La cina ripudia il Feng Shui: Il corso universitario del professor Ma

bagua-feng-shui-colors La famosa disciplina di geomanzia cinese è salita alla ribalta in Occidente negli ultimi anni, a tal punto che in tutta Europa (per non parlare degli Stati Uniti) vi sono scuole, centri culturali ed architetti specializzati nella materia. Periodicamente si organizzano eventi e fiere dove il Feng Shui viene presentato e proposto in combinazione con la bioarchitettura, la bioenergetica e il tema dell’eco-compatibilità.

Però non tutti sanno che in Cina, la patria del Feng Shui, la materia è tutt’altro che popolare. Infatti fu lo stesso Mao Zedong a proibirla durante la Rivoluzione Culturale, ritenendola una disciplina oscurantista e superstiziosa. A tutt’oggi non viene trattata se non a titolo privato, e solo recentemente la facoltà di Scienza e Tecnologia di Wuhan, in Cina Centrale, aveva attivato un corso di Fengshui, a cura del Professor Ma Wei, un ingegnere civile di 34 anni.

Bene, il corso universitario ha riscontrato un tale successo (80 iscrtti nel primo semestre e 130 nel secondo) che le autorità cinesi hanno costretto la Facoltà a… disattivare il corso. Sì, perché l’eccessivo entusiasmo ha messo in imbarazzo il Governo di Pechino e a nulla è valso il tentativo del professor Ma di rimediare modificando il nome del corso per evitare di inserire la parole “Feng Shui”. Il corso chiude e i poveri studenti bisognosi di sapere di più sulla loro cultura e tradizione dovranno dirottare su qualche materia un pò più tecnologica o un pò più scientifica.

Nel frattempo il professor Ma ha dichiarato che il prossimo semestre insegnerà in un altro corso: cultura americana. Una provocazione?

A Torino il Congresso su Feng Shui e Sostenibilità ambientale, dal 19 al 21 settembre

Chiunque si occupi di architettura, design o arredamento, o chiunque sfogli anche sporadicamente qualche rivista nella sala d’aspetto di un dentista, avrà sentito parlare del Feng Shui, l’antica arte geomantica cinese dedicata all’edificazione e gestione degli spazi abitabili in armonia con la natura.

Da ormai parecchi anni in molti si occupano di Feng Shui anche in Occidente, e si trovano consulenti, architetti specializzati o addirittura vere e proprie agenzie, ma soprattutto in Italia il fenomeno non prende piede come potrebbe, complice anche una naturale diffidenza verso le filosofie orientali, considerate dai più qualcosa di troppo esoterico e troppo poco scientifico.
A mancare non sono gli specialisti ma gli utenti: se da una parte molti architetti si lasciano coinvolgere da quest’affascinante arte, i clienti risultano spesso scettici.

Per fortuna che due illustri professionisti del settore, l’Architetto Carlo Amedeo Reyneri di Lagnasco e Richard Ashworth, sostengono che il Feng Shui sia inquadrabile in un contesto scientifico, e che vada d’accordo con le cugine occidentali: la geomanzia e la bioarchitettura. In questa nuova ottica, l’uso combinato di queste discipline contribuirebbe allo sviluppo cosiddetto “sostenibile” e ad un concetto di “vivibilità” di nuova generazione.
A tal proposito hanno promosso e organizzato il “First International Congress on Scientific Feng Shui and Built Environment” che si terrà presso il Politecnico di Torino dal 19 al 21 settembre.
Il congresso, che ospiterà al microfono una ventina di eminenti relatori provenienti da tutto il mondo, si propone di fungere da punto d’incontro tra le varie discipline legate all’abitare, in una cultura d’avanguardia che coniughi i saperi orientali ed occidentali al fine di garantire uno sviluppo conforme alla sostenibilità ambientale.

Ho avuto il piacere di conoscere personalmente uno dei due organizzatori e un po’ mi dispiace non poter partecipare all’evento, ma invito chiunque sia interessato all’argomento a partecipare, ascoltare, prendere appunti, riflettere, e magari poi raccontarmi anche qualcosa…