Archivio Categoria 'Racconti di viaggio'

"Pezzi di libro": Adozioni ad Alta quota – Introduzione

Come promesso, ecco la "prima puntata" della serie di post in cui pubblicherò alcune immagini e alcuni stralci del libro "Adozioni ad Alta quota", che ho scritto due anni fa.

In questa puntata l’introduzione:

"Un pugno di uomini percorre a piedi il corso di un fiume ghiacciato tra le valli dell’Himalaya per centosettanta chilometri. Camminando su scivolose lastre di ghiaccio per nove ore al giorno e dormendo in tende o grotte naturali, il gruppo raggiunge la valle dello Zanzkhar, nell’India del Nord, una delle regioni più inospitali del mondo, per portare il proprio aiuto ai piccoli monaci che vivono nei monasteri arroccati sulle pendici di quelle impervie montagne, ad un’altitudine di circa quattromila metri".

100 Questa è l’immagine che si delineò nella mia mente quando mio padre, Kino Obrietan, accennò per la prima volta all’idea di organizzare una spedizione invernale nello Zanzkhar.

L’ottobre 2005 un violento terremoto aveva devastato il territorio a cavallo tra il Pakistan orientale e il Kashmir indiano. Quella terra, già martoriata da più di quindici anni di guerra ininterrotta, era stata colpita da una nuova calamità.

I giornali parlavano di ottantamila morti. Le notizie che ci arrivavano erano frammentarie e confuse, nonostante avessi inviato continui messaggi via posta elettronica chiedendo ai miei amici indiani come stessero realmente le cose laggiù, non riuscivo ad ottenere informazioni aggiornate, e la preoccupazione


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Adozioni ad alta quota: racconto di una spedizione sull’Himalaya

Copertina libro \"Adozioni ad Alta Quota\"

Chi mi segue ricorderà di quando, quest’estate, annunciai l’imminente partenza dell’ultima missione umanitaria in Nepal di cui mio padre era il capo spedizione. In effetti, una delle cose più divertenti che faccio fuori dall’ambiente strettamente professionale è il progetto Himalayan Aid, un’iniziativa umanitaria a favore delle comunità di monaci buddhisti che porto avanti con mio padre dal 2001. Beh, a dire la verità non è poi così svincolato dal mio lavoro, dato che il progetto è finanziato dal museo di cui sono direttore, ma lo spirito con cui affronto quest’attività non ha nulla a che vedere con gli interessi professionali. Lo faccio per passione, per vocazione e perché lo trovo divertente e costruttivo.
Con il progetto Himalayan Aid, organizziamo spedizioni umanitarie nelle aree a cultura buddhista dell’Himalaya: Tibet, Nepal, India, Bhutan, ecc. per portare aiuto ai monaci che vivono in monasteri sperduti tra le montagne, in condizioni estreme.
La nostra attenzione è diretta in particolare ai novizi, cioè ai bambini di [...]
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