L’uso dei mobili in Tibet

big_baule_scacchi Per comprendere il complesso mondo dei mobili tibetani e dei loro vivaci decori è utile accennare ai diversi stili di vita del suo popolo. A titolo semplificativo, gli storici considerano i tibetani una popolazione semi-nomade, ma nella realtà dei fatti in Tibet vi sono sia comunità nomadi che stanziali, sia in ambiente laico che monastico.

I nomadi tibetani sono raggruppati in comunità pastorizie che si spostano seguendo le esigenze dei loro Yak e delle loro pecore. Gli spostamenti di questi gruppi sono stagionali, in base al clima ed alla disponibilità di foraggio per il bestiame, ed i loro accampamenti sono costituiti da grandi tende scure, fatte con lana di yak. In alcuni casi i percorsi di questi gruppi sono sempre gli stessi e i periodi di permanenza nello stesso luogo piuttosto lunghi, per cui – dove possibile – si preferiva costruire case in muratura al posto delle tende. La ricchezza e prosperità di questi gruppi nomadi varia molto da regione a regione, alcune comunità sono molto povere e vivono esclusivamente di ciò che riescono a produrre. Altre, concentrate soprattutto nella parte orientale del Plateau, si sono arricchite grazie al commercio di bestiame. A prescindere dalle possibilità economiche di ogni singolo gruppo, i nomadi sono molto selettivi in merito alle cose da tenere con loro, e la portabilità dei loro oggetti d’uso quotidiano è uno dei parametri discriminanti di questa selezione.


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Mostra “Lo sguardo della Tigre – Simboli e misteri dell’arte himalayana”. Dal 16 maggio al 16 giugno 2010

Tigre_copertina_fronte_1 Il Museo d’Arte orientale Obrietan di Brendola (VI)presenta  un’esposizione dedicata alla tigre come simbolo mistico – antichi arredi e oggetti di culto provenienti dal Tibet e dal Nepal. Dal 16 maggio al 16 giugno 2010.

La tigre, con il suo ruggito possente ed il suo sguardo magnetico, ha da sempre affascinato l’immaginario collettivo. In Oriente il suo elegante vello a bande gialle e nere è considerato simbolo di forza, e in antichità era sovente usato come ornamento da reggenti e sovrani, o indossato dai guerrieri in battaglia. Oggi è quasi scomparsa, ma un tempo la tigre prosperava sugli altopiani del Tibet ed era temuta e rispettata dalla popolazione, che la riteneva un animale magico e dai grandi poteri curativi. Oltre ad essere elevata a simbolo di forza interiore e saggezza, essa è uno dei dodici segni del calendario tibetano.

Secondo il calendario tibetano, il 14 febbraio 2010 è iniziato l’anno della Tigre. Per l’occasione Il Museo d’Arte orientale Obrietan e Galleria Thais presentano un’esposizione di quaranta antichi esemplari di arredi e oggetti d’arte tibetana: bauli, casse monastiche, porte, pannelli ed oggetti rituali; tutti accomunati dalla presenza della tigre come simbolo religioso.

Con la mostra "Lo sguardo della Tigre – simboli e misteri dell’Arte himalayana" il Museo d’Arte orientale Obrietan intende aprire al visitatore uno spaccato sulla vita quotidiana dell’antica civiltà tibetana prendendo in esame in particolare lo stretto rapporto tra la spiritualità e la vita di tutti i giorni. Questo rapporto secolare ben si estrinseca sugli oggetti che i Tibetani usano nella loro quotidianità: mobili, elementi di arredo e utensili cerimoniali esprimono egregiamente la stretta relazione che lega la vita di quel popolo alla venerazione del Buddha. Relazione che si evidenzia in ogni gesto quotidiano, anche il più banale.


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Arredi orientali d’epoca in affitto. Il noleggio ora è cool!

DSC_4069 Come ogni oggetto prezioso, anche l’arte e l’antiquariato orientali si sono guadagnati la loro nicchia di interesse nel mondo del lusso. Solo che non sempre l’utilizzo di questo tipo di bene giustifica la spesa necessaria per il suo acquisto. Pensate ad esempio ad uno scenografo che deve realizzare un allestimento  per un set cinematografico, una televendita o un talk Show. Oppure il curatore di una mostra fotografica, di un evento o di una serata che deve arredare la location. Gli arredi e i suppellettili necessari servirebbero solo per la durata dell’evento, e di certo acquistarli sarebbe impensabile, oltre che inutile. Ecco perché noi di Galleria Thais abbiamo messo a punto un nuovo servizio di noleggio degli arredi ed oggetti d’epoca delle nostre collezioni.

Il servizio è pensato per soddisfare le esigenze di chi deve arredare in modo originale ed elegante un ambiente di lusso per un qualsiasi evento non permanente, oppure per servizi fotografici o cinematografici, ma anche per il cittadino privato, l’ente o l’istituzione che desiderano “prendere in prestito” un’opera per un determinato periodo di tempo e in cambio del pagamento di un canone modico, senza il vincolo dell’acquisto.
Mobili, ma anche quadri, sculture, suppellettili ed elementi architettonici (travi, porte, finestre, colonne) consentiranno l’allestimento di una scenografia completa con preziosi esemplari d’epoca appartenenti al panorama dell’arte ed antiquariato orientale, a prezzi accessibili.


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Zael, dall’antiquariato orientale al design d’Occidente

Vecchi armadi cinesi, oppure tavoli da the, letti, sgabelli laccati ma anche travi ed elementi architettonici appartenenti alla cultura orientale. Oggetti carichi di un fascino esotico e antico, ma che talvolta trovano difficile collocazione negli negli ambienti più moderni, votati al minimalismo ed all’esaltazione della tecnologia. Ci pensa Elisabetta Zanin, artista e designer vicentina che nel suo atelier di Villa Orna a Brendola (sede della Galleria Antiquaria Thais) scompone mobili cinesi antichi per ricomporli con nuovi materiali, secondo una concezione moderna. La passione per l’antiquariato cinese  l’ha ereditata dal marito, collezionista d’arte orientale; farina del suo sacco sono invece la sensibilità estetica e l’interesse per il design moderno. Con questi ingredienti, nel 2007 Elisabetta dà vita alla collezione  ZAEL: rivisitazioni di antiquariato orientale in chiave moderna, pensate e realizzate come oggetti di design, ma in grado di regalare emozioni come vere e proprie opere d’arte.
Punto focale del progetto artistico di Elisabetta Zanin è la ricerca della qualità e dell’usabilità attraverso la scelta dei materiali ed un’attenta progettazione, ma il valore aggiunto è il fatto che l’anima di ogni opera è un prezioso pezzo di antiquariato che  porta con sè una storia da raccontare, una suggestione da evocare. Arredi di design, duque, ma con qualcosa in più: la sapiente commistione tra la millenaria cultura cinese ed un sapore estetico made in Italy votato alla modernità.


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Il salone del Lusso rivela un nuovo interesse per l’antiquariato dall’Oriente

1503_0168 Alla faccia della crisi! Quest’anno abbiamo partecipato per la sesta volta a Luxury & Yachts, il Salone Internazionale del Lusso che per la seconda volta si è tenuto alla Fiera di Vicenza (prima era a Verona). Nonostante il periodo di incertezze  preoccupazioni abbiamo voluto fare le cose in grande. Abbiamo realizzato quattro stand: uno stand per Galleria Thais con alcuni tra i nostri migliori esemplari di arte ed anriquariato orientali, uno per il Museo d’Arte Orientale Obrietan, dove abbiamo allestito un’esposizione culturale dedicata alla dimora tibetana e dove due monaci buddisti hanno realizzato e poi distrutto un mandala del diametro di un metro. Un altro stand era dedicato agli esemplari della collezione Zael di Elisabetta Zanin ed infine uno stand di un espositore di gioielli è stato arredato con alcuni dei nostri pezzi.

A dire il vero non c’è stato un grande afflusso di visitatori rispetto alle edizioni passate, ma quello che ha fatto la differenza quest’anno è stato l’interesse per l’arte orientale, e per l’arredo in genere. Molti visitatori hanno dimostrato interesse per l’arredo cinese come idea per allestimento d’interni, ma non solo, anche gli esemplari della collezione “I tesori nascosti dello Yangtze” sono stati molto apprezzati. Ed infine, immancabili, le splendide sculture antiche di Buddha hanno donato un tocco di fascino mistico agli allestimenti dei nostri stand.


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