Un antico cabinet tibetano dipinto

Questo mese desidero recensire uno splendido mobile tibetano antico che da qualche giorno abbiamo messo in bella mostra all’ingresso dello spazio espositivo di Galleria Thais. Si tratta di un “cabinet”, ovvero una credenza in legno di conifera costruita in Tibet più di duecento anni fa e utilizzata come contenitore per le offerte all’interno di un monastero buddista tibetano.
Questo esemplare riprende la foggia classica dei cabinet monastici della seconda metà del Settecento. Il mobile presenta una forma rettangolare, con la facciata suddivisa in undici pannelli delimitati da traversine in rilievo che fungono da cornici. Il vano interno è suddiviso in due comparti delimitati da una mensola centrale.
I registri superiore e intermedio sono suddivisi in quattro pannelli ciascuno, con i due pannelli centrali apribili che costituiscono le ante di accesso al vano, mentre i due laterali sono fissi. Grazie a questa tecnica, la facciata del mobile chiuso costituisce un corpo unico dove i pannelli di apertura non sono distinguibili dagli altri.
Il registro inferiore è invece composto da tre pannelli di foggia rettangolare e le tra le due gambe anteriori è innestato un pannello dipinto a coprire lo spazio tra il pavimento e i corpo del mobile.


La facciata è quindi suddivisa in undici distinti pannelli dipinti con peonie e motivi decorativi floreali e fitomorfi. Il dipinto è realizzato con la tecnica della tempera su gesso e i colori si sono conservati fino ad oggi in tutto il loro splendore. Il sapiente uso delle tonalità e delle sfumature ci indica che questo mobile non fu decorato da un semplice artigiano, ma la realizzazione del dipinto fu a cura di un vero e proprio artista.
Le traversine lignee che fanno da cornice ai pannelli sono decorate con una tecnica a rilievo: il pigmento era mescolato con una polvere simile al gesso e una colla ricavata dalla pelle dello yak. Questa pasta era applicata sulla base in gesso con un apposito beccuccio e, seccandosi, formava delle decorazioni tridimensionali.


Il registro che divide il piano superiore del mobile dalla facciata è decorato ad intaglio con un motivo a treccia infinita, mutuato dall’arte cinese. Questo particolare permette di collocare l’esemplare come un mobile della fine del secolo XVIII, quando i Tibetani cominciarono a costruire credenze in gran numero, sia per uso monastico che domestico. Grazie al fiorente scambio colturale e artistico tra Cina e Tibet voluto dalla corte imperiale di Qianlong, gli artigiani tibetani presero spunto dalle tecniche costruttive cinesi, allora ben più avanzate, migliorando enormemente la qualità e la robustezza dei mobili, il che ha permesso ad alcuni di questi esemplari di giungere fino a noi.


La finezza costruttiva e la cura del dettaglio fanno pensare che questo cabinet fosse destinato ad un uso monastico, per la conservazione dei libri da scrittura e dei paramenti sacri.
Questo prezioso esemplare è in vendita presso la nostra galleria e sarà portato alla mostra di antiquariato di Assisi dal 21 aprile al 1 maggio prossimi.
Scheda tecnica:
Cabinet tibetano dipinto
Materiali: legno di conifera e tempera su gesso
Provenienza: Tibet centrale
Epoca: seconda metà sec. XVIII
Data del ritrovamento: 2009
Dimensioni: cm. 135x40x112h
Restauri: conservativo
Stato di conservazione: buono

alessandro said,
luglio 11, 2012 @ 0:05
bellissimo…… molto interessante il prezzo?