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News — Gianmaria @ 09/09/2010 14:47
Per quanto io sia un appassionato di tecnologia, e per quanto io ammiri Steve Jobs (soprattutto dopo aver visto questo), non riesco a trattenermi dal dire la mia, dato che mi sento toccato sul vivo.
Dell’inutilità dell’ I-Pad non voglio parlare, che questo non è il luogo adatto, ma stamattina ho letto un articolo su un blog dedicato ad un famoso telefonino della Apple che mi ha fatto, per usare un eufemismo, sorridere.
L’articolo parla di un’applicazione che permette ai possessori di I-pad e I-phone di esprimere il loro recondito estro artistico trasformandosi in calligrafi Zen! Costoro potranno tracciare bellissimi ideogrammi o disegni sul loro touch screen, grazie ad una traccia che imita il tocco di un vero pennello da calligrafia. Il colore disponibile, ovviamente, è soltanto il nero, ma si può scegliere su che tipo di carta scrivere e si possono applicare dei sensazionali effetti grafici a lavoro finito.
Tutto questo è assolutamente inutile, come l’80% delle applicazioni per I-phone. Non c’è da stupirsi che i cervelloni di Cupertino continuino a sfornare applicazioni stupide ma ben confezionate, del resto devono riempire “con il vuoto” qualcosa che è già vuota di per sè (e tutto questo, se ci pensate, è molto Zen), per continuare a vendere il loro prodotto e riempire in qualche modo il tempo dei fannulloni che giocano con il telefonino.
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News — Gianmaria @ 24/02/2009 16:19
Ne avevo già parlato un paio di mesi fa, quando ancora il progetto non era definitivo. Ora invece ci siamo: se i quattro cavalieri dell’Apocalisse non arrivano nelle prossime ventiquattro ore, domani alle 18 inauguriamo la mostra “Viaggio nell’antico Oriente – Riflessi di vita quotidiana tra arte e spiritualità” presso la Sala Manzù di Passaggio Sora a Bergamo, messa a disposizione dall’assessorato alla cultura della Provincia di Bergamo. La mostra, che sarà accessibile gratuitamente da domani fino all’8 marzo prossimo (orari: giorni feriali: 15-19 / weekend e festivi: 10-12 e 15-19), è promossa dal club Kiwanis e dalla Provincia di Bergamo, con la direzione artistica del Museo d’Arte orientale Obrietan.
La mostra propone essenzialmente due temi: la calligrafia cinese e l’arte religiosa tibetana, visti però da “dietro le quinte”: verrà ricostruita la sala di un calligrafo cinese del XVIII Secolo e la sala da preghiera di un “Gompa”, un monastero tibetano.
dal comunicato stampa:
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News — Gianmaria @ 05/12/2008 12:47
In questi giorni sto lavorando a pieno ritmo ad un progetto che è in pentola ormai da un bel po’ ma che sta raggiungendo il rush finale. Si tratta di una mostra dedicata all’abitare nell’antico Oriente, che sto organizzando per fine febbraio. Non ho ancora il progetto definitivo, ma ho troppa voglia di parlarne!
La stanza di lavoro di un calligrafo cinese, lo studio di un funzionario della corte imperiale Qing e la sala di meditazion e di un monastero himalayano verranno ricostruite all’interno del Palazzo della Provincia di Bergamo con arredi e suppellettili originali dell’epoca.
La mostra è promossa dal Kiwanis (un’organizzazione internazionale di volontari al servizio dei bambini disagiati nel mondo, che conta ben 8000 clubs in 96 paesi) in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale Obrietan. Non ho ancora le date esatte (credo fine febbraio 2009), ma la mostra durerà 2 settimane e sarà ad ingresso libero. In questi giorni sto lavorando al progetto di allestimento e, almeno sulla carta, sembra stia uscendo fuori una bella cosa. Stay tuned…
“In una tranquilla stanza di un tempio di montagna, un vecchio sacerdote si appresta a scrivere. Adagia un panno felpato a protezione del tatami, poi, con gesto attento, dispone su di esso un sottile foglio di carta bianca, fermandolo all’estremità con dei pesi di giada a forma di drago per impedirne il rotolamento. A destra sistema un’antica pietra abrasiva, una piccola vaschetta per l’acqua, il pennello favorito appoggiato su un sostegno di porcellana sagomato a mo’ di catena montuosa in miniatura, e un bastoncino di denso inchiostro nero, leggermente profumato con dell’incenso. Fa cadere alcune gocce d’acqua nelle scalfitture della pietra e poi vi sfrega il bastoncino per estrarne il prezioso liquido; ci vuole del tempo prima che l’inchiostro sia del nero intenso adatto alla scrittura.
Quando è pronto, il vecchio uomo si inginocchia davanti al foglio, fissando intensamente la superficie immacolata per qualche istante. Quindi solleva il pennello e lo immerge nell’inchiostro, ma non troppo, affinché il foglio non si bagni. Un respiro profondo, il pennello sospeso, e poi giù, la prima, decisiva, pennellata.
Dense pennellate nere, leggere e sottili come un capello, alcune, quando l’inchiostro va esaurendosi, striate; ed ecco che, danzando sul foglio, emergono i caratteri. Quale estasi!”
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