Il dalai Lama a Venezia, e la Cina protesta

dalai_lama_gross4 Non hanno perso tempo, i Cinesi, ad esprimere “forte disappunto e ferma contrarietà” per la visita del Dalai Lama a Roma e Venezia. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese ha ufficialmente protestato contro il Governo Italiano affermando che la Cina “si sente offesa”. Poverini.
La Farnesina ha subito cercato di smorzare i toni della polemica affermando che i Comuni Italiani agiscono in totale autonomia, ricordando anche che l’Italia sostiene la politica di una sola Cina, come ribadito dal nostro Presidente del Consiglio durante le ultime visite ufficiali.

Eh Sì, perché come spiega Enrica, queste visite del Dalai Lama sono programmate in vista di una forte mobilitazione dei Tibetani in tutto il mondo per celebrare i 50 anni dalla rivolta popolare di Lhasa contro l’invasione Cinese. Chiaro quindi che la Cina si preoccupi di fronte al sostegno di Tibetani da parte dei governi ‘amici’. Lo afferma chiaramente il ministero delgi Esteri cinese: “Speriamo che l’Italia prenda sul serio le preoccupazioni cinesi e adotti immediatamente misure efficaci per eliminare l’impatto negativo di questa iniziativa e preservare un sano sviluppo delle relazioni bilaterali”.

E intanto, tra polemiche e smentite (anche da parte nostra) Tenzin Gyaltso riceve la cittadinanza onoraria dai sindaci di Roma e Venezia e poi vola in Germania.

Cina: il ricordo della repressione del Tibet diventa festa nazionale

lhasa I Cinesi si sono inventati una nuova “festa nazionale”: sarà celebrata il 28 marzo di goni anno e sarà chiamata “Il giorno dell’emancipazione degli schiavi”. Lo ha annunciato il 19 gennaio scorso il parlamento del governo cinese del Tibet. La festa è stata indetta in ricordo della sanguinosa repressione della rivolta dei Tibetani avvenuta nel 1959.

Con questa celebrazione Pechino rivedica di aver liberato i Tibetani dalla “schiavitù teocratica imposta dal Dalai Lama. La Cina spiega di aver annesso la regione nel 1951 per strappala al medioevo e proiettarla nel mondo moderno, liberando i suoi abitanti da una schiavitù imposta dall’oligarchia religiosa buddista.

I Tibetani invece contestano il fatto che non fu una liberazione ma un’invasione militare di uno stato sovrano, che costrinse all’esilio il Dalai Lama e i suoi seguaci, e ridusse alla fame molti dei suoi abitanti. Da allora opera un sistematico annientamento della cultura, delle religione e della stessa identità etnica dei tibetani, perseguitando con carcere e discriminazioni la semplice fede religiosa nel Dalai Lama e favorendo la massiccia immigrazione nella regione di etnici Han, cui sono riservati posti di potere a facilitazioni nei commerci.


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Pezzi di libro: "Adozioni ad alta quota" – terza puntata

Eccoci al terzo appuntamento con la serie “Pezzi di libro” dedicata al volume fotografico “Adozioni ad alta quota”. Dopo la prima e la seconda puntata, la storia continua con un altro stralcio del racconto di viaggio ed altre immagini.

Il fiume si fa sentire incessantemente sotto la coltre di ghiaccio. A volte lo si nota spostarsi lentamente là11 dove non è coperto dal suo freddo sudario, e l’acqua nera trasporta sottili placche gelate, come piccole zattere galleggianti. Dove la furia delle rapide impedisce alla superficie gelida di solidificarsi lo si scorge turbinoso, con il suo ruggito penetrante.

Lo si avverte anche nel silenzio tombale in quei punti dove il letto è completamente ghiacciato, e lo si immagina scivolare invisibile sotto ai propri piedi o lo si intravede scorrere dove la lastra è trasparente e sottile. In questa gola silenziosa e gelida, pur se intrappolato sotto il manto nevoso, il fiume è fonte di vita, una protesta contro la rigidità invernale di questo luogo disabitato.

In alcuni punti l’acqua è profonda soltanto alcune decine di centimetri e, dove il ghiaccio è più fragile, si può rompere facilmente con i piedi e le racchette: possiamo così improvvisare un guado, con l’appoggio dei ciottoli del greto. Utilizzando le funi e le imbracature di sicurezza possiamo raggiungere l’altra sponda.

Qualche altra volta, invece, il fiume non ci è amico e ci impedisce di passare. Dove le rocce costringono le acque all’interno della gola, il fiume raggiunge i sette metri di profondità e la corrente è più furiosa che mai: siamo così costretti a lunghe deviazioni tra le pareti rocciose per aggirarne i tratti impraticabili.


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Pezzi di libro: "Adozioni ad alta quota" – seconda puntata

Arriva il secondo appuntamento con la serie “Pezzi di libro” dedicata al volume fotografico “Adozioni ad alta quota”. Dopo il primo appuntamento, qui uno stralcio del primo capitolo ed altre immagini.03

“Non ci sono strade, né sentieri, né valichi. Le montagne sono coperte da una spessa coltre di neve. L’unica via di comunicazione tra la remota valle dello Zanzkhar, incuneata nella catena dell’Himalaya e il resto del mondo, è una stretta gola dove scorre l’omonimo fiume dal letto spesso ghiacciato.


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"La dimora nell’Antico Oriente" mostra del Museo Obrietan a Bergamo

ZEN-002In questi giorni sto lavorando a pieno ritmo ad un progetto che è in pentola ormai da un bel po’ ma che sta raggiungendo il rush finale. Si tratta di una mostra dedicata all’abitare nell’antico Oriente, che sto organizzando per fine febbraio. Non ho ancora il progetto definitivo, ma ho troppa voglia di parlarne!

La stanza di lavoro di un calligrafo cinese, lo studio di un funzionario della corte imperiale Qing e la sala di meditazion e di un monastero himalayano verranno ricostruite all’interno del Palazzo della Provincia di Bergamo con arredi e suppellettili originali dell’epoca.

La mostra è promossa dal Kiwanis (un’organizzazione internazionale di volontari al servizio dei bambini disagiati nel mondo, che conta ben 8000 clubs in 96 paesi) in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale Obrietan. Non ho ancora le date esatte (credo fine febbraio 2009), ma la mostra durerà 2 settimane e sarà ad ingresso libero. In questi giorni sto lavorando al progetto di allestimento e, almeno sulla carta, sembra stia uscendo fuori una bella cosa. Stay tuned…