Mostra sulla grafica giapponese a Torino

giap1 Dopo aver affrontato una serie interminabile di pranzi e cene, e dopo aver superato il trauma della bilancia, torno qui sul blog per segnalarvi un interessante evento dedicato alla grafica giapponese tra antico e moderno, che sì svolgerà tra gennaio e febbraio a Torino.

La mostra, intitolata “La grande grafica giapponese: dall’Ukiyo-e all’illustrazione contemporanea”, aprirà i battenti il prossimo 14 gennaio presso la sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti, e resterà aperta tutti i giorni fino al 14 febbraio, con orario 11-18. L’ingresso è libero.

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.


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Regalati un guerriero! Promozione natalizia a Galleria Thais

terra-cotta-warriors Per noi di Galleria Thais questo è un periodo di festa. E non solo perchè tra poco è Natale, ma anche per il fatto che la nostra azienda sta per arrivare al traguardo delle quindici candeline. E siccome siamo tutti più buoni abbiamo deciso di fare un regalo a tutti coloro che verranno a trovarci nel mese di dicembre.

Se venite in visita qui a Galleria Thas tra l’1 e il 24 dicembre riceverete in regalo, facendone richiesta, una statuina in terracotta raffigurante i “Guerrieri di Xi’An”, ovvero quelle migliaia di statue scoperte in Cina e risalenti al terzo secolo prima di Cristo. La statuina, una riproduzione in miniatura realizzata a mano in Cina, è alta 38 cm e viene regalata all’interno di un’elegante confezione foderata in raso, e soprattuto, assieme al libro “Cina – 220 A.C.” che racconta la storia del temibile imperatore Qin Shihuangdi e del suo mirabile Esercito di Terracotta.


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La simbologia cinese: gli animali mitologici

dragon Spesso i suppellettili e i mobili cinesi sono arricchiti da decorazioni pittoriche che raffigurano i più svariati tipi di animali, sia verosimili che fantastici. Il regno animale gioca un ruolo importantissimo nella cultura cinese (e non solo in qualità di cibo sul tavolo).

La tradizione cinese classifica tutti gli animali in quattro categorie, ciascuna delle quali rappresentata da una “bestia” mitologica. Gli animali con le scaglie, come i pesci e i serpenti sono simboleggiati dal drago. Quelli con le piume sono simboleggiati dalla fenice. Gli animali con pelliccia dall’unicorno e le creature coriacee hanno come capostipite la tartaruga. Nei tempi antichi il drago, la fenice, la tartaruga e l’unicorno erano considerati esseri sopranaturali, il primo in testa al gruppo.

Come ho già spiegato in un precedente articolo, il drago è da sempre stato considerato una creatura benevola e la sua figura è da sempre utilizzata come emblema del potere imperiale. Il drago rappresenta anche la forza maschile, la saggezza e la magnanimità. Se il drago rappresenta l’imperatore, la fenice è spesso associata al femminile e rappresenta l’imperatrice. Questo strano volatile è considerato una tra le creature più sacre del mito cinese. La tradizione vuole che la fenice abbia la testa di un cigno, la coda di un unicorno, il becco di un gallo, la gola di una rondine e le striature di un drago. Chissà che crisi di identità deve avere avuto, poverina. In realtà nelle raffigurazioni pittoriche, gli artisti cinesi si sono sempre preoccupati di dare al loro volatile prediletto una forma aggraziata.


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Libri: Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre

attraversando_india L’India è sempre stata una delle mie mete preferite. Ci sono stato spesso, sia per lavoro che per diletto. Una delle caratteristiche più entusiasmanti di quel paese è la sua incommensurabile complessità. Ho appena finito di leggere un bel libro sul magico subcontinente indiano. Si chiama “Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre”, di Elio Bailo, Ed. Giovanni Tranchida. L’opera è un po’ datata, visto che è stata pubblicata per la prima volta nel 1997, ma io ho apprezzato molto il modo con cui l’autore ha affrontato argomenti che potrebbero talvolta annoiare i lettori: la storia e la filosofia indiane.

Bailo si immerge in argomenti molto complessi e profondi raccontandoli attraverso i suoi occhi di viaggiatore e affascinando il lettore con aneddoti legati alle sue esperienze sul luogo. Pagina dopo pagina si affrontano il panorama storico indiano, i miti e le religioni, il pensiero filosofico e la società indiana, antica e moderna. Il registro linguistico utilizzato è adatto a quasi tutti e la sottile ironia con cui Bailo racconta gli Indiani e le loro “stranezze” rende le oltre 300 pagine del libro piacevoli e veloci da leggere. Queste caratteristiche trasformano il libro in un ottimo strumento per chi desidera un’infarinatura sui più importanti tra i mille aspetti del Subcontinente indiano e del suo popolo.


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Cina Anni ‘80, una generazione di figli unici

chinese_girl Qualche giorno fa, mentre mi sfondavo di wan-ton e pesce al vino di riso in un ristorante cinese di Mestre, ho avuto una discussione con un mio amico professore di una certa università a proposito della politica cinese del figlio unico.

Come molti di voi sanno, in Cina vige una legge secondo la quale le coppie non possono avere più di un figlio. Del resto i nostri amici con gli occhi a mandorla sono più di un miliardo e trecento milioni che, considerando la politica comunista adottata dal governo cinese negli ultimi sessant’anni, significa un miliardo e trecento milioni di bocche da sfamare. Quindi, ad occhio e croce, due miliardi e seicento milioni di ciotole di riso ben colme ogni giorno. Se fossi io il governo mi rotolerei nel letto ogni notte dalla preoccupazione, e quindi non li posso biasimare.


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