VersOriente, un gruppo di studiosi al servizio della cultura orientale

versoriente Come mi disse un illustre studioso di un importante museo italiano, la cultura oggi non si trasemtte solo con mostre, libri e musei. Di questi tempi, in un’era multimediale dove la fruizione della cultura è agevolata dai moderni mezzi di comunicazione, il numero di curiosi e cultori è in costante crescita e chi si occupa di cultura per lavoro si deve adattare alle esigenze di un pubblico sempre più attento ed informato. Dopo il boom modaiolo degli anni Ottanta e Novanta che ha portato in Italia novità come le arti marziali cinesi, il letto futon, il sushi, il buddismo e molto altro, oggi anche l’Arte Orientale gode di un sempre crescente numero di appassionati, curiosissimi, ben disposti e ben informati. Basti vedere la fama di certi pittori comtemporanei e fotografi cinesi che mettono le loro opere in mostra a Milano, a Roma e in molte altre città italiane. Oggi gli Italiani acquistano, trattano, scambiano ed apprezzano anche l’arte dell’estremo Oriente, sia quella moderna che quella antica.

Solo che quest’arte è frutto di una cultura molto distante dalla nostra, che a sua volta è il risutlato di un percorso storico millenario che pochi conoscono. Ne consegue che molti usufruttori dell’arte etnica l’affrontano con un approccio “naif”, che limita la possibilità di interpretazione e valorizzazione, tutto a discapito del mercato. Tra i compratori disposti a pagare le opere d’arte orientale per quello che realmente valgono, ancora troppo pochi sono gli Italiani.


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La simbologia cinese: gli animali mitologici

dragon Spesso i suppellettili e i mobili cinesi sono arricchiti da decorazioni pittoriche che raffigurano i più svariati tipi di animali, sia verosimili che fantastici. Il regno animale gioca un ruolo importantissimo nella cultura cinese (e non solo in qualità di cibo sul tavolo).

La tradizione cinese classifica tutti gli animali in quattro categorie, ciascuna delle quali rappresentata da una “bestia” mitologica. Gli animali con le scaglie, come i pesci e i serpenti sono simboleggiati dal drago. Quelli con le piume sono simboleggiati dalla fenice. Gli animali con pelliccia dall’unicorno e le creature coriacee hanno come capostipite la tartaruga. Nei tempi antichi il drago, la fenice, la tartaruga e l’unicorno erano considerati esseri sopranaturali, il primo in testa al gruppo.

Come ho già spiegato in un precedente articolo, il drago è da sempre stato considerato una creatura benevola e la sua figura è da sempre utilizzata come emblema del potere imperiale. Il drago rappresenta anche la forza maschile, la saggezza e la magnanimità. Se il drago rappresenta l’imperatore, la fenice è spesso associata al femminile e rappresenta l’imperatrice. Questo strano volatile è considerato una tra le creature più sacre del mito cinese. La tradizione vuole che la fenice abbia la testa di un cigno, la coda di un unicorno, il becco di un gallo, la gola di una rondine e le striature di un drago. Chissà che crisi di identità deve avere avuto, poverina. In realtà nelle raffigurazioni pittoriche, gli artisti cinesi si sono sempre preoccupati di dare al loro volatile prediletto una forma aggraziata.


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Bologna va a lezione di Cina

photo_lg_china Finalmente anche in Italia si comincia ad approfondire il tema della storia e dell’arte cinesi anche a livello amatoriale e non solo accademico. Dopo l’interessantissima serie di incontri organizzati dal F.A.I presso l’Università Statale di Milano, ora anche il Comune di Bologna, attraverso l’Università del Tempo Libero, propone un ciclo di lezioni sulla storia e la cultura della Cina.

Il corso è organizzato in due “semestri”. Nel primo, che parte domani e dura fino alla fine dell’anno, saranno approfonditi argomenti che riguardanto la storia cinese dai primordi all’epoca contemporanea; il secondo semestre sarà invece dedicato alla Cina contemporanea. Gli argomenti saranno organizzati con un’approccio multidisciplinari: tra i relatori vi saranno esperti di storia e storici dell’arte, ma anche esperti di religioni, di arte moderna e di fotografia.

Il ciclo di incontri comincia domani 24 settembre 2009 a Maranello e terminerà a maggio 2010. Per informazioni sulle sedi delle lezioni e per info è possibile contattare direttamente l’Ufficio Cultura del Comune di Bologna – te. 0536 – 240022

A Grosseto mostra di pittura dalla Corea del Nord

corea_nord Nonostante io non mi occupi nello specifico di arte orientale contemporanea, non posso fare a meno di segnalare questo evento, che nella sua unicità mi sembra assolutamente significativo. La mostra “Il pennello, la mia anima – opere dalla Corea del Nord” è una delle rare occasioni per noi Occidentali di ammirare la produzione artistica Nord Coreana che, sconosciuta in Europa, è in realtà una delle più ferventi del panorama artistico contemporaneo dell’Asia Orientale.

L’esposizione, che è stata inaugurata l’altro ieri e durerà fino al prossimo 13 settembre presso la galleria “Il Frantoio” di Capalbio (GR), celebra il 50° anniversario della fondazione del Mansudae Art Studio di Pyongyang, che con i suoi 1000 artisti e 3000 addetti, è oggi il più grande centro di produzione artistica in Asia. Il Mansudae Art Studio raccoglie i migliori artisti del panorama nord-coreano, che, suddivisi in 13 diversi gruppi creativi, lavorano disponendo delle strutture e delle risorse fornite dal governo, oltre che di uno stipendio. Il centro artistico è un’enorme struttura dislocata su un’area di 120.000 metri quadrati: un opificio dove si realizzano dipinti, ricami, sculture, bronzi, ceramiche ed altro.
Ma non bisogna ingannarsi e pensare che il centro sia una struttura per la produzione in massa di prodotti artigianali di qualità mediocre da vendere agli sprovveduti turisti come accade un po’ ovunque in Asia. La quasi totalità degli artisti che lavorano al Mansudaee provengono dalla rigorosa e selettiva Università di Belle Arti di Pyongyang. Dopo la laurea solo i migliori verranno presi al Centro, e lavoreranno integrandosi nei vari gruppi di lavoro e condividendo spazi e materiali o, se si saranno distinti per bravura e abilità, potranno disporre di uno studio privato all’interno della struttura. La produzione del Mansudaee Art Studio rappresenta il cuore dell’arte contemporanea nord-coreana: una ‘vetrina’ affacciata sul resto del mondo.

L’arte della Corea del Nord si sta affacciando al mondo, dunque, ma è ancora sconosciuta ai più, soprattutto in Occidente. Come mai una mostra proprio in Italia? Perché dal 2006 il Mansudaee Art Studio ha una rappresentanza nel Bel Paese, in esclusiva per l’Europa. Due anni fa ci fu la prima mostra di questo genere, inaugurata a Genova dall’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini.

Luogo della mostra: Galleria IL FRANTOIO – Piazza della Provvidenza, 10 – Capalbio (GR)
Orari: dalle 19 ale 23 e su appuntamento
Per informazioni: Maria Concetta Monaci 335 750 4436 – cancelloarte@gmail.com


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Zael, dall’antiquariato orientale al design d’Occidente

Vecchi armadi cinesi, oppure tavoli da the, letti, sgabelli laccati ma anche travi ed elementi architettonici appartenenti alla cultura orientale. Oggetti carichi di un fascino esotico e antico, ma che talvolta trovano difficile collocazione negli negli ambienti più moderni, votati al minimalismo ed all’esaltazione della tecnologia. Ci pensa Elisabetta Zanin, artista e designer vicentina che nel suo atelier di Villa Orna a Brendola (sede della Galleria Antiquaria Thais) scompone mobili cinesi antichi per ricomporli con nuovi materiali, secondo una concezione moderna. La passione per l’antiquariato cinese  l’ha ereditata dal marito, collezionista d’arte orientale; farina del suo sacco sono invece la sensibilità estetica e l’interesse per il design moderno. Con questi ingredienti, nel 2007 Elisabetta dà vita alla collezione  ZAEL: rivisitazioni di antiquariato orientale in chiave moderna, pensate e realizzate come oggetti di design, ma in grado di regalare emozioni come vere e proprie opere d’arte.
Punto focale del progetto artistico di Elisabetta Zanin è la ricerca della qualità e dell’usabilità attraverso la scelta dei materiali ed un’attenta progettazione, ma il valore aggiunto è il fatto che l’anima di ogni opera è un prezioso pezzo di antiquariato che  porta con sè una storia da raccontare, una suggestione da evocare. Arredi di design, duque, ma con qualcosa in più: la sapiente commistione tra la millenaria cultura cinese ed un sapore estetico made in Italy votato alla modernità.


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