Libri: Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre

attraversando_india L’India è sempre stata una delle mie mete preferite. Ci sono stato spesso, sia per lavoro che per diletto. Una delle caratteristiche più entusiasmanti di quel paese è la sua incommensurabile complessità. Ho appena finito di leggere un bel libro sul magico subcontinente indiano. Si chiama “Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre”, di Elio Bailo, Ed. Giovanni Tranchida. L’opera è un po’ datata, visto che è stata pubblicata per la prima volta nel 1997, ma io ho apprezzato molto il modo con cui l’autore ha affrontato argomenti che potrebbero talvolta annoiare i lettori: la storia e la filosofia indiane.

Bailo si immerge in argomenti molto complessi e profondi raccontandoli attraverso i suoi occhi di viaggiatore e affascinando il lettore con aneddoti legati alle sue esperienze sul luogo. Pagina dopo pagina si affrontano il panorama storico indiano, i miti e le religioni, il pensiero filosofico e la società indiana, antica e moderna. Il registro linguistico utilizzato è adatto a quasi tutti e la sottile ironia con cui Bailo racconta gli Indiani e le loro “stranezze” rende le oltre 300 pagine del libro piacevoli e veloci da leggere. Queste caratteristiche trasformano il libro in un ottimo strumento per chi desidera un’infarinatura sui più importanti tra i mille aspetti del Subcontinente indiano e del suo popolo.


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Cina Anni ’80, una generazione di figli unici

chinese_girl Qualche giorno fa, mentre mi sfondavo di wan-ton e pesce al vino di riso in un ristorante cinese di Mestre, ho avuto una discussione con un mio amico professore di una certa università a proposito della politica cinese del figlio unico.

Come molti di voi sanno, in Cina vige una legge secondo la quale le coppie non possono avere più di un figlio. Del resto i nostri amici con gli occhi a mandorla sono più di un miliardo e trecento milioni che, considerando la politica comunista adottata dal governo cinese negli ultimi sessant’anni, significa un miliardo e trecento milioni di bocche da sfamare. Quindi, ad occhio e croce, due miliardi e seicento milioni di ciotole di riso ben colme ogni giorno. Se fossi io il governo mi rotolerei nel letto ogni notte dalla preoccupazione, e quindi non li posso biasimare.


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L’antiquariato orientale e il nudo d’autore

Nude4Che cosa ci azzeccano i mobili antichi cinesi ed il nudo artistico, direte voi. Apparentemente nulla, se non fosse che l’arte contemporanea cinese va molto di moda in Europa e negli States, e qualche fotografo geniale (di cui non mi è dato di sapere il nome, purtroppo), ha avuto la brillante idea di immortalare alcune affascinanti fanciulle dagli occhi a mandorla, sapientemente inserite in un contesto “classico”, che più classico non si può.

Ora, dubito che qualcuno si soffermerà su questi particolari insignificanti, ma tanto per dire: a guardare i pannelli in legno laccato e i motivi decorativi intagliati, mi sembra che la foto sia stata scattata in Cina centrale, forse Zhejiang o Jiangsu. Ho trovato queste immagini parecchio tempo fa in un sito di cui non ho salvato l’indirizzo e che non riportava il nome dell’autore delle immagini. Qualcuno mi sa aiutare?


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La simbologia cinese: il drago

drago cinese 1 Vista l’imminente apertura dell’offerta formativa del Museo d’Arte Orientale Obrietan, in questi giorni stiamo preparando del materiale didattico per i pargoli. Alcuni degli argomenti che verranno affrontati sono , a mio avviso, interessanti per tutti, e desidero condividerli con voi.

Uno dei simboli più conosciuti della cultura cinese è il drago, che nel corso della storia si è caricato di così tanti significati da risultare quasi ermetico a qualsiasi tentativo di interpretazione.

Il drago è una creatura leggendaria che da millenni popola l’immaginario collettivo di molte culture diverse. Non si sa esattamente l’origine di questo animalone verde ruttafuoco, ma di sicuro la sua figura, spesso associata al malvagio, è protagonista delle tradizioni di popoli sparsi in tutto il mondo: Dall’antica Grecia alla Babilonia, dal Messico all’Oriente.

Mentre in Occidente si narra di valorosi cavalieri in calzamaglia che si prodigano eroicamente per sconfiggere l’animalone cattivo e liberare la donzella , il drago cinese è una figura benigna, che simboleggia il vigore maschile e la fertilità. È una delle icone più utilizzate, sin dall’antichità, come motivo decorativo nell’arte e nelle feste popolari e gli imperatori cinesi, già a partire dalla dinastia degli Han (206 a.C. – 220 d.C.), hanno eletto il drago come simbolo imperiale.


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A scuola di arte orientale al Museo Obrietan

Pagine da Museo_Obrietan_didattica_2009 Come avevo anticipato qualche mese fa, il Museo d’Arte Orientale Obrietan ha messo a punto un programma di attività didattiche e culturali dedicate ai più piccoli, ovvero agli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Le elementari, medie e superiori, per intenderci.
L’offerta è costituita da una serie di percorsi tematici che verranno illustrati agli studenti attraverso una visita guidata ad hoc; ogni persorso sarà seguito da un laboratorio didattico atto ad approfondire il tema affrontato. I laboratori sono stati progettati in modo da introdurre un argomento che possa essere approfondito in seguto in classe.
Nell’apposita pagina del sito è possibile scaricare la brochure del progetto didattico in formato pdf. Il progetto è operativo già da questi giorni, ma le prime visite di scolaresche sono previste con l’inizio del prossimo anno scolastico, cioè a partire da ottobre.
Per informazioni è possibile contattare la responsabile della sezione didattica, Dott.ssa Valeria Nicolis, email valeria.nicolis@museobrietan.org