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Recensioni — Gianmaria @ 20/01/2009 11:23
Quando uno visita un posto per la prima volta è un po’ come una tela bianca su cui l’artista si appresta a dipingere. Le prime sensazioni, le prime impressioni si fissano nella mente e poi accompagnano il viaggiatore nel rievocare il luogo visitato. Per quante volte il viaggiatore torni sul posto, per quanto questo posto possa poi cambiare nel tempo, queste prime pennellate tracciate nei ricordi restano vive e nette nella sua mente.
Questo è un po’ quello che succede a me con l’India. Nonostante siano passati ormai più di dieci anni dal mio primo viaggio, e in India ci vado almeno una volta l’anno, quella sensazione indefinibile fatta di colori, rumori, odori ed emozioni, si rifà viva ogni volta che rievoco il Paese, anche solo con il pensiero, tanto che, ripensandoci, mi accorgo che la mia idea di India, per quanto io vi abbia reascorso un bel po’ di tempo e per quante cose diverse via abbia visto, è sempre associata a quella ‘primordiale sensazione’.
Recentemente ho letto un libro che mi ha colpito perché l’autrice, nel descrivere scene paesaggi e situazioni, ha costruito un’immagine dell’India che è quanto di più vicino alla mia ‘sensazione primordiale’ di quel Paese che io abbia mai sperimentato.
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Eccoci al terzo appuntamento con la serie “Pezzi di libro” dedicata al volume fotografico “Adozioni ad alta quota”. Dopo la prima e la seconda puntata, la storia continua con un altro stralcio del racconto di viaggio ed altre immagini.
Il fiume si fa sentire incessantemente sotto la coltre di ghiaccio. A volte lo si nota spostarsi lentamente là
dove non è coperto dal suo freddo sudario, e l’acqua nera trasporta sottili placche gelate, come piccole zattere galleggianti. Dove la furia delle rapide impedisce alla superficie gelida di solidificarsi lo si scorge turbinoso, con il suo ruggito penetrante.
Lo si avverte anche nel silenzio tombale in quei punti dove il letto è completamente ghiacciato, e lo si immagina scivolare invisibile sotto ai propri piedi o lo si intravede scorrere dove la lastra è trasparente e sottile. In questa gola silenziosa e gelida, pur se intrappolato sotto il manto nevoso, il fiume è fonte di vita, una protesta contro la rigidità invernale di questo luogo disabitato.
In alcuni punti l’acqua è profonda soltanto alcune decine di centimetri e, dove il ghiaccio è più fragile, si può rompere facilmente con i piedi e le racchette: possiamo così improvvisare un guado, con l’appoggio dei ciottoli del greto. Utilizzando le funi e le imbracature di sicurezza possiamo raggiungere l’altra sponda.
Qualche altra volta, invece, il fiume non ci è amico e ci impedisce di passare. Dove le rocce costringono le acque all’interno della gola, il fiume raggiunge i sette metri di profondità e la corrente è più furiosa che mai: siamo così costretti a lunghe deviazioni tra le pareti rocciose per aggirarne i tratti impraticabili.
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Arriva il secondo appuntamento con la serie “Pezzi di libro” dedicata al volume fotografico “Adozioni ad alta quota”. Dopo il primo appuntamento, qui uno stralcio del primo capitolo ed altre immagini.
“Non ci sono strade, né sentieri, né valichi. Le montagne sono coperte da una spessa coltre di neve. L’unica via di comunicazione tra la remota valle dello Zanzkhar, incuneata nella catena dell’Himalaya e il resto del mondo, è una stretta gola dove scorre l’omonimo fiume dal letto spesso ghiacciato.
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Altro,
News — Gianmaria @ 05/12/2008 18:55
Qualche tempo fa avevo consigliato un libro che racconta, attraverso un’analisi poitica e sociale “dall’interno”, la storia del Nepal. Il saggio, però, è stato scritto nel 2005 ed è ormai obsoleto, se consideriamo gli avvenimenti occorsi tra il 2006 ed oggi: i Nepalesi hanno abbandonato definitvamente la monarchia e hanno costituito una nuova repubblica federale democratica.
Le terribili vicende che hanno sconvolto il paese negli ultimi anni sono passate in sordina, se non fosse per l’eclatante uccisione del re Birendra e della sua famiglia nel 2001. Del resto il Nepal è conosciuto in Occidente quasi solo come meta turistica (e il turismo locale ha subito una flessione del70% negli ultimi anni) e poco si sa della guerra civile e della lenta rivoluzione che hanno portato il paese a stravolgere il suo assetto politico in pochi anni.
L’orientalista Enrica Garzilli ha pubblicato e messo a disposizione un documento che esamina in modo chiaro e sintetico l’attuale situazione politica del Nepal alla luce delle ultime, recenti evoluzioni. Il documento è stato scritto come “policy brief”, ovvero una guida alle scelte di policy nell’ambito di una ricerca dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) , ma costituisce per chiunque un interessante spaccato sulla situazione politica, economica e sociale del Nepal di oggi.
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eventi,
News — Gianmaria @ 02/12/2008 17:46
Finalmente è pronto il libro fotografico “Angeli Rossi”, che documenta la spedizione Himalayan Aid 2008, svoltasi nella valle dell’alto Dolpo, sull’Himalaya nepalese. Il libro verrà presentato il prossimo 11 dicembre presso la Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino, alla presenza del Sindaco di Vicenza e di altre autorità. Ecco il comunicato stampa:
Il viaggiatore vicentino Gioacchino “Kino” Obrietan dal 2001, almeno una volta l’anno, raggiunge i più isolati e inaccessibili monasteri delle montagne himalayane per portare di persona viveri e generi di prima necessità. L’azione di Kino e di quanti condividono con lui l’obiettivo di aiutare concretamente i popoli di queste terre, si focalizza, in particolare, nel portare il necessario al sostentamento dei piccoli monaci che vivono in questi templi, attraverso le “adozioni a distanza”. La vita al monastero è, infatti, per molti di loro l’unica vera opportunità per avere un’esistenza migliore. Obrietan e il figlio Gianmaria, assieme ad altri volontari, nel 2006 e nel 2007, hanno consegnato 145 adozioni, affrontando a piedi 170 km lungo il fiume ghiacciato Zanzkhar e, l’anno successivo, ben 2.200 km in moto, per raggiungere i monasteri del Ladakh. Queste esperienze sono state raccontate in due straordinari libri fotografici, “Adozioni ad alta quota” e “Ladakh”, il cui ricavato delle vendite è unicamente destinato ad incrementare le adozioni a distanza dei piccoli monaci buddisti. La scorsa estate Kino e i suoi collaboratori hanno affrontato una nuova missione umanitaria, raggiungendo i monasteri della valle del Mustang, ai confini tra Nepal e Tibet, ad un’altitudine media di 4.000 metri. Con questa spedizione hanno portato generi di prima necessità, aiuto medico e, soprattutto, hanno adottato a distanza altri 37 piccoli monaci. Le straordinarie foto e le emozioni di quest’ultimo viaggio sono state racchiuse in una nuova pubblicazione dal titolo “Angeli rossi”. Il volume, grazie alle immagini scattate da Obr ietan nel corso della spedizione, racconta un viaggio e un’avventura, ma trasmette anche le emozioni di chi è andato laggiù per aiutare e di chi ha vissuto l’arrivo dei volontari come una benedizione divina.
Il volume sarà presentato il prossimo 11 dicembre alle 18 presso la Sala degli Stucchi di Palazzo Trissino a Vicenza. Sarà presente Gioacchino Obrietan assieme al Sindaco di Vicenza Achille Variati, che presiederà alla presentazione.
Al termine della relazione introduttiva sarà proiettato un breve filmato relativo alla spedizione umanitaria Himalayan Aid 2008.