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Altro — Gianmaria @ 05/09/2011 17:47

Ecco un’altra imperdibile iniziativa che, oltre a promuovere la cultura dell’Oriente, si pone un nobile obiettivo umanitario: a sei mesi dal devastante terremoto che ha colpito il Giappone, una scuola di karate e aikido di Casale Monferrato organizza una manifestazione con annessa raccolta fondi che verranno devoluti, attraverso il Consolato Generale del Giappone di Milano, alle popolazioni colpite. L’evento, che prende il nome di “Nippon Jou” (letteralmente: castello giapponese), è dedicata alla cultura tradizionale del Paese del Sol Levante.
La rassegna avrà luogo sabato 10 e domenica 11 settembre al Castello di Casale Monferrato e sarà ad ingresso gratuito. Il programma è fitto e interessante: prevede incontri dedicati alle arti tradizionali giapponesi, come la cerimonia del tè, la calligrafia e la danza, ma anche e soprattutto dimostrazioni e stage di arti marziali, quali il karate, lo iaido, il kendo e l’aikido, con la presenza di maestri italiani e giapponesi.
La manifestazione vedrà anche allestite alcune mostre collaterali, come l’esposizione di armi antiche dei samurai dell’antiquario milanese Luca piatti, un laboratorio di origami e una mostra fotografica intitolata “Il gesto creativo nelle arti tradizionali giapponesi” a cura del fotografo Flavio Gallozzi.
Per pranzo e cena, entrambi i giorni sarà attivo un servizio di ristorazione a base di specialità giapponesi.
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Come ho accennato nel mio precedente post il prossimo 23 giugno metteremo all’asta una novantina di arredi e oggetti antichi proventienti dall’estremo Oriente, tra i quali una suggestiva collezione di figurine Netsuke in avorio, alcune antichissime pietre Dzi ed una serie di copricapo himalayani incastonati con pietre dure. L’asta si svolgerà qui nei locali di Galleria Thais a partire dalle ore 20. Tutti i lotti all’asta saranno esposti in Galleria dall’11 al 22 luglio, con orario 10-12 e 15-19, anche la domenica.
Acquistare all’asta da noi è facile: basta consultare il catalogo pdf per individuare i lotti di proprio interesse, sui quali è possibile formulare un’offerta. I partecipanti all’asta possono presenziare direttamente in sala durante la gara, oppure formulare offerte su commissione scaricando l’apposito modulo. Prima dell’inizio della vendita all’incanto ai partecipanti in sala, previa registrazione, viene consegnata una paletta numerata da esibire al Direttore delle vendite in caso di aggiudicazione di un lotto.
I lotti in gara sono venduti al rilancio, partendo da un prezzo base d’asta riportato nel catalogo. La base d’asta è la cifra di partenza della gara, e normalmente corrisponde al 40/50% del valore commerciale stimato dell’oggetto. Alcuni oggetti possono essere messi in vendita ad offerta libera; in quei casi il partecipante dovrà segnalare l’ammontare della propria offerta al Direttore delle vendite. Il prezzo di rilancio è la cifra minima con cui progredisce la gara ad ogni offerta. Corrisponde generalmente al 10% del prezzo base d’asta e viene comunque deciso dal direttore delle vendite. Rilanci superiori al prezzo minimo sono comunque a discrezione del partecipante.
I partecipanti possono formulare offerte per un lotto in gara semplicemente alzando la mano. Ogni offerta corrisponde al prezzo raggiunto maggiorato del prezzo di rilancio. La cifra di aggiudicazione di un lotto è il prezzo massimo offerto durante la gara. Il titolare di tale offerta di aggiudica il lotto e dovrà aggiungere alla cifra di aggiudicazione il 20%, comprensivo di IVa, dove prevista, e di diritti d’asta. Come accennato, la gara è preceduta da un’esposizione di tutti i lotti in vendita, durante la quale il partecipante potrà prendere visione in modo dettagliato degli oggetti, constatarne la qualità, l’autenticità e verificarne le condizioni di conservazione. Durante l’esposizione sarà possibile formulare offerte su commissione, utili a chi non possa presenziare personalmente alla gara d’asta.
Il partecipante potrà formulare offerte su commissione anche compilando il modulo d’offerta e inviandolo via fax al numero 0444 189 809 entro 24 ore dall’inizio della gara. Nel modulo di offerta l’acquirente potrà specificare l’offerta massima per uno o più lotti. L’incanto verrà gestito dal banditore in sala tenendo in considerazione anche dette offerte. Il lotto sarà eventualmente aggiudicato al firmatario dell’offerta su commissione al minor prezzo in relazione alle offerte in sala.
Ora che sapete come funziona, non vi resta che guardarvi il catalogo. Buona asta a tutti!
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Recensioni — Gianmaria @ 06/04/2011 17:49
Marco Restelli è un orientalista specializzato in lingua e letteratura Hindi. Da venticinque anni gira per tutta l’Asia per realizzare reportage, e come giornalista collabora con numeriosi periodici italiani come Elle, Espresso e io Donna, scrivendo di Esteri, viaggi e cultura. Come docente ha organizzato vari semminari presso alcune facoltà dell’Università di Milano.
La sua seconda passione è il Web. Mi ha colpito il tema di studio a cui si dedica da anni: il rapporto tra la Rete a la spiritualità, ovvero il modo in cui le religioni e le sette si autoproclamano attraverso Internet. A questo tema ha dedicato un libro, scritto in collaborazione con la giornalista Cristiana Ceci e pubblicato nel 2001 da Alpha Test.
Ed è attraverso il Web che Marco racconta della sua Asia: nel 2008 ha creato il blog MilleOrienti, una vetrina sull’Asia antica e moderna, dove si parla di cultura, politica e società. Attraverso il blog egli racconta anche dei suoi numerosi viaggi, permettendo al lettore di andare ai clichè e ai luoghi comuni, ma ci parla anche di attualità e cinema, in particolare di “Bollywood”, il cinema popolare in ligua Hindi che sta riscuotendo un certo successo anche in Occidente.
MilleOrienti è un’interessante piattaforma culturale sull’Asia, dedicata ad un pubblico colto e curioso e, a quanto si evince dalle statistiche e dai fan su Facebook, numeroso. Degna di nota è anche “Asian Food Corner”, una rubrica culinaria dedicata alla gastronomia asiatica, con recensioni, storie e ricette. Con mia sorpresa noto che la rubrica è gestita dalla giornalista Cristiana Ceci, che ho conosciuto telefonicamente qualche tempo fa quando scrisse un pezzo sul settimanale “D di Repubblica” relativo alla Cena Tibetana a Domicilio.
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eventi — Gianmaria @ 19/03/2011 12:32
Vento di primavera. Questo è il nome che l’associazione Gohan ha voluto dare alla manifestazione dedicata al Giappone, in corso a Vicenza fino al prossimo 27 marzo, organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della città Berica. “Haru no kaze” in giapponese vuol dire ‘vento di primavera’, e simboleggia il vento che spazza via l’inverno per far posto alla nuova stagione. In primavera sbocciano i fiori di ciliegio, simbolo del Giappone e a cui è dedicata una festività particolare. Il vento di primavera è simbolo di vita e di rinnovamento. Un simbolo che i Giapponesi sentono ancora più forte in questi giorni terribili.
La manifestazione è stata inaugurata ieri dall’assessore al turismo Massimo Pecori, con la presenza del sindaco di Vicenza Achille Variati e del console giapponese a Milano Shigemi Jomori. Fino al 27 Marzo si susseguiranno numerosi eventi ed esposizioni dedicate alla storia e cultura del Giappone. A Palazzo del Monte di Pietà sarnno in mostra oggetti artistici tradizionali come le bambole giapponesi Ningyo, alcuni Kimono, opere di calligrafia, origami e oggetti rituali per la cerimonia del tè.
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Ormai è più di un anno che, per aiutare due miei amici monaci buddisti che vivono in Italia, ho messo in piedi un servizio di catering tibetano a cui ho dato il nome di Cena Tibetana a Domicilio. L’idea è piaciuta e ha goduto anche di una certa risonanza grazie alla stampa ed all’aiuto di alcuni amici. In molti chiamano incuriositi dalla novità, e i monaci girano un po’ in tutta Italia armati delle loro speciali pentole deliziando i fortunati commensali con squisite prelibatezze dal gusto himalayano. Io mi limito a rispondere alle telefonate ed alle e-mail, a spiegare come funziona e a rispondere alle cosiddette “frequently asked questions” del caso. Il resto lo fanno i monaci.
Una delle domande che sovente mi vengono rivolte riguarda la questione della carne. Sì perchè nel menù sono presenti alcuni piatti di carne e molti dei miei interlocutori (in particolar modo i membri delle comunità buddiste italiane) restano allibiti perchè sono convinti che “i veri monaci buddisti” siano vegetariani. Ebbene, non me ne vogliano i vegetariani, per cui nutro il massimo rispetto, ma purtroppo le cose stanno in modo diverso.
Il buddismo è una filosofia interessante, ma molto complessa e soprattutto “esotica”, cioè appartenente ad un contesto culturale diverso dal nostro. Come tutte le culture esotiche esercita un particolare fascino su noi Occidentali razionalisti e consumisti, ma buttandocisi a capofitto senza un approccio adeguato, si rischia di farsene un’idea troppo superficiale candendo nella banalità o, ancor peggio, nel fanatismo. E il fanatismo porta addirittura all’inappellabile negazione dell’evidenza e della ragione: per alcuni i monaci buddisti sono vegetariani e basta.
Capisco che ci si possa far trasportare dal carisma spirituale del buddismo, esaltandone gli aspetti più affascinanti, ma purtroppo spesso accade che la realtà sia molto meno romantica di come la dipingiamo. No, i monaci buddisti non sono necessariamente vegetariani. Ora, senza spingermi troppo in noiose questioni filosofiche, cercherò di fare un po’ di chiarezza in merito.
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