Archivio Categoria 'Altro'

Una collezione di Netsuke all’asta il 23 giugno

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Da qualche mese ho qui in galleria un centinaio di figurine in avorio finemente intagliate che raffigurano, talvolta in modo piuttosto buffo, personaggi della mitologia giapponese, animali, divinità, oppure personaggi popolari come donne, anziani e bambini. Queste minuscole sculture, alte dai 2 ai 6 centimetri, sono prodotti dell’artigianato tradizionale giapponese ed erano utilizzati come accessori da indossare sul kimono, il costume tradizionale. Il loro nome è Netsuke.

Questo termine generico si applica a vari tipi di fermagli o contrappesi utilizzati per fissare borsette e scatoline al kimono. Quest’usanza deriva dal fatto che il costume tradizionale giapponese era sprovvisto di tasche, per cui tutti gli oggetti che ci si portava dietro, dovevano in qualche modo essere legati all’obi, la larga fascia ventrale che cinge il kimono. Gli artigiani realizzavano questi oggetti praticandovi due fori per far passare una cordicella di seta con la quale fissare l’inro (una scatola rigda per conservare tabacco, medicinali o altri oggetti), il gamaguchi (una borsetta portamonete) o la kinchaku (un contenitore dal fondo rigido).

All’inizio della loro storia i netsuke erano molto simili a dei grossi bottoni, realizzati con la radice di alcuni tipi di legno duro. Successivamente i Giapponesi cominciarono a rendere i loro accessori non solo funzionali, ma anche piacevoli dal punto di vista estetico, sbizzarrendosi nella produzione di oggetti miniaturizzati principalmente in legno, avorio o osso pressato. La predisposizione per la rappresentazione miniaturizzata del mondo, ben radicata nella cultura giapponese, trovò il suo massimo splendore nella seconda metà dell’era Tokuygawa (1600 – 1868) e in quel peridodo furono realizzati netsuke in avorio di straordinaria bellezza. I primi esemplari raffiguravano principalmente figure mitologiche o religiose, come dei e demoni appartenenti al pantheon buddista o scintoista, o saggi buddisti. In seguito il mondo animale divenne il tema favorito dagli scultori di netsuke.  Buoi, cani e gatti, ma anche rane, topi, pesci e molluschi; o ancora animali fantastici come il Kiri, una raffigurazione di drago derivata dalla cultura cinese. Poi nella seconda metà dell’Ottocento, quando iniziò a svilupparsi una committenza mercantile e borghese, cominciarono ad apparire soggetti più popolari, come donne, bambini che giocano, pescatori e contadini.
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Mostra "Il Fondaco di Brera" a Milano, da 13 al 29 maggio 2011

Si apre domani a Milano una mostra, curata dall’amica Elena Dal Molin, che vedrà in esposizione una selezione di pezzi del nostro Museo d’Arte Orientale Obrietan.

Mostra “Il Fondaco di Brera”, presso la Fondazione Minguzzi
Via Palermo 11 – Milano
Inaugurazione il 12 maggio 2011 – ore 1
Lo showroon rimane aperto dal 13 al 29 maggio 2011. Tutti i giorni 11.00-13.30 / 16.00-19.30.
Per informazioni: Elena Dal Molin 02 36565440
fondacodibrera@gmail.com

Nel cuore di uno dei quartieri più affascinanti di Milano, in via Palermo 11, apre i battenti la mostra mercato il “Fondaco di Brera”, una Galleria temporanea allestita negli spazi della Fondazione Minguzzi in cui verranno esposti e messi in vendita oggetti curiosi e vari. Il Fondaco di Brera unisce stili e tempi diversi.

Ecletticità ed equilibrio sono le parole d’ordine per il Fondaco di Brera. L’idea del fondaco, nei nostri giorni, ha lo stesso significato di un tempo: il fondaco era un edificio medievale, presente nelle città di mare (tra cui, Venezia), che svolgeva la funzione di “magazzino”. E’ proprio il concetto di magazzino come raccoglitore eterogeneo di elementi, che in una città di mare marcano il passaggio e lo scambio, a dare il titolo a questo evento.

Tra gli oggetti di pregio: una scultura di un boddhisattva cinese in preghiera della dinastia Song (960-1270), proveniente dal Museo Obrietan, i gioielli di Giovanna Frossi (“Oro incenso e mirra”), i kimono di Paolo Milani, riconosciuto stilista presente nella guida di Fendi, Margherita Minguzzi con i suoi coloratissimi mosaici di carta, e i mobili di Zàel realizzati con elementi dell’artigianato antico orientale uniti a materiali moderni come ferro e vetro.

L’inaugurazione avrà luogo il 12 maggio alle ore 19:00, e sarà accompagnata da un aperitivo. Dal 13 al 29 maggio gli spazi della Fondazione Minguzzi sono aperti tutti i giorni dalle 11:00 alle 13:30 e dalle 16:00 alle 19:30, dove Elena Dal Molin vi accoglierà per illustrarvi gli oggetti in esposizione. All’inaugurazione verrà servito il vino dell’azienda vinicola“Le Pignole”

Kashmir, un fuoco che nessuno vuole spegnere

Muslims_protesting_in_Kashmir Il Kashmir è una terra magica e bellissima, incastrata tra le valli himalayane. Ci sono stato più di qualche volta e lo ritengo uno dei luoghi più affascinanti del subcontinente indiano. Srinagar, la capitale, è un gioiello dell’India, con il suo splendido lago Dal e le case galleggianti.

Il turismo, laggiù, cresecrebbe prosperoso se non ci fosse quel piccolo “problemino” con il Pakistan. La regione è considerata a rischio e non ci sono molti stranieri, ma tutto sommato il luogo è da considerarsi sicuro: più di 500.000 soldati dell’esercito indiano presidiano capillarmente tutto il territorio kashmiro. E quando dico ‘capillarmente’ lo intendo alla lettera: le città, i villaggi e le strade sono controllati da pattuglie di militari posizionati così vicino gli uni agli altri da non perdere mai il contatto visivo. In ogni viuzza c’è un soldato armato ogni 50 metri, e ogni 500 un blindato o una jeep. Questo dappertutto, anche nei villaggi più remoti.

Ora, con un tale dispiegamento di forze verrebbe da pensare che qualsiasi forma di assembramento, o altra attività sospetta, verrebbe immediatamente individuata ed eventualmente soppressa. E invece… l’altra notte, dopo che la televisione iraniana ha trasmesso il video di un tale che bruciava il corano davanti alla Casa Bianca ( non quell’ebete coi baffi che poi si è rimangiato tutto, un’altra persona), un drappello di ben 20000 persone si è radunato tra le strade di Tangmarg, una cittadina non lontana da Sirinagar, per poi assalire la scuola locale, dandola alle fiamme.


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I nuovi arrivi di Gallera Thais all’asta il 4 ottobre

Container_Ship C’è una grossa nave mercantile, partita più di tre settimane fa dal porto di Shanghai, che viaggia lentamente tra i flutti agitati del Mar Tirreno e che, tempo permettendo, tra poco più di 72 ore getterà l’ancora al largo del porto di La Spezia.
A bordo della nave c’è un grosso contenitore metallico verde e bianco, lungo quaranta piedi e alto quasi dieci. Perfettamente incastrato tra centinaia di contenitori identici, l’enorme scatolone d’acciaio ondeggia da quasi un mese sul ponte del mercantile mentre questo attraversava 10000 miglia di mare doppiando il subcontinente indiano e la penisola arabica, prima di passare il canale di Suez per solcare, finalmente, le tranquille acque del Mar Mediterraneo.
All’interno del contenitore, 128 magnifici esemplari di antiquariato orientale che tra pochi giorni verranno scaricati nei magazzini di Galleria Thais.
Ogni volta che arriva un container, qui in Galleria si respira un’aria frizzante e carica di entusiasmo. L’arrivo del carico segna la conclusione di un iter durato quasi due anni, che ha comportato due lunghi viaggi in Cina, selezioni, restauri, trattative, e-mail, scartoffie.
Ora, finalmente, gli antichi oggetti in arrivo dalla Cina verranno depositati nel nostro magazzino e, udite udite, apriremo gli imballi in presenza dei nostri clienti e amici in occasione del consueto evento che organizziamo ogni anno all’arrivo del container: il deballage all’asta!
Dopo il successo della scorsa edizione, anche questa volta abbiamo pensato di trasformare il nostro tradizionale Deballage, ovvero lo sballaggio e la presentazione dei nuovi arrivi aperti al pubblico, in un’asta, ed infatti domenica 4 ottobre, alle ore 17 apriremo le porte ai nostri amici e clienti più affezionati, e metteremo all’asta ogni esemplare non appena aperti i sigilli dell’imballo. Con questo evento Galleria Thais intende offrire ai propri clienti la possibilità di vivere il fascino della scoperta di antichi tesori giunti da lontano, nonché di poter eventualmente acquistare per primi gli oggetti più belli ed insoliti attraverso il divertente meccanismo della vendita all’asta. La festa sarà accompagnata da un buffet ed i locali della Galleria Thais e del Museo d’Arte Orientale Obrietan saranno aperti ed accessibili per tutta la durata dell’evento. I prezzi base di ogni esemplare saranno resi pubblici al momentro dell’asta.
Tutti gli esemplari in arrivo possono essere apprezzati scaricando il catalogo in formato PDF oppure sfogliando la galleria fotografica qui sotto (clicca sulla foto per aprire la galleria):

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  Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci via e-mail all’indirizzo  eventi at thaisoriente.com oppure chiamandoci al numero telefonico 0444 490 413.  Al fine di garantire posti a sedere per tutti, è gradita una conferma di partecipazione. L’evento si svolgerà anche in caso di maltempo.

Eating China: un portale sulla cucina cinese

Dumplings Si dà il caso che qualche giorno fa io abbia festeggiato i miei trentun anni. Per l’occasione ho pensato di mettere assieme la mia grande passione per l’Oriente alla mia grande passione per la cucina e ho organizzato una cena a base di piatti orientali.
Il menù prevedeva: Ravioli a vapore con ripieno di carne e altri con ripieno di pesce, Riso saltato con gamberi e verdure, Coniglio al vino di riso con taccole e una tempura di carne e verdure. Siccome non ho servito nulla di precotto o preconfezionato e mi sono preparato tutto (anche la pasta per i ravioli) in casa, ho passato un paio di sere a documentarmi per evitare di avvelenare i miei amici. Tra le varie ricerche in google ho scoperto un sito molto interessante, in lingua inglese, che contiene ricette, notizie, consigli ed approfondimenti sulla cucina cinese.

Ho perso un’intera serata a leggere tra le pagine del sito, dove ho trovatoalcuni interessanti articoli sulla storia della cucina cinese e taiwanese e sulla cultura del cibo. Il sito, che contiene anche un blog, è gestito da un critico gastronomico inglese che vive a Taiwan. Consiglio un’occhiata, soprattutto a coloro che credono che la cucina cinese sia quella che si trova nei ristoranti qui in Italia.

Per la cronaca, tutti gli invitati sono acora vivi e fino ad oggi in buon salute…