In mostra a Treviso “Manciù, l’ultimo imperatore”

Manciù

Non posso non segnalare uno tra i più importanti eventi italiani dedicati alla storia della Cina. Il prossimo 29 ottobre parte la quarta edizione della rassegna “la via della Seta e la civiltà cinese”, organizzata dalla Fondazione Cassamarca di Treviso con l’alto patronato del Presidente della Repubblica la collaborazione della Regione Veneto e della Provincia di Treviso. Un appuntamento immancabile che chiude una tra le più importanti rassegne espositive dedicate all’antica cultura cinese.

La nuova mostra si intitola “Manciù, l’ultimo imperatore”e si terrà presso la Casa dei Carraresi a Treviso dal 29 ottobre 2011 al 13 maggio 2012. L’evento concluderà “l’Anno della Cina in Italia” e celebra il quarantennale delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Quella dei Manciù è stata l’ultima dinastia del Celeste Impero, che ha regnato dal 1644 al 1911. I Manciù erano un popolo seminomade non appartenente all’etnia Han, il gruppo etnico maggioritario in Cina. Approfittando di una serie di tumulti interni, i Manciù detronizzarono i precedenti regnanti della dinastia Ming, formando il nuovo stato manciù e proclamando una nuova dinastia cinese, chiamata Dinastia Qing. Questa fu l’ultima dinastia imperiale cinese e governò la Terra di Mezzo fino al 1912, anno della proclamazione della Repubblica di Cina.


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Asta di Arte Orientale il 23 giugno – il catalogo è online

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Come ho accennato nel mio precedente post il prossimo 23 giugno metteremo all’asta una novantina di arredi e oggetti antichi proventienti dall’estremo Oriente, tra i quali una suggestiva collezione di figurine Netsuke in avorio, alcune antichissime pietre Dzi ed una serie di copricapo himalayani incastonati con pietre dure. L’asta si svolgerà qui nei locali di Galleria Thais a partire dalle ore 20. Tutti i lotti all’asta saranno esposti in Galleria dall’11 al 22 luglio, con orario 10-12 e 15-19, anche la domenica.

Acquistare all’asta da noi è facile: basta consultare il catalogo pdf per individuare i lotti di proprio interesse, sui quali è possibile formulare un’offerta. I partecipanti all’asta possono presenziare direttamente in sala durante la gara, oppure formulare offerte su commissione scaricando l’apposito modulo. Prima dell’inizio della vendita all’incanto ai partecipanti in sala, previa registrazione, viene consegnata una paletta numerata da esibire al Direttore delle vendite in caso di aggiudicazione di un lotto.

I lotti in gara sono venduti al rilancio, partendo da un prezzo base d’asta riportato nel catalogo. La base d’asta è la cifra di partenza della gara, e normalmente corrisponde al 40/50% del valore commerciale stimato dell’oggetto. Alcuni oggetti possono essere messi in vendita ad offerta libera; in quei casi il partecipante dovrà segnalare l’ammontare della propria offerta al Direttore delle vendite. Il prezzo di rilancio è la cifra minima con cui progredisce la gara ad ogni offerta. Corrisponde generalmente al 10% del prezzo base d’asta e viene comunque deciso dal direttore delle vendite. Rilanci superiori al prezzo minimo sono comunque a discrezione del partecipante.

I partecipanti possono formulare offerte per un lotto in gara semplicemente alzando la mano. Ogni offerta corrisponde al prezzo raggiunto maggiorato del prezzo di rilancio. La cifra di aggiudicazione di un lotto è il prezzo massimo offerto durante la gara. Il titolare di tale offerta di aggiudica il lotto e dovrà aggiungere alla cifra di aggiudicazione il 20%, comprensivo di IVa, dove prevista, e di diritti d’asta. Come accennato, la gara è preceduta da un’esposizione di tutti i lotti in vendita, durante la quale il partecipante potrà prendere visione in modo dettagliato degli oggetti, constatarne la qualità, l’autenticità e verificarne le condizioni di conservazione. Durante l’esposizione sarà possibile formulare offerte su commissione, utili a chi non possa presenziare personalmente alla gara d’asta.

Il partecipante potrà formulare offerte su commissione anche compilando il modulo d’offerta e inviandolo via fax al numero 0444 189 809 entro 24 ore dall’inizio della gara. Nel modulo di offerta l’acquirente potrà specificare l’offerta massima per uno o più lotti. L’incanto verrà gestito dal banditore in sala tenendo in considerazione anche dette offerte. Il lotto sarà eventualmente aggiudicato al firmatario dell’offerta su commissione al minor prezzo in relazione alle offerte in sala.

Ora che sapete come funziona, non vi resta che guardarvi il catalogo. Buona asta a tutti!

Il pugno di ferro della Cina sulla politica del figlio unico

chinese-babies Tempo fa scrissi un post sull’argomento della pianificazione delle nascite in Cina, dove elencavo alcuni recenti emendamenti che ammorbidivano la situazione. Ora invece leggo un articolo di Enrica su “Il fatto quotidiano” che denuncia i maltrattamenti subiti da Chen Guangcheng, un avvocato cinese che ha avuto il coraggio di denunciare alcune violazioni dei diritti umani perpetrate dal Governo cinese relative alla questione del controllo delle nascite.

L’attivista avrebbe denunciato, attraverso l’associazione americana ChinaAid, la violenza della politica del figlio unico attraverso la quale ancora oggi il governo pratica sterilizzazioni di massa e aborti forzati nelle campagne cinesi. Questa denuncia è costata all’attivista quattro anni di detenzione, al seguito dei quali è stato confinato agli arresti domiciliari senza la possibilità di parlare con alcuno. Nemmeno con i suoi legali.

Ora, se da una parte la difficoltà dei Cinesi di contenere un’esplosione demografica è comprensibile, dall’altra bisogna fare i conti con la scarsa considerazione che hanno dei diritti umani. Nel periodo precendente alle Olimpiadi di Pechino sembrava fossero stati fatti passi da gigante e gli emendamenti al “family planning” ne erano una prova, ma ora che i giochi olimpici sono ormai solo un ricordo il governo sembra aver dimenticato tutte, o quasi, le sue promesse.

Affare Google vs Cina: e si scatena il vespaio internazionale

google-china Come molti sanno esiste un accordo tra Google e il governo cinese per il filtraggio dei contenuti web ottenibili dalle ricerche. Il sito cinese di Google infatti, fa magicamente sparire alcuni tra i risultati, soprattutto quando le parole chiave inserite sono qualcosa del tipo: “Tibet”, “Human Rights” o simili.

Alcuni giorni fa si è scatenato un vespaio quando l’azienda di Mountain View ha minacciato di disattivare i filtri dopo alcuni attacchi informatici praticati da crackers cinesi ai danni dei server di posta di Google. Secondo gli investigatori gli attacchi erano diretti verso acluni account Gmail di proprietà di attivisti politici e dissidenti cinesi.

Nonostante gli intrusori non siano riusciti a violare le caselle di posta elettronica, Google ha deciso di prendere posizione, aumentando ulteriormente le misure di sicurezza dei suoi server e chiedendo urgentemente un incontro con le autorità cinesi per discutere la rimozione dei filtri. Se la Cina non dovesse accettare, Google minaccia di chiudere definitivamente la sua sede a Pechino, tagliando completamente fuori gli utenti cinesi dalla rete del motore di ricerca più famoso del mondo.


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Eating China: un portale sulla cucina cinese

Dumplings Si dà il caso che qualche giorno fa io abbia festeggiato i miei trentun anni. Per l’occasione ho pensato di mettere assieme la mia grande passione per l’Oriente alla mia grande passione per la cucina e ho organizzato una cena a base di piatti orientali.
Il menù prevedeva: Ravioli a vapore con ripieno di carne e altri con ripieno di pesce, Riso saltato con gamberi e verdure, Coniglio al vino di riso con taccole e una tempura di carne e verdure. Siccome non ho servito nulla di precotto o preconfezionato e mi sono preparato tutto (anche la pasta per i ravioli) in casa, ho passato un paio di sere a documentarmi per evitare di avvelenare i miei amici. Tra le varie ricerche in google ho scoperto un sito molto interessante, in lingua inglese, che contiene ricette, notizie, consigli ed approfondimenti sulla cucina cinese.

Ho perso un’intera serata a leggere tra le pagine del sito, dove ho trovatoalcuni interessanti articoli sulla storia della cucina cinese e taiwanese e sulla cultura del cibo. Il sito, che contiene anche un blog, è gestito da un critico gastronomico inglese che vive a Taiwan. Consiglio un’occhiata, soprattutto a coloro che credono che la cucina cinese sia quella che si trova nei ristoranti qui in Italia.

Per la cronaca, tutti gli invitati sono acora vivi e fino ad oggi in buon salute…