
Questo mese desidero recensire uno splendido mobile tibetano antico che da qualche giorno abbiamo messo in bella mostra all’ingresso dello spazio espositivo di Galleria Thais. Si tratta di un “cabinet”, ovvero una credenza in legno di conifera costruita in Tibet più di duecento anni fa e utilizzata come contenitore per le offerte all’interno di un monastero buddista tibetano.
Questo esemplare riprende la foggia classica dei cabinet monastici della seconda metà del Settecento. Il mobile presenta una forma rettangolare, con la facciata suddivisa in undici pannelli delimitati da traversine in rilievo che fungono da cornici. Il vano interno è suddiviso in due comparti delimitati da una mensola centrale.
I registri superiore e intermedio sono suddivisi in quattro pannelli ciascuno, con i due pannelli centrali apribili che costituiscono le ante di accesso al vano, mentre i due laterali sono fissi. Grazie a questa tecnica, la facciata del mobile chiuso costituisce un corpo unico dove i pannelli di apertura non sono distinguibili dagli altri.
Il registro inferiore è invece composto da tre pannelli di foggia rettangolare e le tra le due gambe anteriori è innestato un pannello dipinto a coprire lo spazio tra il pavimento e i corpo del mobile.
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La medicina tradizionale cinese è uno dei sistemi di cura più antichi del mondo. Per millenni i Cinesi hanno curato i malanni del corpo preparando e somministrando infusi e pozioni ottenute con ingredienti quali radici polverizzate, semi di fiori e piante mediche, oppure parti di animali come ossa o corna polverizzate.
In antichità erano in pochi a permettersi le cure della farmacologia cinese. Imperatori e nobili avevano a disposizione medici e farmacisti che preparavano i rimedi e li conservavano nelle abitazioni, in apposite cassettiere suddivise in comparti. Più tardi, nel corso della dinastia Yuan, i rimedi tradizionali diventano accessibili al pubblico e nascono le prime farmacie tradizionali, dei luoghi dove i farmacisti conservavano, preparavano e vendevano le pozioni da somministrare ai pazienti.
Una preziosa e affascinante testimonianza di questa pratica millenaria, che sopravvive ancora oggi, è questo splendido mobile cinese da farmacia, risalente ai primi anni del secolo scorso e ritrovato nel 2008 a Shuzhou, nella provincia di Zhejiang, in Cina Orientale, dove ancora oggi esistono decine di laboratori e negozi di erboristeria dove viene praticata la farmacologia tradizionale.
La rarità di questo mobile è costituita dalle sue dimensioni (cm. 111x48x192h) e dal numero di cassetti, ben 79. L’esemplare, realizzato in legno di olmo con una struttura molto robusta, era uno dei mobili utilizzati in una farmacia tradizionale per la conservazione delle preparazioni. La facciata frontale presenta tre tipologie di cassetti suddivisi in tre file. In alto una serie di quattro cassetti in linea di medie dimensioni, al centro ben 72 piccoli cassetti disposti in nove file da otto cassetti ciascuna; in basso una serie di tre grandi cassetti in linea.
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