Cultura culinaria del Tibet: il Tè al burro di Yak

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Quando andai in Tibet per la prima volta nel 2001, per un singolare concatenarsi di eventi, dovetti interrompere bruscamente il mio soggiorno e fuggire in auto verso il confine con il Nepal a bordo di un furgoncino scassato lungo quella che molti chiamano “Friendship Highway”, ma che in realtà è una minuscola stradina che si inerpica tra i monti dell’Himalaya raggiungendo quote che superano i 5000 metri. Il viaggio era reso difficile dalle condizioni della strada e dai numerosi posti di controllo dell’esercito cinese, che costringevano ad attese lunghissime, talvolta anche di parecchie ore.

Fu in questo clima mentale di grande eccitazione che feci il mio primo incontro con il tè tibetano.

Complici il freddo e la stanchezza, accettai sempre di buon grado questa bevanda salata e brodosa che mi veniva spesso offerta dalla gente del posto, ma quando – rientrato a casa e a mente fredda – provai ad assaggiarne una tazza preparata dai miei amici monaci, mi resi conto di quanto singolare e disgustosa fosse.

Nonostante io sia un grande appassionato del Tibet e delle sue tradizioni, non posso esimermi dall’annoverare il tè tibetano tra le esperienze meno entusiasmanti vissute in quello splendido Paese. E a quanto pare non sono l’unico a pensarla così. Eppure in Tibet è bevanda nazionale e i nomadi sono in grado di berne anche 40 tazze al giorno!
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Asta di Arte Orientale il 23 giugno – il catalogo è online

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Come ho accennato nel mio precedente post il prossimo 23 giugno metteremo all’asta una novantina di arredi e oggetti antichi proventienti dall’estremo Oriente, tra i quali una suggestiva collezione di figurine Netsuke in avorio, alcune antichissime pietre Dzi ed una serie di copricapo himalayani incastonati con pietre dure. L’asta si svolgerà qui nei locali di Galleria Thais a partire dalle ore 20. Tutti i lotti all’asta saranno esposti in Galleria dall’11 al 22 luglio, con orario 10-12 e 15-19, anche la domenica.

Acquistare all’asta da noi è facile: basta consultare il catalogo pdf per individuare i lotti di proprio interesse, sui quali è possibile formulare un’offerta. I partecipanti all’asta possono presenziare direttamente in sala durante la gara, oppure formulare offerte su commissione scaricando l’apposito modulo. Prima dell’inizio della vendita all’incanto ai partecipanti in sala, previa registrazione, viene consegnata una paletta numerata da esibire al Direttore delle vendite in caso di aggiudicazione di un lotto.

I lotti in gara sono venduti al rilancio, partendo da un prezzo base d’asta riportato nel catalogo. La base d’asta è la cifra di partenza della gara, e normalmente corrisponde al 40/50% del valore commerciale stimato dell’oggetto. Alcuni oggetti possono essere messi in vendita ad offerta libera; in quei casi il partecipante dovrà segnalare l’ammontare della propria offerta al Direttore delle vendite. Il prezzo di rilancio è la cifra minima con cui progredisce la gara ad ogni offerta. Corrisponde generalmente al 10% del prezzo base d’asta e viene comunque deciso dal direttore delle vendite. Rilanci superiori al prezzo minimo sono comunque a discrezione del partecipante.

I partecipanti possono formulare offerte per un lotto in gara semplicemente alzando la mano. Ogni offerta corrisponde al prezzo raggiunto maggiorato del prezzo di rilancio. La cifra di aggiudicazione di un lotto è il prezzo massimo offerto durante la gara. Il titolare di tale offerta di aggiudica il lotto e dovrà aggiungere alla cifra di aggiudicazione il 20%, comprensivo di IVa, dove prevista, e di diritti d’asta. Come accennato, la gara è preceduta da un’esposizione di tutti i lotti in vendita, durante la quale il partecipante potrà prendere visione in modo dettagliato degli oggetti, constatarne la qualità, l’autenticità e verificarne le condizioni di conservazione. Durante l’esposizione sarà possibile formulare offerte su commissione, utili a chi non possa presenziare personalmente alla gara d’asta.

Il partecipante potrà formulare offerte su commissione anche compilando il modulo d’offerta e inviandolo via fax al numero 0444 189 809 entro 24 ore dall’inizio della gara. Nel modulo di offerta l’acquirente potrà specificare l’offerta massima per uno o più lotti. L’incanto verrà gestito dal banditore in sala tenendo in considerazione anche dette offerte. Il lotto sarà eventualmente aggiudicato al firmatario dell’offerta su commissione al minor prezzo in relazione alle offerte in sala.

Ora che sapete come funziona, non vi resta che guardarvi il catalogo. Buona asta a tutti!

Mille Orienti, uno sguardo sull’Asia dal blog di Marco Restelli

Marco Restelli è un orientalista specializzato in lingua e letteratura Hindi. Da venticinque anni gira per tutta l’Asia per realizzare reportage, e come giornalista collabora con numeriosi periodici italiani come Elle, Espresso e io Donna, scrivendo di Esteri, viaggi e cultura. Come docente ha organizzato vari semminari presso alcune facoltà dell’Università di Milano.

La sua seconda passione è il Web. Mi ha colpito il tema di studio a cui si dedica da anni: il rapporto tra la Rete a la spiritualità, ovvero il modo in cui le religioni e le sette si autoproclamano attraverso Internet. A questo tema ha dedicato un libro, scritto in collaborazione con la giornalista Cristiana Ceci e  pubblicato nel 2001 da Alpha Test.

Ed è attraverso il Web che Marco racconta della sua Asia: nel 2008 ha creato il blog MilleOrienti, una vetrina sull’Asia antica e moderna, dove si parla di cultura, politica e società. Attraverso il blog egli racconta anche dei suoi numerosi viaggi, permettendo al lettore di andare ai clichè e ai luoghi comuni, ma ci parla anche di attualità e cinema, in particolare di “Bollywood”, il cinema popolare in ligua Hindi che sta riscuotendo un certo successo anche in Occidente.

MilleOrienti è un’interessante piattaforma culturale sull’Asia, dedicata ad un pubblico colto e curioso e, a quanto si evince dalle statistiche e dai fan su Facebook, numeroso. Degna di nota è anche “Asian Food Corner”, una rubrica culinaria dedicata alla gastronomia asiatica, con recensioni, storie e ricette. Con mia sorpresa noto che la rubrica è gestita dalla giornalista Cristiana Ceci, che ho conosciuto telefonicamente qualche tempo fa quando scrisse un pezzo sul settimanale “D di Repubblica” relativo alla Cena Tibetana a Domicilio.

Il pugno di ferro della Cina sulla politica del figlio unico

chinese-babies Tempo fa scrissi un post sull’argomento della pianificazione delle nascite in Cina, dove elencavo alcuni recenti emendamenti che ammorbidivano la situazione. Ora invece leggo un articolo di Enrica su “Il fatto quotidiano” che denuncia i maltrattamenti subiti da Chen Guangcheng, un avvocato cinese che ha avuto il coraggio di denunciare alcune violazioni dei diritti umani perpetrate dal Governo cinese relative alla questione del controllo delle nascite.

L’attivista avrebbe denunciato, attraverso l’associazione americana ChinaAid, la violenza della politica del figlio unico attraverso la quale ancora oggi il governo pratica sterilizzazioni di massa e aborti forzati nelle campagne cinesi. Questa denuncia è costata all’attivista quattro anni di detenzione, al seguito dei quali è stato confinato agli arresti domiciliari senza la possibilità di parlare con alcuno. Nemmeno con i suoi legali.

Ora, se da una parte la difficoltà dei Cinesi di contenere un’esplosione demografica è comprensibile, dall’altra bisogna fare i conti con la scarsa considerazione che hanno dei diritti umani. Nel periodo precendente alle Olimpiadi di Pechino sembrava fossero stati fatti passi da gigante e gli emendamenti al “family planning” ne erano una prova, ma ora che i giochi olimpici sono ormai solo un ricordo il governo sembra aver dimenticato tutte, o quasi, le sue promesse.

Acquistare antiquariato a rate con un prestito finalizzato

gavel Da decenni ormai è di moda acquistare un po’ tutto pagando un poco per volta. Case, auto, elettrodomestici e addirittura vacanze si possono comprare tramite pagamenti rateizzati attraverso mutui, leasing o finanziamenti. Solo che in Italia l’idea di utilizzare tali strumenti è ancora legata prevalentemente ai beni strumentali o servizi e, almeno fino a qualche tempo fa, in pochi si sarebbero sognati di acquistare un bene non strumentale, come ad esempio un’opera d’arte o un pezzo di antiquariato con un finanziamento. Non solo: le stesse banche non mettevano a punto prodotti finanziari ad hoc per questo genere di acquisti.

Negli ultimi tempi però si assiste ad un’apertura di orizzonti in questo senso, sulla scia delle tendenze di Paesi come gli USA e la Gran Bretagna. Gli operatori hanno ideato formule e prodotti per consentire ai propri clienti di acquistare un po’ di tutto, e stanno nascendo istituti finanziari specializzati a supporto delle banche.Questa tendenza fa respirare il mercato dell’arte e dell’antiquariato anche in Italia, dove una nuova generazione di collezionisti e appassionati si scontrava con la difficoltà di accesso e scambio d’opere.  Un “vorrei ma non posso” perchè l’intenzione d’acquisto spesso restava lettera morta per mancanza di disponibilità economiche o di informazioni su dove trovare o come valutare le opere.


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