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eventi — Gianmaria @ 23/06/2010 10:53
Continua la rassegna di esposizioni dedicate ai simboli dell’arte orientale. Dopo la mostra “Lo sguardo della Tigre”, conclusasi la scorsa settimana, si terrà a Verona un’esposizione intitolata “Il Drago”, a cura del Museo d’Arte Orientale Obrietan.
Presso la galleria d’arte “Archetipo”, situata nel cuore della città, sotto la splendida cornice delle Arche Scaligere, sarà inaugurata una mostra dedicata alla figura simbolica del drago: attraverso un percorso espositivo composto da antichi oggetti d’arte e da arredi provenienti da Cina e Tibet, il cui tema decorativo sono le forme sinuose ed i vivaci colori con cui viene rappresentato uno dei protagonisti indiscussi di fiabe e leggende di tutto il mondo.
La mostra verrà inaugurata sabato 26 giugno alle ore 18.30 presso la Galleria “Archetipo”, in via Santa Maria in Chiavica a Verona. Le collezioni, di proprietà di Galleria Thais, resteranno esposte fino alla fine di luglio. L’esposizione è ad ingresso libero, ed è aperta dal martedì al sabato con orari 11-13 e 16-20.
Per informazioni: 045 800 6564 oppure 335 706 5080
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eventi — Gianmaria @ 06/05/2010 9:03
Il Museo d’Arte orientale Obrietan di Brendola (VI)presenta un’esposizione dedicata alla tigre come simbolo mistico – antichi arredi e oggetti di culto provenienti dal Tibet e dal Nepal. Dal 16 maggio al 16 giugno 2010.
La tigre, con il suo ruggito possente ed il suo sguardo magnetico, ha da sempre affascinato l’immaginario collettivo. In Oriente il suo elegante vello a bande gialle e nere è considerato simbolo di forza, e in antichità era sovente usato come ornamento da reggenti e sovrani, o indossato dai guerrieri in battaglia. Oggi è quasi scomparsa, ma un tempo la tigre prosperava sugli altopiani del Tibet ed era temuta e rispettata dalla popolazione, che la riteneva un animale magico e dai grandi poteri curativi. Oltre ad essere elevata a simbolo di forza interiore e saggezza, essa è uno dei dodici segni del calendario tibetano.
Secondo il calendario tibetano, il 14 febbraio 2010 è iniziato l’anno della Tigre. Per l’occasione Il Museo d’Arte orientale Obrietan e Galleria Thais presentano un’esposizione di quaranta antichi esemplari di arredi e oggetti d’arte tibetana: bauli, casse monastiche, porte, pannelli ed oggetti rituali; tutti accomunati dalla presenza della tigre come simbolo religioso.
Con la mostra "Lo sguardo della Tigre – simboli e misteri dell’Arte himalayana" il Museo d’Arte orientale Obrietan intende aprire al visitatore uno spaccato sulla vita quotidiana dell’antica civiltà tibetana prendendo in esame in particolare lo stretto rapporto tra la spiritualità e la vita di tutti i giorni. Questo rapporto secolare ben si estrinseca sugli oggetti che i Tibetani usano nella loro quotidianità: mobili, elementi di arredo e utensili cerimoniali esprimono egregiamente la stretta relazione che lega la vita di quel popolo alla venerazione del Buddha. Relazione che si evidenzia in ogni gesto quotidiano, anche il più banale.
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Viaggi — Gianmaria @ 23/04/2010 11:11
Una decina di anni fa, nel corso di uno dei miei più bei viaggi in Oriente, misi piede per la prima volta in Bhutan. Questo piccolo staterello himalayano incastrato tra India e Cina è considerato dai viaggiatori occidentali come una “Svizzera d’Oriente”. Splendide montange verdi, ricoperte di fitta vegetazione, fanno da cornice a strette valli dove, in un’atmosfera quasi fiabesca, trovano posto minuscoli ma coloratissimi villaggi e splendidi monasteri buddisti. Ricordo lo stupore provato quando, atterrato sull’unico aeroporto del Paese a bordo di uno degli unici (allora) due velivoli BAe146 dell’unica Compagnia Aerea, vidi camminare sul piazzale un manipolo di tecnici di volo… in gonna. Infatti l’abbigliamento tradizionale, che i Bhutanesi indossano tutti i giorni, prevede per gli uomini una casacca stretta in vita che arriva fino alle ginocchia lasciando scoperti i polpacci e, per le donne, una stretta gonna a tubo che scende fino alle caviglie.
La popolazione (poco più di 650.000 abitanti) parla lo dzongkha, una specie di dialetto tibetano. La religione di stato è il buddismo, e tutto il Paese ne è permeato, tanto che il visitatore occidentale rimane affascinato dall’atmosfera spirituale che si respira in quei luoghi. Moltissimi sono i monasteri che si incontrano percorrendo le poche strade asfaltate che collegano la capitale Thimphu con gli altri centri abitati. Una discreta parte della popolazione buddhista è costituita da monaci, e molti sono anche i monasteri femminili: sembra quasi che in Bhutan fare il monaco sia considerato una professione tra le più ambite.
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News — Gianmaria @ 07/11/2009 11:28
Giorni frenetici in ufficio, questi. Il Natale si avvicina, l’anno sta finendo e i lavori si accumulano sulla scrivania. E come se non bastasse, lunedì cominceremo a lavorare ad un nuovo libro fotografico. Sì, dopo la pubblicazione Adozioni ad Alta Quota del 2006, Ladakh del 2007 e Angeli Rossi del 2008, si parte con la lavorazione del libro che racconterà l’ultima spedizione umanitaria fatta lo scorso luglio in Nepal, in aiuto ai bambini monaci buddisti.
Non abbiamo ancora deciso titolo, lunghezza, formato e testi, ma il progetto editoriale è chiaro. Lunedì cominceremo con la selezione delle immagini e mercoledì con la stesura dei testi. Non ho idea di quando sarà pronto il tutto, ma con un po’ di fortuna ce la faremo per Natale.
Il volume racconterà, attraverso le immagini di Kino Obrietan e i testi miei e di Gianni Salin, la spedizione umanitaria “Himalayan Aid 2009″, ovvero un viaggio tra le montagne himalayane dell’Alto Dolpo, in Nepal, per portare aiuti umanitari ai bambini monaci buddisti. La missione, composta da quattro volontari italiani (tra i quali mio padre ed io), un medico croato, un interprete e diciotto portatori nepalesi, quattordici muli e sei cavalli, ha viaggiato per duecento chilomentri spostandosi lungo i sentieri che corrono lungo le valli del fiume Dolpo, ad una quota compresa tra i 3000 e i 5400 metri. Lungo la via abbiamo incontrato sette monasteri e due scuole, dove abbiamo portato assistenza medica, generi di prima necessità e donazioni sottoforma di adozioni a distanza. La spedizione, la settima dal 2001, ha consegnato ben 105 adozioni a distanza e distribuito più di 500Kg di generi di prima necessità, acquistati a Kathmandu e trasportati fino a destinazione a dorso di mulo.
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News — Gianmaria @ 05/12/2008 18:55
Qualche tempo fa avevo consigliato un libro che racconta, attraverso un’analisi poitica e sociale “dall’interno”, la storia del Nepal. Il saggio, però, è stato scritto nel 2005 ed è ormai obsoleto, se consideriamo gli avvenimenti occorsi tra il 2006 ed oggi: i Nepalesi hanno abbandonato definitvamente la monarchia e hanno costituito una nuova repubblica federale democratica.
Le terribili vicende che hanno sconvolto il paese negli ultimi anni sono passate in sordina, se non fosse per l’eclatante uccisione del re Birendra e della sua famiglia nel 2001. Del resto il Nepal è conosciuto in Occidente quasi solo come meta turistica (e il turismo locale ha subito una flessione del70% negli ultimi anni) e poco si sa della guerra civile e della lenta rivoluzione che hanno portato il paese a stravolgere il suo assetto politico in pochi anni.
L’orientalista Enrica Garzilli ha pubblicato e messo a disposizione un documento che esamina in modo chiaro e sintetico l’attuale situazione politica del Nepal alla luce delle ultime, recenti evoluzioni. Il documento è stato scritto come “policy brief”, ovvero una guida alle scelte di policy nell’ambito di una ricerca dell’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) , ma costituisce per chiunque un interessante spaccato sulla situazione politica, economica e sociale del Nepal di oggi.