Recensione: "Cina, viaggio nell’impero del futuro" di Rob Gifford

cina_viaggio Ho appena finito di leggere un bellissimo libro sulla Cina contemporanea scritto da un brillante giornalista britannico. Rob Gifford, che dal 1987 trascorre la maggior parte del suo tempo nella Terra di Mezzo lavorando come reporter e studioso, ha realizzato un’opera acuta e illuminante che analizza nel profondo i mille aspetti della trasformazione della Cina e dei Cinesi negli ultimi trent’anni.

L’autore descrive un viaggio lungo la Route 312 che collega Shanghai al confine con il Kazakistan, costruita sulle tracce dell’antica Via della Seta, durante il quale egli incontra svariati e singolari personaggi che svelano attraverso la loro voce il ricco mosaico della vita moderna cinese e gli sconvolginemti che la modernità produce nei loro comportamenti e nel loro modo di vedere le cose.

Chiacchierando con camionisti, venditori ambulanti, prostitute e monaci tibetani o semplici viaggiatori incontrati nelle piazzole di sosta della lunghissima autostrada, Gifford ripercorre la storia della Cina e ci racconta di come la rivoluzione di Mao abbia profondamente influenzato la mentalità dei Cinesi moderni, del perché quella grande nazione sia vista da alcuni come un modello e da altri come un pericolo. Partendo dagli aneddoti narrati dalla gente comune, l’autore ci regala un’interessante analisi di molti dei fenomeni politici, economici e sociali che caratterizzano la strabiliante evoluzione della Cina.

Il libro, che si intitola “Cina, viaggio nell’impero del futuro” di Rob Gifford edito da Neri Pozza ISBN 978-88-545-0249-9, è istruttivo, avvincente e toccante allo stesso tempo; l’autore ha un’acuta capacità di osservazione e una brillante ironia. Direi che questo potrebbe essere un ottimo testo da leggere per chi si accinge a visitare la Cina per la prima volta.


Leggi tutto …

Libri: Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre

attraversando_india L’India è sempre stata una delle mie mete preferite. Ci sono stato spesso, sia per lavoro che per diletto. Una delle caratteristiche più entusiasmanti di quel paese è la sua incommensurabile complessità. Ho appena finito di leggere un bel libro sul magico subcontinente indiano. Si chiama “Attraversando l’India – diario di un viaggio nella Grande Madre”, di Elio Bailo, Ed. Giovanni Tranchida. L’opera è un po’ datata, visto che è stata pubblicata per la prima volta nel 1997, ma io ho apprezzato molto il modo con cui l’autore ha affrontato argomenti che potrebbero talvolta annoiare i lettori: la storia e la filosofia indiane.

Bailo si immerge in argomenti molto complessi e profondi raccontandoli attraverso i suoi occhi di viaggiatore e affascinando il lettore con aneddoti legati alle sue esperienze sul luogo. Pagina dopo pagina si affrontano il panorama storico indiano, i miti e le religioni, il pensiero filosofico e la società indiana, antica e moderna. Il registro linguistico utilizzato è adatto a quasi tutti e la sottile ironia con cui Bailo racconta gli Indiani e le loro “stranezze” rende le oltre 300 pagine del libro piacevoli e veloci da leggere. Queste caratteristiche trasformano il libro in un ottimo strumento per chi desidera un’infarinatura sui più importanti tra i mille aspetti del Subcontinente indiano e del suo popolo.


Leggi tutto …

I Cinesi non muoiono mai e Miss Little China – l’Italia dei Cinesi

Miss_Little_China_copertina2143_img Qualche tempo fa, durante una delle poche (per me) ma caldissime notti di agosto passate quasi insonne davanti alla tv, mi sono imbattuto in un video trasmesso sul canale dell’ex vicepresidente degli Stati Uniti, dal curioso titolo: “Miss Little China”.
I registi Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco raccontano in un documentario di un’ora circa l’Italia vista con gli occhi dei migranti cinesi. Il tema centrale del film è un concorso di bellezza organizzato al casinò di Venezia in cui le miss sono tutte con gli occhi a mandorla. Cinque aspiranti reginette della China Town di Mestre si raccontano e raccontano la loro Italia ed i rapporti con gli Italiani. Attorno a questo tema, le storie di altri Cinesi, giovani o meno giovani che, qui nel Bel Paese hanno trovato la loro America.

L’altro giorno ho scoperto che il documentario viene venduto assieme ad un libro, scritto da Raffaele Oriani  e  Riccardo Staglianò. Ora, siccome il film mi era piaciuto ed aveva suscitato la mia curiosità, sono corso in libreria a comperare il libro, che ho scoperto essere il seguito di un’altra pubblicazione dell’anno scorso: I Cinesi non muoiono mai“, degli stessi due autori. E’ andata a finire che li ho presi tutti e due.


Leggi tutto …

Libro: La pratica della Cina – Cultura e modi di negoziare

la_pratica_cina Che lo vogliamo o no, la Cina sta diventando cosa di tutti i giorni. Si sta lentamente insinuando nel mondo occidentale, nella nostra cultura, nel nostro modo d’essere. Se ne parla quando si affrontano discorsi di politica, di economia, di cibo, di moda e di arte. Se ne parla qualche volta bene, molte altre male, ma se ne parla, e sono molti gli Italiani che lavorano, direttamente o indirettamente, con la Cina. E io sono uno di quelli.

In questi giorni sto finendo di leggere un libro di due sinologi francesi che parla appunto di Cina, scritto con l’intento di aiutare quegli Occidentali che hanno a che vedere con il Paese del riso mangiato con le bacchette e si trovano spaesati a causa delle enormi e invalicabili differenze culturali.
L’autore  racconta, attraverso esperienze vissute personalmente, come muoversi nel mondo del business e del lavoro con i Cinesi, illustra alcuni dogmi della millenaria cultura cinese validi ancora oggi.
Il libro si intitola “La pratica della Cina – Cultura e modi del negoziare”, è scritto da André Chieng e François Jullien, edito da ObarraO edizioni, e a mio avviso è un ottimo strumento per avvicinarsi alla modernità cinese, utile in particolare a chi si troverà a lavorare a stretto contatto con i nosti amici d’estremo Oriente.

Qui trovate una scheda di presentazione

I libri tibetani

scrittura-tibetana Recentemente abbiamo acquisito un raro esemplare di libro antico tibetano, nella sua classica configurazione a pagine non rilegate, completo della sua ‘copertina’ originale. L’esemplare risale probabilmente alla prima metà del Sec XVIII ed è in discrete condizioni di conservazione.

Oggetti come questo sono molto ambiti dagli appassionati e dai collezionisti, ma possono disorientare i neofiti, in quanto esulano dal concetto occidentale di “libro” sia per come vengono scritti e confezionati, sia per come vengono conservati e letti. I testi tibetani erano perlopiù realizzati per tramandare la tradizione filosofica e spirituale del Buddhismo, ed esistono da quando in Tibet fu elaborata la scrittura. Questi “libri” erano costituiti da una pila di fogli ricavati dalla corteccia fibrosa di un arbusto particolare (Daphnae Cannabina). Ogni foglio veniva scritto su entrambi i lati, tutte le pagine erano poi impilate l’una sull’altra senza alcuna rilegatura. La pila veniva poi avvolta in un drappo di seta o di cotone e posta tra due pesanti blocchi di legno finemente intagliato, come copertine. A loro volta, le copertine erano tenute insieme legandole con un pezzo di stoffa pregiata.


Leggi tutto …