Mostra sulla grafica giapponese a Torino

giap1 Dopo aver affrontato una serie interminabile di pranzi e cene, e dopo aver superato il trauma della bilancia, torno qui sul blog per segnalarvi un interessante evento dedicato alla grafica giapponese tra antico e moderno, che sì svolgerà tra gennaio e febbraio a Torino.

La mostra, intitolata “La grande grafica giapponese: dall’Ukiyo-e all’illustrazione contemporanea”, aprirà i battenti il prossimo 14 gennaio presso la sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti, e resterà aperta tutti i giorni fino al 14 febbraio, con orario 11-18. L’ingresso è libero.

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.


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Mostre, corsi, eventi e dintorni

teaforme Come ogni anno, il mese di novembre è sempre ricco di iniziative ed eventi legati alla cultura. E l’arte orientale non è da meno. Vi segnalo alcuni eventi in corso, o che inizieranno a breve, sparsi tra l’Italia e la svizzera.

Se siete dalle parti di Roma, stasera alle 18.30 potete partecipare al primo di una serie di interessanti incontri organizzati dall’associazione VersOriente (di cui ho parlato nel mio precedente post), durante i quali alcuni curatori museali ed esperti di museologia illustreranno il significativo patrimonio artistico orientale ospitato nella Città di Roma, soffermandosi in particolare su alcune importanti collezioni. L’incontro di stasera sarà presieduto dal Dott.Massimiliano Polichetti, esperto di arte tibetana. La relazione sarà preceduta da un’introduzione all’evento da parte del museologo Riccardo Rosati. Il ciclo di incontri si chiama “Città Universale. Le collezioni orientali a Roma”, si terrà presso la sede di VersOriente in Vicolo Cellini 17 a Roma, l’ingresso è libero.

Se invece siete amanti del Tè, non perdetevi il corso “La cultura e l’arte del tè in Cina”, che si terrà a Venezia nei weekend 28-29 novembre e 5-6 dicembre. Il Corso è organizzato a cura dell’Associazione Italiana Cultori del Tè in collaborazione con l’istituto Confucio presso l’Università Ca’ Foscari. Le lezioni sono suddivise in sei moduli da 2,5 ore ciascuno, sono destinate a curiosi ed appasionati che vogliano approfondire il complesso tema del Tè cinese, della sua storia e della sua cultura. Il corso affronterà sia argomenti teorici che pratici e gli allievi avranno l’occasione di apprendere le tecniche di preparazione e degustazione del tè cinese. Al termine di ogni lezione i partecipanti potranno degustare due varietà pregiate di tè. Il costo del corso è di € 250.


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VersOriente, un gruppo di studiosi al servizio della cultura orientale

versoriente Come mi disse un illustre studioso di un importante museo italiano, la cultura oggi non si trasemtte solo con mostre, libri e musei. Di questi tempi, in un’era multimediale dove la fruizione della cultura è agevolata dai moderni mezzi di comunicazione, il numero di curiosi e cultori è in costante crescita e chi si occupa di cultura per lavoro si deve adattare alle esigenze di un pubblico sempre più attento ed informato. Dopo il boom modaiolo degli anni Ottanta e Novanta che ha portato in Italia novità come le arti marziali cinesi, il letto futon, il sushi, il buddismo e molto altro, oggi anche l’Arte Orientale gode di un sempre crescente numero di appassionati, curiosissimi, ben disposti e ben informati. Basti vedere la fama di certi pittori comtemporanei e fotografi cinesi che mettono le loro opere in mostra a Milano, a Roma e in molte altre città italiane. Oggi gli Italiani acquistano, trattano, scambiano ed apprezzano anche l’arte dell’estremo Oriente, sia quella moderna che quella antica.

Solo che quest’arte è frutto di una cultura molto distante dalla nostra, che a sua volta è il risutlato di un percorso storico millenario che pochi conoscono. Ne consegue che molti usufruttori dell’arte etnica l’affrontano con un approccio “naif”, che limita la possibilità di interpretazione e valorizzazione, tutto a discapito del mercato. Tra i compratori disposti a pagare le opere d’arte orientale per quello che realmente valgono, ancora troppo pochi sono gli Italiani.


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A milano la mostra: "Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)"

shunga Eccovi segnalato un interessante evento milanese dedicato all’arte giapponese. da Savethedate:

a Milano, presso il Palazzo Reale, la mostra “Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)”. Le opere in esposizione appartengono tutte al Museo delle Culture (volumi e stampe) e a collezionisti privati svizzeri, tedeschi e italiani (stampe). L’esposizione temporanea si compone di 150 stampe originali di formato variabile (ma in maggioranza 40 cm di base per 30 cm d’altezza ca.), incorniciate in quadri, tutti del medesimo formato, che presenta l’evoluzione delle shunga, dalle origini a Goyo (1880- 1921) l’ultimo grande artista del genere, e comprende tutti gli artisti più noti, come Harunobu, Koryusai, Kiyonaga, Utamaro e Hokusai.

Il percorso espositivo intende guidare il visitatore alla scoperta di un genere artistico inusuale, ma che esprime uno stretto legame con la vita e la cultura giapponese del suo tempo e, più in generale, con le filosofie e la visione del mondo delle civiltà dell’Oriente. L’esposizione temporanea si articola in quattro sezioni di carattere tematico e cronologico. Nella prima parte sono presentate le opere del periodo che va dalla prima metà del Seicento al 1760, ben raffigurato dalla cosiddetta «poetica del guanciale» che descrive una fresca curiosità narrativa e la presenza del principio onirico e archetipico dell’Azione, della fanciulla-cigno a lungo cercata, per la quale vale la pena intraprendere un percorso tortuoso.


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La datazione di porcellana e terracotta: la termoluminescenza

Termoluminescenza_1 Dietro alle bellissime porcellane cinesi ed alle statuine di terracotta (minggi) c’è un mondo di mercanti, collezionisti ed amatori in continuo fermento: compravendite, scambi, qualche volta mostre ed esposizioni hanno luogo in Asia, America ed Europa, ed in misura minore anche in Italia.
Nel nostro paese i veri collezionisti sono pochi, ma il numero di esemplari che nel tempo sono arrivati ad arricchire l’arredamento delle nostre case non è di certo trascurabile.

Spesso ricevo email o telefonate da persone che posseggono delle porcellane o dei manufatti di terracotta  orientali e, non conoscendone la provenienza o il valore, chiedono una valutazione per poterle eventualmente vendere. Ora, tutti conoscono l’abilità cinese della contraffazione e della riproduzione. Spesso questi oggetti sono chiaramente dei falsi che si possono acquistare per qualche dollaro nei mercatini delle grandi città asiatiche, e basta  qualche foto per poterle identificare. In alcuni casi invece un’ispezione visiva non è sufficiente perché o sono degli originali, oppure sono riproduzioni fatte molto, molto bene.

Per questo i collezionisti non si fidano delle perizie fatte ‘a naso’, nemmeno a firma del più esperto degli esperti. Ci vogliono delle analisi di laboratorio che identifichino l’età del manufatto. Per le terrecotte ed i prodotti ceramici in genere, l’analisi per antonomasia è la datazione con la tecnica della termoluminescenza.


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