, pescatori e contadini.
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Mostra "Il Fondaco di Brera" a Milano, da 13 al 29 maggio 2011

Si apre domani a Milano una mostra, curata dall’amica Elena Dal Molin, che vedrà in esposizione una selezione di pezzi del nostro Museo d’Arte Orientale Obrietan.

Mostra “Il Fondaco di Brera”, presso la Fondazione Minguzzi
Via Palermo 11 – Milano
Inaugurazione il 12 maggio 2011 – ore 1
Lo showroon rimane aperto dal 13 al 29 maggio 2011. Tutti i giorni 11.00-13.30 / 16.00-19.30.
Per informazioni: Elena Dal Molin 02 36565440
fondacodibrera@gmail.com

Nel cuore di uno dei quartieri più affascinanti di Milano, in via Palermo 11, apre i battenti la mostra mercato il “Fondaco di Brera”, una Galleria temporanea allestita negli spazi della Fondazione Minguzzi in cui verranno esposti e messi in vendita oggetti curiosi e vari. Il Fondaco di Brera unisce stili e tempi diversi.

Ecletticità ed equilibrio sono le parole d’ordine per il Fondaco di Brera. L’idea del fondaco, nei nostri giorni, ha lo stesso significato di un tempo: il fondaco era un edificio medievale, presente nelle città di mare (tra cui, Venezia), che svolgeva la funzione di “magazzino”. E’ proprio il concetto di magazzino come raccoglitore eterogeneo di elementi, che in una città di mare marcano il passaggio e lo scambio, a dare il titolo a questo evento.

Tra gli oggetti di pregio: una scultura di un boddhisattva cinese in preghiera della dinastia Song (960-1270), proveniente dal Museo Obrietan, i gioielli di Giovanna Frossi (“Oro incenso e mirra”), i kimono di Paolo Milani, riconosciuto stilista presente nella guida di Fendi, Margherita Minguzzi con i suoi coloratissimi mosaici di carta, e i mobili di Zàel realizzati con elementi dell’artigianato antico orientale uniti a materiali moderni come ferro e vetro.

L’inaugurazione avrà luogo il 12 maggio alle ore 19:00, e sarà accompagnata da un aperitivo. Dal 13 al 29 maggio gli spazi della Fondazione Minguzzi sono aperti tutti i giorni dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 19:30, dove Elena Dal Molin vi accoglierà per illustrarvi gli oggetti in esposizione. All’inaugurazione verrà servito il vino dell’azienda vinicola“Le Pignole”