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	<title>Thais Blog &#187; Recensioni</title>
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	<description>Corporate Blog di Galleria Thais - Arte, cultura e curiosità dai paesi con gli occhi a mandorla</description>
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		<title>Mille Orienti, uno sguardo sull&#8217;Asia dal blog di Marco Restelli</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 16:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Restelli è un orientalista specializzato in lingua e letteratura Hindi. Da venticinque anni gira per tutta l&#8217;Asia per realizzare reportage, e come giornalista collabora con numeriosi periodici italiani come Elle, Espresso e io Donna, scrivendo di Esteri, viaggi e cultura. Come docente ha organizzato vari semminari presso alcune facoltà dell&#8217;Università di Milano. La sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2011/04/WindowsLiveWriterMilleOrientiunosguardosullAsiadalblogdiM_E37Csportivo_2.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="" align="left" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2011/04/WindowsLiveWriterMilleOrientiunosguardosullAsiadalblogdiM_E37Csportivo_thumb.jpg" width="97" height="128"></a> Marco Restelli è un orientalista specializzato in lingua e letteratura Hindi. <strong>Da venticinque anni gira per tutta l&#8217;Asia per realizzare reportage</strong>, e come giornalista collabora con numeriosi periodici italiani come Elle, Espresso e io Donna, scrivendo di Esteri, viaggi e cultura. Come docente ha organizzato vari semminari presso alcune facoltà dell&#8217;Università di Milano.</p>
<p align="justify">La sua seconda passione è il Web. <strong>Mi ha colpito il tema di studio a cui si dedica da anni: il rapporto tra la Rete a la spiritualità</strong>, ovvero il modo in cui le religioni e le sette si autoproclamano attraverso Internet. A questo tema ha dedicato un<font color="#cc0000"> </font><a title="Religioni on line - Di Marco Rrestelli e Cristiana Ceci" href="http://www.hoepli.it/libro/religioni-on-line/9788848301664.asp" target="_blank"><font color="#cc0000">libro</font></a>, scritto in collaborazione con la giornalista Cristiana Ceci e&nbsp; pubblicato nel 2001 da Alpha Test.</p>
<p align="justify">Ed è attraverso il Web che Marco racconta della sua Asia: nel 2008 ha creato il blog<font color="#cc0000"> </font><a title="MilleOrienti" href="http://http://www.milleorienti.com/" target="_blank"><font color="#cc0000">MilleOrienti</font></a>,<strong> una vetrina sull&#8217;Asia antica e moderna, dove si parla di cultura, politica e società.</strong> Attraverso il blog egli racconta anche dei suoi numerosi viaggi, permettendo al lettore di andare ai clichè e ai luoghi comuni, ma ci parla anche di attualità e cinema, in particolare di &#8220;Bollywood&#8221;, il cinema popolare in ligua Hindi che sta riscuotendo un certo successo anche in Occidente.</p>
<p align="justify">MilleOrienti è un&#8217;interessante piattaforma culturale sull&#8217;Asia, dedicata ad un pubblico colto e curioso e, a quanto si evince dalle statistiche e dai fan su Facebook, numeroso. <strong>Degna di nota è anche &#8220;Asian Food Corner&#8221;, una rubrica culinaria dedicata alla gastronomia asiatica, con recensioni, storie e ricette.</strong> Con mia sorpresa noto che la rubrica è gestita dalla giornalista Cristiana Ceci, che ho conosciuto telefonicamente qualche tempo fa quando scrisse un pezzo sul settimanale &#8220;D di Repubblica&#8221; relativo alla <a title="Cena Tibetana a Domicilio" href="http://www.cenatibetana.com/" target="_blank"><font color="#cc0000">Cena Tibetana a Domicilio</font></a>.</p>
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		<title>Recensione: &quot;Cina, viaggio nell&#8217;impero del futuro&quot; di Rob Gifford</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho appena finito di leggere un bellissimo libro sulla Cina contemporanea scritto da un brillante giornalista britannico. Rob Gifford, che dal 1987 trascorre la maggior parte del suo tempo nella Terra di Mezzo lavorando come reporter e studioso, ha realizzato un&#8217;opera acuta e illuminante che analizza nel profondo i mille aspetti della trasformazione della Cina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2011/01/WindowsLiveWriterRecensioneCinaviaggionellimperodelfuturo_F738cina_viaggio_2.jpg"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-top: 0px; border-right: 0px" border="0" alt="cina_viaggio" align="left" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2011/01/WindowsLiveWriterRecensioneCinaviaggionellimperodelfuturo_F738cina_viaggio_thumb.jpg" width="161" height="244"></a> Ho appena finito di leggere un bellissimo libro sulla Cina contemporanea</strong> scritto da un brillante giornalista britannico. Rob Gifford, che dal 1987 trascorre la maggior parte del suo tempo nella Terra di Mezzo lavorando come reporter e studioso, ha realizzato un&#8217;opera acuta e illuminante che analizza nel profondo i mille aspetti della trasformazione della Cina e dei Cinesi negli ultimi trent&#8217;anni.</p>
<p align="justify">L&#8217;autore descrive <strong>un viaggio lungo la Route 312 che collega Shanghai al confine con il Kazakistan</strong>, costruita sulle tracce dell&#8217;antica Via della Seta, durante il quale egli incontra svariati e singolari personaggi che svelano attraverso la loro voce il ricco <a href="http://orientalia4all.net/post/quasi-quasi-emigro-nel-lesotho-o-forse-no" target="_blank"><font color="#000000">mosaico</font></a> della vita moderna cinese e gli sconvolginemti che la modernità produce nei loro comportamenti e nel loro modo di vedere le cose.</p>
<p align="justify">Chiacchierando con camionisti, venditori ambulanti, prostitute e monaci tibetani o semplici viaggiatori incontrati nelle piazzole di sosta della lunghissima autostrada, Gifford ripercorre la storia della Cina e ci racconta di come la rivoluzione di Mao abbia profondamente influenzato la mentalità dei Cinesi moderni, del perché quella grande nazione sia vista da alcuni come un modello e da altri come un pericolo.<strong> Partendo dagli aneddoti narrati dalla gente comune, l&#8217;autore ci regala un&#8217;interessante analisi</strong> di molti dei fenomeni politici, economici e sociali che caratterizzano la strabiliante evoluzione della Cina.</p>
<p align="justify">Il libro, che si intitola &#8220;<strong>Cina, viaggio nell&#8217;impero del futuro&#8221; di Rob Gifford edito da Neri Pozza ISBN 978-88-545-0249-9</strong>, è istruttivo, avvincente e toccante allo stesso tempo; l&#8217;autore ha un&#8217;acuta capacità di osservazione e una brillante ironia. Direi che questo potrebbe essere un ottimo testo da leggere per chi si accinge a visitare la Cina per la prima volta.</p>
<p><span id="more-1480"></span>
<p align="justify">Dall&#8217;introduzione:</p>
<p align="justify"><a name="wuztop">&#8220;La strada nera e logora si scaglia nel deserto come una freccia, che finisce poi per incagliarsi in una modesta scarpata rocciosa che emerge dal paesaggio lunare della gialla boscaglia del Gobi. Gli spuntoni di roccia formano una gola che delimita la strada alla sua prima curva dopo circa centosessanta chilometri di rettilineo. A questo punto il viaggiatore si ritrova in un paesino che dall&#8217;autostrada non si vedeva nemmeno. La gola da il nome alla cittadina: Xingxingxia, che in italiano suona appunto più o meno come Gola Stellata.<br />Gola Stellata è un buco di posto con solo qualche centinaio di abitanti. Rifocilla camionisti, autobus a lunga percorrenza e l&#8217;eventuale folle viaggiatore che decida di attraversare via terra il deserto del Gobi. La cittadina deve la propria esistenza a un piccolo pozzo d&#8217;acqua potabile, l&#8217;unico nel raggio di chilometri, che per secoli ha dissetato gli uomini e le bestie che percorrevano questo ingrato tratto dell&#8217;antica Via della Seta. Xingxingxia (pronuncia Scin-scin-scia) segna l&#8217;ingresso del viaggiatore in quello che una volta era chiamato Turkestan, ma che adesso è la regione cinese dello Xinjiang. La gola e un grande casello autostradale sono gli estremi, rispettivamente a est e a ovest, entro i quali è compreso questo malconcio ammasso di parcheggi per camion, case, e un&#8217;imponente stazione di servizio. Il tutto stagliato contro il blu del ciclo dell&#8217;Asia Centrale e sbucato dal nulla sullo sfondo della riarsa terra desertica. Il sole picchia così forte che quasi scioglie l&#8217;asfalto, e io sono qui, sul ciglio della strada, in cerca di un passaggio.<br />Non si tratta solo di una vecchia strada. È la Strada Madre della Cina, si chiama Route 312. L&#8217;ho percorsa in autobus, camion e taxi, partendo da Shanghai, dove ha inizio, fino a più di tremila chilometri a est di qui. Vicino all&#8217;antica città di Xi&#8217;an, la strada si raccorda con quella della vecchia Via della Seta, che in tempi remoti attraversava il deserto del Gobi, passando per Gola Stellata, fino all&#8217;Asia Centrale, continuando poi verso ovest fino a giungere in Persia e in Europa. Sono più o meno a due terzi del mio viaggio di quattromilacinquecento chilometri; ne ho ancora millecinquecento per arrivare al termine, il confine cinese col Kazakistan.&#8221;</p>
<p></a></p>
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		<title>Libri: Attraversando l&#8217;India &#8211; diario di un viaggio nella Grande Madre</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 12:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;India è sempre stata una delle mie mete preferite. Ci sono stato spesso, sia per lavoro che per diletto. Una delle caratteristiche più entusiasmanti di quel paese è la sua incommensurabile complessità. Ho appena finito di leggere un bel libro sul magico subcontinente indiano. Si chiama &#8220;Attraversando l&#8217;India &#8211; diario di un viaggio nella Grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/10/WindowsLiveWriter6deaa1663efb_A5FEattraversando_india_2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="150" alt="attraversando_india" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/10/WindowsLiveWriter6deaa1663efb_A5FEattraversando_india_thumb.jpg" width="244" align="left" border="0"></a> L&#8217;India è sempre stata una delle mie mete preferite. Ci sono stato spesso, sia per lavoro che per diletto. Una delle caratteristiche più entusiasmanti di quel paese è la sua incommensurabile complessità. Ho appena finito di leggere un bel libro sul magico subcontinente indiano. Si chiama <a title="&quot;Attraversando l'India - diario di un viaggio nella Grande Madre&quot;" href="http://www.libreriauniversitaria.it/attraversando-india-bailo-elio-tranchida/libro/9788880032304" target="_blank"><font color="#cc0000">&#8220;Attraversando l&#8217;India &#8211; diario di un viaggio nella Grande Madre&#8221;</font></a>, di Elio Bailo, Ed. Giovanni Tranchida. L&#8217;opera è un po&#8217; datata, visto che è stata pubblicata per la prima volta nel 1997, ma io ho apprezzato molto il modo con cui l&#8217;autore ha affrontato argomenti che potrebbero talvolta annoiare i lettori: la storia e la filosofia indiane. </p>
<p align="justify">Bailo si immerge in argomenti molto complessi e profondi raccontandoli attraverso i suoi occhi di viaggiatore e affascinando il lettore con aneddoti legati alle sue esperienze sul luogo. Pagina dopo pagina si affrontano il panorama storico indiano, i miti e le religioni, il pensiero filosofico e la società indiana, antica e moderna. Il registro linguistico utilizzato è adatto a quasi tutti e la sottile ironia con cui Bailo racconta gli Indiani e le loro &#8220;stranezze&#8221; rende le oltre 300 pagine del libro piacevoli e veloci da leggere. Queste caratteristiche trasformano il libro in un ottimo strumento per chi desidera un&#8217;infarinatura sui più importanti tra i mille aspetti del Subcontinente indiano e del suo popolo.</p>
<p><span id="more-493"></span>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Dalla prefazione:</p>
<p align="justify">Questo libro riporta aneddoti ed esperienze personali dell&#8217;autore, inquadrandoli nel panorame generale della storia e del pensiero filosofico-religioso indiano.<br />Per scriverlo l&#8217;autore si è immerso nell&#8217;ambiente indiano, ospite di famiglie di casta elevata e a contatto con famiglie di casta inferiore, viaggiando fuori dai circuiti turistici &#8211; con l&#8217;eccezione di alcune visite guidate a monumenti &#8211; visitando piccoli villaggi isolati nelle montagne, numerosi ashram, nonché alcuni luoghi dove furono detenuti Gandhi e Nehru, durante l&#8217;epoca coloniale britannica.</p>
<p align="justify">Il soggiorno solitario in India, fuori dagli itinerari turisici di gruppo, senza trasporti in pullman con aria condizionata e alloggio in dimore da maharajah trasformate in hotel di lusso, espone maggiormente il viaggiatore alle piccole difficoltà, abusi, racket quotidiani.<br />Fin dall&#8217;arrivo all&#8217;aeroporto, bisogna far attenzione all&#8217;impiegato cambiavalute allo sportello della Bank of India che cerca di sottrarre al turista una o due banconote, durante il conteggio, con destrezza da prestigiatore. Non parliamo poi delle maggiorazioni dei prezzi, furtarelli, e piccole truffe cui viene fatto oggetto un Occidentale: ad esempio non è consigliabile imbucare una lettera in una cassetta, perché c&#8217;è il forte rischio che il francobollo venga sottratto da un impiegato delle poste. Bisogna andare di persona all&#8217;ufficio delle poste e verificare che la lettera venga correttamente stampigliata.</p>
<p align="justify">Nelle città, gli Occidentali sono assediati da mendicanti o da persone che offrono di procurare un taxi, fare da guida turistica, o per altri servizi. A benares, in prossimità dei <em>ghat</em>, i lebbrosi chiedono l&#8217;elemosina sfiorando i passanti con i loro moncherini rosi dal morbo. Per circolare in città o viaggiare nel Paese, è necessario avvalersi di un taxi o di una guida, perché le indicazioni stradali sono insufficienti e fuori città le segnalazioni sono inesistenti. Se si chiedono informazioni ai passanti, quasi sempre si ottengono indicazioni contraddittorie. Forse gli Indiani desiderano mostrarsi cooperativi, oppure non volgiono ammettere la loro ignoranza e inventano le informazioni.</p>
<p align="justify">Contrariamente ai Greci, Romani, Cinesi, Arabi, gli Indiani, sino al tardo medioevo, non hanno avuto sorici. La datazione degli eventi è quindi approssimativa e soggetta alle contestazioni incrociate dei vari esperti. Non si sa esattamente in quale secolo sia vissuto Shankara, uno dei maggiori teologi e filosofi indiani. Panini, a cui si deve la prima grammatica di sanscrito, sarebbe vissuto prima di Buddha, secondo alcuni esperti, e tre secoli prima di Cristo secondo altri. Un&#8217;autrice inglese ha recentemente messo addirittura in dubbio che Marco Polo sia stato in Cina e in India. Infatti, benché egli affermi di aver espletato funzioni amministrative per conto dell&#8217;Imperatore, non si trova alcun riscontro del suo soggiorno in documenti cinesi dell&#8217;epoca. Marco Polo, secondo questo autore, avrebbe commerciato con l&#8217;oriente senza spingersi oltre la Turchia e avrebbe scritto il Milione documentandosi su scritti asiatici dell&#8217;epoca.</p>
<p align="justify">La valutazione dell&#8217;autenticità delle fonti è sovente poco affidabile: ricordiamo le memorie di Hitler, pubblicate alcuni anni or sono da un autorevole settimanale tedesco e poi rivelatesi false. Le conclusioni degli storici sono spesso basate su documenti e indizi incerti, ma anziché essere esposte come ipotesi sono presentate come certezze. I documenti possono essere alterati e falsificati. Per esempio secondo gli <em>ulema </em>islamici, e come è scritto nel Corano, i Vangeli sarebbero stati manipolati per nascondere la futura venuta dell&#8217;ultimo Profeta.</p>
<p align="justify">Non bisogna quindi prendere come oro colato tutto ciò che è stampato, compreso ciò che è scritto in questo libro, perché le fonti consultate per scriverlo, talvolta, sono in contraddizione tra di loro. Non ci sono certezze assolute in nessun campo, ma solo diversi gradi di probabilità. Gli eventi di cui l&#8217;autore è stato testimone hanno soggettivamente un maggior grado di certezza che non tutti i testi sacri rielaborati con aggiunte e tradotti dai seguaci delle rispettive credenze, talvolta alcuni secoli dopo la morte dei fondatori.</p>
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		<title>I Cinesi non muoiono mai e Miss Little China &#8211; l&#8217;Italia dei Cinesi</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 15:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, durante una delle poche (per me) ma caldissime notti di agosto passate quasi insonne davanti alla tv, mi sono imbattuto in un video trasmesso sul canale dell&#8217;ex vicepresidente degli Stati Uniti, dal curioso titolo: &#8220;Miss Little China&#8221;.I registi Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco raccontano in un documentario di un&#8217;ora circa l&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewritermisslittlechinalitaliadeicinesi-ef62miss-little-china-copertina2143-img-2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="244" alt="Miss_Little_China_copertina2143_img" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewritermisslittlechinalitaliadeicinesi-ef62miss-little-china-copertina2143-img-thumb.jpg" width="174" align="left" border="0"></a> Qualche tempo fa, durante una delle poche (per me) ma caldissime notti di agosto passate quasi insonne davanti alla tv, mi sono imbattuto in un video trasmesso sul <a title="Current TV" href="http://current.com/" target="_blank"><font color="#cc0000">canale</font></a> dell&#8217;<font color="#cc0000">ex</font> <a title="Al Gore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Al_Gore" target="_blank"><font color="#cc0000">vicepresidente degli Stati Uniti</font></a>, dal curioso titolo: &#8220;Miss Little China&#8221;.<br />I registi Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco raccontano in un documentario di un&#8217;ora circa l&#8217;Italia vista con gli occhi dei migranti cinesi. Il tema centrale del film è un concorso di bellezza organizzato al <a title="Casin&ograve; di Venezia" href="http://www.casinovenezia.it/welcome.jsp" target="_blank"><font color="#cc0000">casinò di Venezia</font></a> in cui le miss sono tutte con gli occhi a mandorla. Cinque aspiranti reginette della China Town di Mestre si raccontano e raccontano la loro Italia ed i rapporti con gli Italiani. Attorno a questo tema, le storie di altri Cinesi, giovani o meno giovani che, qui nel Bel Paese hanno trovato la loro America.</p>
<p align="justify">L&#8217;altro giorno ho scoperto che il documentario viene venduto assieme ad un <a title="Miss Little China" href="http://www.chiarelettere.it/dettaglio/65281/miss_little_china" target="_blank"><font color="#cc0000">libro</font></a>, scritto da Raffaele Oriani&nbsp; e&nbsp; Riccardo Staglianò. Ora, siccome il film mi era piaciuto ed aveva suscitato la mia curiosità, sono corso in libreria a comperare il libro, che ho scoperto essere il seguito di un&#8217;altra pubblicazione dell&#8217;anno scorso: <a title="I Cinesi non Muoiono mai" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-oriani_stagliano/sku-12893819/i_cinesi_non_muoiono_mai_.htm" target="_blank">&#8220;<font color="#cc0000">I Cinesi non muoiono mai</font>&#8220;,</a> degli stessi due autori. E&#8217; andata a finire che li ho presi tutti e due.</p>
<p><span id="more-431"></span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Ho quasi finito di leggere il primo e devo dire che l&#8217;ho trovato molto diverso da come me lo aspettavo<a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewritermisslittlechinalitaliadeicinesi-ef62copj13.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 0px 0px 10px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="244" alt="copj13" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewritermisslittlechinalitaliadeicinesi-ef62copj13-thumb.jpg" width="168" align="right" border="0"></a>  all&#8217;inizio. Il libro si articola in una disamina, ripartita geograficamente, dei luoghi comuni riguardanti i Cinesi in Italia, tipo &#8221; non muoiono mai&#8221;, &#8220;servono carne di cane al ristorante&#8221;, ecc. Disamina che tende a ridimensionare questi luoghi comuni rivelando l&#8217;altra faccia della comunità cinese, più dinamica, occidentalizzata ed integrata soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni. Forse l&#8217;analisi &#8220;sociologica&#8221; è un po&#8217; superficale, in quanto gli autori non prendono molto in considerazione il problema di fondo, cioè la cultura cinese nelle sue origini, e l&#8217;influenza che questa ancora esercita sulla numerosissima comunità di migranti; tutto sommato un bel libro, a tratti divertene, e sicuramente una fonte di ottimi spunti di riflessione.</p>
<p align="justify">Per il secondo, invece, dovrò aspettare un po&#8217; e fare qualche profondo respiro. Per chi non avesse visto nemmeno il bel documentario, ecco il trailer.</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:3e6f5f58-750c-4732-87ae-9adfffbd0781" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">
<div id="3646325e-6e61-4840-be60-2048969e3e13" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;">
<div><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o752fe6YgPA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" target="_new"><img src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewritermisslittlechinalitaliadeicinesi-ef62video4f3ca6dd116f.jpg" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('3646325e-6e61-4840-be60-2048969e3e13'); downlevelDiv.innerHTML = &quot;&lt;div&gt;&lt;object width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;param name=\&quot;movie\&quot; value=\&quot;http://www.youtube.com/v/o752fe6YgPA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;param name=\&quot;wmode\&quot; value=\&quot;transparent\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;embed src=\&quot;http://www.youtube.com/v/o752fe6YgPA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;\&quot; type=\&quot;application/x-shockwave-flash\&quot; wmode=\&quot;transparent\&quot; width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;\/embed&gt;&lt;\/object&gt;&lt;\/div&gt;&quot;;" alt=""></a></div>
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		<title>Una preziosa statua di Buddha dalla Birmania</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 14:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antiquariato]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewriterunanticastatuadibuddhadallabirmania-d7fepl-sagawaburma-2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="116" alt="Pl_SagawaBurma" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewriterunanticastatuadibuddhadallabirmania-d7fepl-sagawaburma-thumb.jpg" width="173" align="left" border="0"></a> l&#8217;arte antica della <a title="Birmania - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank"><font color="#cc0000">Birmania</font></a> (attuale Myanmar) è famosa per tre cose: Le maestose pagode, gli innumerevoli <a title="Stupa - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stūpa" target="_blank"><font color="#cc0000">stupa</font></a> e le splendide statue del Buddha. Non potendo portare in Italia nè le prime nè i secondi, ci siamo concentrati appunto sulle sculture sacre, collezionandone un discreto numero di esemplari soprattutto negli ultimi anni. A parere mio e di molti collezionisti occidentali i Buddha indocinesi rappresentano il fiore all&#8217;occhiello della produzione statuaria buddhista dell&#8217;intera Asia.<br />Le statue del Buddha in puro stile birmano si riconoscono per il collo piuttosto corto, il busto possente e le dita di pari lunghezza. I capelli sono raccolti in una chioma, talvolta sormontata da un pennacchio a forma di zucca e i lobi delle orecchie sono grandi fino a toccare le spalle. La veste è morbida e leggermente stilizzata.<br />In antichità, e soprattutto nel corso delgli ultimi tre secoli, lo stile birmano si è evoluto acquisendo caratteristiche apprese dagli abilissimi artigiani thailandesi e laotiani. In particolare durante l&#8217;epoca Konbaung (1752-1885), la Birmania ha sfornato alcune tra le migliori statue di Buddha della sua storia.</p>
<p align="justify">Recentemente abbiamo acquisito un esemplare tanto raro quanto prezioso: una statua di Buddha bimano in stile Shan, ralizzata in legno laccato e dorato e risalente alla seconda metà del VXIII Secolo. Essendo questo uno dei pezzi più importanti della nostra collezione commerciale di Buddha, abbiamo realizzato un breve video descrittivo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:c4cb348f-935b-45ab-8750-2428ab4ea760" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">
<div id="ff711f76-ecea-405d-aca0-5338678722d2" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;">
<div><a href="http://www.youtube.com/watch?v=GYEePHbSncU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" target="_new"><img src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewriterunanticastatuadibuddhadallabirmania-d7fevideo5017e0ea6f2e.jpg" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('ff711f76-ecea-405d-aca0-5338678722d2'); downlevelDiv.innerHTML = &quot;&lt;div&gt;&lt;object width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;param name=\&quot;movie\&quot; value=\&quot;http://www.youtube.com/v/GYEePHbSncU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;param name=\&quot;wmode\&quot; value=\&quot;transparent\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;embed src=\&quot;http://www.youtube.com/v/GYEePHbSncU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;\&quot; type=\&quot;application/x-shockwave-flash\&quot; wmode=\&quot;transparent\&quot; width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;\/embed&gt;&lt;\/object&gt;&lt;\/div&gt;&quot;;" alt=""></a></div>
</div>
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<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:c83eca04-e8ba-4368-8620-6cc0976986e2" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">Technorati Tag: <a href="http://technorati.com/tags/buddha" rel="tag">buddha</a>,<a href="http://technorati.com/tags/sculture" rel="tag">sculture</a>,<a href="http://technorati.com/tags/myanmar" rel="tag">myanmar</a>,<a href="http://technorati.com/tags/birmania" rel="tag">birmania</a>,<a href="http://technorati.com/tags/burma" rel="tag">burma</a>,<a href="http://technorati.com/tags/statue" rel="tag">statue</a>,<a href="http://technorati.com/tags/antiquariato" rel="tag">antiquariato</a>,<a href="http://technorati.com/tags/shan" rel="tag">shan</a>,<a href="http://technorati.com/tags/sakyamuni" rel="tag">sakyamuni</a></div>
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		<title>Libro: La pratica della Cina &#8211; Cultura e modi di negoziare</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 18:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che lo vogliamo o no, la Cina sta diventando cosa di tutti i giorni. Si sta lentamente insinuando nel mondo occidentale, nella nostra cultura, nel nostro modo d&#8217;essere. Se ne parla quando si affrontano discorsi di politica, di economia, di cibo, di moda e di arte. Se ne parla qualche volta bene, molte altre male, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/03/windowslivewriterf3308f1629a5-10938la-pratica-cina-2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="240" alt="la_pratica_cina" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/03/windowslivewriterf3308f1629a5-10938la-pratica-cina-thumb.jpg" width="147" align="left" border="0"></a> Che lo vogliamo o no, la Cina sta diventando cosa di tutti i giorni. Si sta lentamente insinuando nel mondo occidentale, nella nostra cultura, nel nostro modo d&#8217;essere. Se ne parla quando si affrontano discorsi di politica, di economia, di cibo, di moda e di arte. Se ne parla qualche volta bene, molte altre male, ma se ne parla, e sono molti gli Italiani che lavorano, direttamente o indirettamente, con la Cina. E io sono uno di quelli.</p>
<p align="justify">In questi giorni sto finendo di leggere un libro di due sinologi francesi che parla appunto di Cina, scritto con l&#8217;intento di aiutare quegli Occidentali che hanno a che vedere con il Paese del riso mangiato con le bacchette e si trovano spaesati a causa delle enormi e invalicabili differenze culturali.<br />L&#8217;autore&nbsp; racconta, attraverso esperienze vissute personalmente, come muoversi nel mondo del business e del lavoro con i Cinesi, illustra alcuni dogmi della millenaria cultura cinese validi ancora oggi.<br />Il libro si intitola &#8220;La pratica della Cina &#8211; Cultura e modi del negoziare&#8221;, è scritto da André Chieng e François Jullien, edito da ObarraO edizioni, e a mio avviso è un ottimo strumento per avvicinarsi alla modernità cinese, utile in particolare a chi si troverà a lavorare a stretto contatto con i nosti amici d&#8217;estremo Oriente.</p>
<p><a title="La pratica della Cina su Obarrao" href="http://www.obarrao.com/praticacina.html" target="_blank"><font color="#cc0000">Qui</font></a> trovate una scheda di presentazione</p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:f97f91f5-abee-48d2-bd10-228aef0a627e" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">Technorati Tag: <a href="http://technorati.com/tags/libri" rel="tag">libri</a>,<a href="http://technorati.com/tags/recensioni" rel="tag">recensioni</a>,<a href="http://technorati.com/tags/cina" rel="tag">cina</a>,<a href="http://technorati.com/tags/economia" rel="tag">economia</a>,<a href="http://technorati.com/tags/business" rel="tag">business</a>,<a href="http://technorati.com/tags/cultura" rel="tag">cultura</a></div>
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		<title>Recensione: La mia nuova vita sugli alberi, Di Desai Kiran</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 10:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando uno visita un posto per la prima volta è un po&#8217; come una tela bianca su cui l&#8217;artista si appresta a dipingere. Le prime sensazioni, le prime impressioni si fissano nella mente e poi accompagnano il viaggiatore nel rievocare il luogo visitato. Per quante volte il viaggiatore torni sul posto, per quanto questo posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/01/windowslivewriterrecensionelamianuovavitasuglialberidides-8d8dkiran-desai-2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="164" alt="kiran_desai" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/01/windowslivewriterrecensionelamianuovavitasuglialberidides-8d8dkiran-desai-thumb.jpg" width="244" align="left" border="0"></a>Quando uno visita un posto per la prima volta è un po&#8217; come una tela bianca su cui l&#8217;artista si appresta a dipingere. Le prime sensazioni, le prime impressioni si fissano nella mente e poi accompagnano il viaggiatore nel rievocare il luogo visitato. Per quante volte il viaggiatore torni sul posto, per quanto questo posto possa poi cambiare nel tempo, queste prime pennellate tracciate nei ricordi restano vive e nette nella sua mente.</p>
<p align="justify">Questo è un po&#8217; quello che succede a me con l&#8217;India. Nonostante siano passati ormai più di dieci anni dal mio primo viaggio, e in India ci vado almeno una volta l&#8217;anno, quella sensazione indefinibile fatta di colori, rumori, odori ed emozioni, si rifà viva ogni volta che rievoco il Paese, anche solo con il pensiero, tanto che, ripensandoci, mi accorgo che la mia idea di India, per quanto io vi abbia reascorso un bel po&#8217; di tempo e per quante cose diverse via abbia visto, è sempre associata a quella &#8216;primordiale sensazione&#8217;.</p>
<p align="justify">Recentemente ho letto un libro che mi ha colpito perché l&#8217;autrice, nel descrivere scene paesaggi e situazioni, ha costruito un&#8217;immagine dell&#8217;India che è quanto di più vicino alla mia &#8216;sensazione primordiale&#8217; di quel Paese che io abbia mai sperimentato. </p>
<p><span id="more-239"></span></p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/01/windowslivewriterrecensionelamianuovavitasuglialberidides-8d8dvita-alberi-2.gif"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 5px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="190" alt="vita_alberi" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/01/windowslivewriterrecensionelamianuovavitasuglialberidides-8d8dvita-alberi-thumb.gif" width="142" align="left" border="0"></a> Il libro si chiama<font color="#cc0000"> </font><a title="La mia nuova vita sugli alberi - Kiran desai - unilibro.it" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-desai_kiran/sku-215438/la_mia_nuova_vita_sugli_alberi_.htm" target="_blank"><font color="#cc0000">&#8220;La mia nuova vita sugli alberi&#8221;</font></a> di <a title="Desai Kiran" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kiran_Desai" target="_blank"><font color="#cc0000">Desai Kiran</font></a>. E&#8217; la storia di un bizzarro personaggio chiamato Sampath, che vive una vita apparentemente dimessa e monotona nelle vesti di un umile impiegato postale. Ma quel lavoro è in realtà un trampolino di lancio per una mente fervida di immaginazione: leggendo furtivamente la corrispondenza che transita per il suo ufficio, egli costruisce un mondo immaginario popolato dagli autori delle lettere che legge. Poi un giorno, forse colpito da una folgorazione esistenziale, forse reso esausto dal difficile rapporto con il padre, fugge dal villaggio e si rifugia tra le fronde di un albero di guava, che diverrà la sua dimora. <br />Tra i rami dell&#8217;albero Sampath inizia una beata vita contemplativa, in un nuovo, fiabesco mondo popolato da rami, foglie, germogli, insetti ed animali. Ma la nuova vita di Sampath non sarà più così ascetica quando il popolo del villaggio comincierà a crederlo un santone, allora egli comincerà a dispensare perle di saggezza e chiaroveggenza, in realtà frutto delle informazioni personali estorte agli abitanti del villaggio grazie alla lettura della loro corrispondenza. E così, tra gli abitanti del villaggio convinti della santità del protagonista e un gruppo di scimmie impertinenti che cercano di rubargli la scena, si snodano le divertenti vicende della vita di Sambath, in un complesso intreccio di eventi e relazioni che portano il lettore a scoprire un&#8217;India molto più realistica di quello che ci si potrebbe aspettare.</p>
<p align="justify">E&#8217; un bel libro, piacevole e fuori dal tempo, quasi fiabesco, che però mette in luce con un&#8217;efficacia disarmante e con l&#8217;ironia tipica dell&#8217;autrice, un realistico spaccato di vita indiana. </p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:0767317B-992E-4b12-91E0-4F059A8CECA8:7beb59f8-a787-4c86-aa3c-ac2a8ce46b0b" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">Technorati Tag: <a href="http://technorati.com/tags/libri" rel="tag">libri</a>,<a href="http://technorati.com/tags/India" rel="tag">India</a>,<a href="http://technorati.com/tags/Oriente" rel="tag">Oriente</a>,<a href="http://technorati.com/tags/narrativa" rel="tag">narrativa</a>,<a href="http://technorati.com/tags/desai%20kiran" rel="tag">desai kiran</a>,<a href="http://technorati.com/tags/societ%c3%a0" rel="tag">societ&#224;</a>,<a href="http://technorati.com/tags/recensioni" rel="tag">recensioni</a></div>
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		<title>Forget Kathmandu: una splendida, breve storia del Nepal</title>
		<link>http://blog.thaisoriente.com/2008/11/forget-kathmandu-una-splendida-breve-storia-del-nepal/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 08:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando sono a Kathmandu alloggio in un piccolo monastero buddista nel quartiere di Swayambhunath, non distante dall&#8217;ingresso del Tempio delle Scimmie. Anche se di notte fa piuttosto freddo lascio sempre la finestra aperta prima di andare a dormire, perché la mattina alle sei, immancabilmente, sento delle litanie in sanscrito recitate da qualcuno con un vecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2008/11/032_piatto_forget_kathmandu.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-113" style="float: left; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;" title="032_piatto_forget_kathmandu" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2008/11/032_piatto_forget_kathmandu.jpg" alt="Forget Kathmandu" width="160" height="239" /></a>Quando sono a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kathmandu" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Kathmandu</span></a> alloggio in un piccolo monastero buddista nel quartiere di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Swayambhunath" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Swayambhunath</span></a>, non distante dall&#8217;ingresso del Tempio delle Scimmie. Anche se di notte fa piuttosto freddo  lascio sempre la finestra aperta prima di andare a dormire, perché la mattina alle sei, immancabilmente, sento delle litanie in sanscrito recitate da qualcuno con un vecchio megafono, alle quali risponde un coro di voci femminili. La musichetta va avanti per circa mezzora, e io adoro ascoltarla nel dormiveglia. Mi mette in cuore uno stato d&#8217;animo strano ma piacevole, quasi di allegria, e mi fa venir voglia di alzarmi e cominciare subito la giornata. Non ho mai capito esattamente chi sia il cantore, né da dove venga il canto, ma immagino sia un monaco e qualche decina di fedeli che intonano delle preghiere cantate ai piedi di qualche stupa.<br />
Se scendo abbastanza presto dalla mia stanza al mattino, faccio un salto nella sala del monastero dove i monaci stanno finendo le orazioni del mattino, tanto per farmi vedere, poi esco e faccio un giro nel quartiere. Dopo la passeggiata faccio colazione nel mio bar preferito, una specie di baracchino proprio davanti all&#8217;ingresso del Tempio delle Scimmie. Mi siedo a mangiare qualcosa e intanto ammiro l&#8217;animosità dei fedeli che si fermano davanti agli scalini d&#8217;ingresso per le prostrazioni e qualche preghiera. Fedeli induisti e buddisti, tutti assieme. Gente comune che si dedica al proprio dio prima di una normale giornata di lavoro.<br />
Quando ho un po’ di tempo mi piace girare per il quartiere centrale, tra orde di gente, carretti, mercanti che schiamazzano, donne in sari che lasciano offerte nei tempietti indù sparsi lungo le strade. Ogni tanto mi piace andare nell&#8217;androne del palazzo della dea vivente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kumari" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">kumari</span></a> e, mescolandomi ai fedeli e ai turisti, aspettare di vederla affacciarsi dal balcone.<br />
Per spostarmi nella valle noleggio una moto, di solito una vecchia Royal Enfield prodotta in India, o qualche catorcio giapponese degli anni Ottanta. Laggiù si guida a destra, evitando tombini a cielo aperto e vacche ruminanti in mazzo alla strada.</p>
<p>Adoro Kathmandu e adoro il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nepal" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Nepal</span></a>, ma nonostante il bel quadretto che vi ho dipinto poco sopra,  questo piccolo paese incastrato tra le montagne himalayane sta vivendo uno dei periodi difficili della sua storia. Proprio in questi anni, in questi mesi, il mondo assiste a cambiamenti radicali nella struttura politica e sociale del paese, spesso conditi, purtroppo, con il sangue versato da inermi cittadini.<br />
Ma finalmente il brutale monarca <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gyanendra" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Gyanendra</span></a>, salito al trono nel 2001in circostanze poco chiare, dopo la morte di tutti gli altri membri della famiglia reale a causa di un attentato, è stato esautorato e la monarchia nepalese abolita.<br />
Le vicende storiche che hanno portato a queste ultime evoluzioni sono piuttosto complesse e non possono essere contestualizzate senza un&#8217;infarinatura della storia nepalese degli ultimi duecento anni.</p>
<p>A questo proposito vi segnalo un bellissimo saggio sull&#8217;argomento, scritto da una brillante scrittrice di Kathmandu, che racconta dall&#8217;interno le vicende del suo paese.<br />
Il libro si chiama<strong> <a href="http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=7&amp;id_lib=176" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Forget Kathmandu</span></a>, di Manjushree Thapa, Ed. Neri Pozza, collana &#8220;I colibrì&#8221;, ISBN 88-545-0086-0</strong><br />
È stato scritto nel 2005, e quindi prima degli ultimi sviluppi, ma fornisce al lettore un contesto storico per comprendere le vicende, terribili e affascinanti, che hanno portato il Nepal a diventare una Repubblica Federale Democratica lo scorso 28 maggio.<br />
Il saggio è piacevole da leggere e alla portata di tutti. Non solo saggio storico ma anche racconto di viaggio e report giornalistico. Dovrete solo avere un po&#8217; di pazienza con i nomi nepalesi, impossibili da ricordare!</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>La bibbia dell&#8217;arte orientale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 May 2008 10:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione del libro "Arte dell'Estremo Oriente", a cura di Gabriele Fahr-Becker, Edizioni Gibraudo-Könemann.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewriterlabibbiadellarteorientale-e281arte-dellestremo-oriente-copertina1-2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; margin: 0px 10px 0px 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="153" alt="arte-dellestremo-oriente-copertina1" src="http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2009/09/windowslivewriterlabibbiadellarteorientale-e281arte-dellestremo-oriente-copertina1-thumb.jpg" width="130" align="left" border="0"></a> Chi si occupa di arte orientale in Italia sa bene che la letteratura specifica nella nostra lingua è piuttosto scarsa, tanto che la maggior parte dei corsi di studio universitari adotta testi in lingua inglese. In linea di massima, i pochi testi tradotti in Italiano sono monografici o molto specifici. Fa eccezione uno splendido volume di ben 700 pagine, che tratta la storia dell&#8217;arte dei paesi dell&#8217;Estremo Oriente in modo discretamente approfondito,e a mio avviso rappresenta un&#8217;ottima soluzione per chi intenda farsi una cultura di base sull&#8217;argomento.<br />Si tratta di <a title="Arte dell'Estremo Oriente" href="http://www.astilibri.com/cultura/arte_estremoriente.htm" target="_blank"><span style="color: #ff0000">&#8220;Arte dell&#8217;Estremo Oriente&#8221;</span></a>, a cura di Gabriele Fahr-Becker, Edizioni Gibraudo-Könemann.<br />Il libro tratta la storia dell&#8217;arte di Cina, Giappone, Corea, Thailandia, Laos, Birmania, Indonesia e Vietnam, ed in particolare le sezioni Cina, Giappone e Corea sono molto approfondite. Vi sono poi alcuni capitoli tematici dedicati all&#8217;arte della calligrafia, alla giada ed ai manufatti tessili. Ogni sezione è corredata da numerose immagini a colori e schede monografiche dei manufatti presi in esame.<br />Insomma, si tratta di un &#8220;must have&#8221; nella biblioteca di ogni appassionato, nonché una &#8220;bibbia&#8221; per tutti gli studiosi alle prime armi, tanto che alcuni professori universitari lo adottano come testo di riferimento per gli studenti di Lingua e Letteratura Cinese al primo anno.</p>
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