Ingresso gratuito al Museo d’arte orientale Obrietan per tutto il mese di febbraio

Copertina sorgente

Per il 2012 abbiamo messo in cantiere una campagna promozionale per il nostro Museo d’Arte Orientale Obrietan che, anche grazie ai contributi ricevuti dalla Regione Veneto, l’anno scorso ha visto incrementare e rinnovare le proprie collezioni.

Questa campagna prevede un ciclo di mostre, eventi e conferenze che avranno luogo al museo lungo tutto l’anno. il ciclo si apre con una mostra fotografica intitolata “I bambini di Phuktar”: una ventina di immagini che raccontano l’ultima spedizione umanitaria del progetto “Himalayan Aid”, svoltasi lo scorso anno. Scattate nel corso del viaggio, le fotografie aprono uno spaccato sulla vita quotidiana dei monasteri buddisti della valle dello Zanskar, sull’Himalaya indiano.

Il progetto umanitario Himalayan Aid organizza ogni anno spedizioni umanitarie in aiuto alle popolazioni bisognose delle valli trans-himalayane, con particolare attenzione ai bambini monaci ospiti nei numerosi monasteri buddisti della zona. Il progetto si avvale del sostegno e delle donazioni di numerose famiglie italiane che “adottano a distanza” un bambino monaco.

Le più belle immagini immortalate grazie alla macchina fotografica del capospedizione Gioacchino Obrietan vengono selezionate e raccolte in un libro fotografico ed esposte in mostra. Il ricavato dalla vendita del libro è devoluto in favore del progetto. Quest’anno il libro si intitola appunto “I bambini di Phuktar” e si potrà acquistare presso il bookshop del museo (prezzo € 30,00)

Per tutto il mese di febbraio il museo d’Arte Orientale Obrietan che ospita la mostra fotografica, sarà aperto a tutti ad ingresso libero. Un’occasione per ammirare le splendide foto e per immergersi nella cultura e nella spiritualità dell’antico oriente.

Cultura culinaria del Tibet: il Tè al burro di Yak

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Quando andai in Tibet per la prima volta nel 2001, per un singolare concatenarsi di eventi, dovetti interrompere bruscamente il mio soggiorno e fuggire in auto verso il confine con il Nepal a bordo di un furgoncino scassato lungo quella che molti chiamano “Friendship Highway”, ma che in realtà è una minuscola stradina che si inerpica tra i monti dell’Himalaya raggiungendo quote che superano i 5000 metri. Il viaggio era reso difficile dalle condizioni della strada e dai numerosi posti di controllo dell’esercito cinese, che costringevano ad attese lunghissime, talvolta anche di parecchie ore.

Fu in questo clima mentale di grande eccitazione che feci il mio primo incontro con il tè tibetano.

Complici il freddo e la stanchezza, accettai sempre di buon grado questa bevanda salata e brodosa che mi veniva spesso offerta dalla gente del posto, ma quando – rientrato a casa e a mente fredda – provai ad assaggiarne una tazza preparata dai miei amici monaci, mi resi conto di quanto singolare e disgustosa fosse.

Nonostante io sia un grande appassionato del Tibet e delle sue tradizioni, non posso esimermi dall’annoverare il tè tibetano tra le esperienze meno entusiasmanti vissute in quello splendido Paese. E a quanto pare non sono l’unico a pensarla così. Eppure in Tibet è bevanda nazionale e i nomadi sono in grado di berne anche 40 tazze al giorno!
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15 giugno: Cena tibetana con monaci-chef “Ai Navigli” di padova

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Mercoledì prossimo 15 giugno vi aspetto tutti a Padova al ristorante “Ai navigli, dove si terrà una cena tibetana preparata dai miei amici monaci del monastero buddista di Shartse Norling. Dopo la cena i monaci celebreranno la tradizionale cerimonia della “Dispersione del Mandala“. Parteciperò alla cena in qualità di “relatore” e farò da tramite ai monaci raccontando agli Ospiti ciascuno dei sei piatti tradizionali previsti. Durante la serata spiegherò anche la natura del progetto e delle sue finalità umanitarie. Dopocena saranno gli stessi monaci ad introdurre la cerimonia sacra del Mandala e a salutare gli ospiti. Questa sarà l’ultima tappa in veneto per cui vi consiglio di non perderla!

Dal comunicato stampa:

Il Tibet torna protagonista al ristorante padovano “Ai Navigli”, per la seconda puntata di un evento unico ed esclusivo in Italia. Da un’idea della titolare Elena Berardi e dello chef patron Massimo Biale è nata un’iniziativa che sta riscuotendo un crescente successo. Il prossimo 15 giugno, dalle 20, i monaci tibetani Lama Tenzin e Lama Lobsang dei monasteri buddisti Pelgyeling di Kathmandu e Shartse Norling, nello stato del Karnataka in India cucineranno per gli ospiti del ristorante di Riviera Tiso 11 a Padova. In programma un classico menù tibetano preannunciato dalla realizzazione in loco del “Mandala” di sabbie colorate, icona del Buddismo. Poi avrà inizio la cena con la “voce guida” del Dott. Gianmaria Obrietan, direttore del Museo di Arte Orientale Antica di Brendola, nel vicentino che avrà il compito di “accompagnare” gli Ospiti nella degustazione dei piatti preparati dai monaci, tra cui riso dolce, i vermicelli di patate e tanti altri.


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Asta di Arte Orientale il 23 giugno – il catalogo è online

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Come ho accennato nel mio precedente post il prossimo 23 giugno metteremo all’asta una novantina di arredi e oggetti antichi proventienti dall’estremo Oriente, tra i quali una suggestiva collezione di figurine Netsuke in avorio, alcune antichissime pietre Dzi ed una serie di copricapo himalayani incastonati con pietre dure. L’asta si svolgerà qui nei locali di Galleria Thais a partire dalle ore 20. Tutti i lotti all’asta saranno esposti in Galleria dall’11 al 22 luglio, con orario 10-12 e 15-19, anche la domenica.

Acquistare all’asta da noi è facile: basta consultare il catalogo pdf per individuare i lotti di proprio interesse, sui quali è possibile formulare un’offerta. I partecipanti all’asta possono presenziare direttamente in sala durante la gara, oppure formulare offerte su commissione scaricando l’apposito modulo. Prima dell’inizio della vendita all’incanto ai partecipanti in sala, previa registrazione, viene consegnata una paletta numerata da esibire al Direttore delle vendite in caso di aggiudicazione di un lotto.

I lotti in gara sono venduti al rilancio, partendo da un prezzo base d’asta riportato nel catalogo. La base d’asta è la cifra di partenza della gara, e normalmente corrisponde al 40/50% del valore commerciale stimato dell’oggetto. Alcuni oggetti possono essere messi in vendita ad offerta libera; in quei casi il partecipante dovrà segnalare l’ammontare della propria offerta al Direttore delle vendite. Il prezzo di rilancio è la cifra minima con cui progredisce la gara ad ogni offerta. Corrisponde generalmente al 10% del prezzo base d’asta e viene comunque deciso dal direttore delle vendite. Rilanci superiori al prezzo minimo sono comunque a discrezione del partecipante.

I partecipanti possono formulare offerte per un lotto in gara semplicemente alzando la mano. Ogni offerta corrisponde al prezzo raggiunto maggiorato del prezzo di rilancio. La cifra di aggiudicazione di un lotto è il prezzo massimo offerto durante la gara. Il titolare di tale offerta di aggiudica il lotto e dovrà aggiungere alla cifra di aggiudicazione il 20%, comprensivo di IVa, dove prevista, e di diritti d’asta. Come accennato, la gara è preceduta da un’esposizione di tutti i lotti in vendita, durante la quale il partecipante potrà prendere visione in modo dettagliato degli oggetti, constatarne la qualità, l’autenticità e verificarne le condizioni di conservazione. Durante l’esposizione sarà possibile formulare offerte su commissione, utili a chi non possa presenziare personalmente alla gara d’asta.

Il partecipante potrà formulare offerte su commissione anche compilando il modulo d’offerta e inviandolo via fax al numero 0444 189 809 entro 24 ore dall’inizio della gara. Nel modulo di offerta l’acquirente potrà specificare l’offerta massima per uno o più lotti. L’incanto verrà gestito dal banditore in sala tenendo in considerazione anche dette offerte. Il lotto sarà eventualmente aggiudicato al firmatario dell’offerta su commissione al minor prezzo in relazione alle offerte in sala.

Ora che sapete come funziona, non vi resta che guardarvi il catalogo. Buona asta a tutti!

Mostra "Simboli e Misteri dell’arte Himalayana" a Milano

Dopo il successo della prima edizione della mostra “Il Drago, la Tigre e la Morte” svoltasi a Villa Trissino di Cornedo Vicentino, la rassegna culturale “Simboli e Misteri dell’Arte Himalayana” si sposta a Milano, dove si terrà la seconda edizione dell’esposizione di arte antica tibetana. La mostra sarà ospitata presso il Centro Tian Qi di Milano, dal 4 marzo al 29 maggio 2011. Nei suggestivi locali del Centro sarà allestito un percorso espositivo con circa 40 tra i più preziosi esemplari delle collezioni di Galleria Thais, tra cui spiccano alcuni antichi bauli tibetani dipinti.

La mostra costituisce il quinto appuntamento di una rassegna espositiva a cura del Museo d’Arte orientale Obrietan, dedicata all’arte antica himalayana e ideata con l’intento di aprire uno spaccato sulla storia dell’arte antica e sulla cultura del Tibet. Tra gli esemplari che andranno a costituire la mostra anche una splendida collezione di antiche porte monastiche (le porte di ingresso dei monasteri buddisti) ed alcuni oggetti rituali utilizzati dai monaci per le celebrazioni religiose. Tutti gli oggetti sono collegati tra loro da un unico comune denominatore: le decorazioni richiamano i tre simboli tantrici che danno il nome alla mostra: il drago, la tigre e la morte.


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