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eventi — Gianmaria @ 10/06/2011 14:59

Mercoledì prossimo 15 giugno vi aspetto tutti a Padova al ristorante “Ai navigli“, dove si terrà una cena tibetana preparata dai miei amici monaci del monastero buddista di Shartse Norling. Dopo la cena i monaci celebreranno la tradizionale cerimonia della “Dispersione del Mandala“. Parteciperò alla cena in qualità di “relatore” e farò da tramite ai monaci raccontando agli Ospiti ciascuno dei sei piatti tradizionali previsti. Durante la serata spiegherò anche la natura del progetto e delle sue finalità umanitarie. Dopocena saranno gli stessi monaci ad introdurre la cerimonia sacra del Mandala e a salutare gli ospiti. Questa sarà l’ultima tappa in veneto per cui vi consiglio di non perderla!
Dal comunicato stampa:
Il Tibet torna protagonista al ristorante padovano “Ai Navigli”, per la seconda puntata di un evento unico ed esclusivo in Italia. Da un’idea della titolare Elena Berardi e dello chef patron Massimo Biale è nata un’iniziativa che sta riscuotendo un crescente successo. Il prossimo 15 giugno, dalle 20, i monaci tibetani Lama Tenzin e Lama Lobsang dei monasteri buddisti Pelgyeling di Kathmandu e Shartse Norling, nello stato del Karnataka in India cucineranno per gli ospiti del ristorante di Riviera Tiso 11 a Padova. In programma un classico menù tibetano preannunciato dalla realizzazione in loco del “Mandala” di sabbie colorate, icona del Buddismo. Poi avrà inizio la cena con la “voce guida” del Dott. Gianmaria Obrietan, direttore del Museo di Arte Orientale Antica di Brendola, nel vicentino che avrà il compito di “accompagnare” gli Ospiti nella degustazione dei piatti preparati dai monaci, tra cui riso dolce, i vermicelli di patate e tanti altri.
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Dopo il successo della prima edizione della mostra “Il Drago, la Tigre e la Morte” svoltasi a Villa Trissino di Cornedo Vicentino, la rassegna culturale “Simboli e Misteri dell’Arte Himalayana” si sposta a Milano, dove si terrà la seconda edizione dell’esposizione di arte antica tibetana. La mostra sarà ospitata presso il Centro Tian Qi di Milano, dal 4 marzo al 29 maggio 2011. Nei suggestivi locali del Centro sarà allestito un percorso espositivo con circa 40 tra i più preziosi esemplari delle collezioni di Galleria Thais, tra cui spiccano alcuni antichi bauli tibetani dipinti.
La mostra costituisce il quinto appuntamento di una rassegna espositiva a cura del Museo d’Arte orientale Obrietan, dedicata all’arte antica himalayana e ideata con l’intento di aprire uno spaccato sulla storia dell’arte antica e sulla cultura del Tibet. Tra gli esemplari che andranno a costituire la mostra anche una splendida collezione di antiche porte monastiche (le porte di ingresso dei monasteri buddisti) ed alcuni oggetti rituali utilizzati dai monaci per le celebrazioni religiose. Tutti gli oggetti sono collegati tra loro da un unico comune denominatore: le decorazioni richiamano i tre simboli tantrici che danno il nome alla mostra: il drago, la tigre e la morte.
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Qualche tempo fa scrissi qualcosa sulla dieta dei monaci tibetani, affermando che talvolta mangiano anche carne, soprattutto in occasione di feste e celebrazioni. Infatti chi è stato in Tibet o in tutta l’area trans-himalayana non ha potuto non assaggiare i “Momos“ un tipico piatto a base di ravioli cotti a vapore e poi saltati nel burro o alla piastra. Una vera prelibatezza locale che io ho avuto occasione di gustare molte volte all’interno dei monasteri buddisti della zona e che ormai ho imparato anche a cucinare grazie ai miei amici monaci chef che abitano a Milano.
La pietanza oggi è pubblicizzata come “piatto nazionale tibetano” e in effetti è una delicatezza tradizionale, anche se non appannaggio esclusivo del Tibet. I Momos si possono gustare anche in Nepal, Buthan, Sikkim e Ladakh o in tutte quelle regioni oggetto della diaspora tibetana come l’Himachal Pradesh, il Karnataka o il West Bengala. Non solo: in Nepal il piatto è diventato uno dei più apprezzati “fast food” tanto che i Nepalesi lo hanno esportato in tutta l’India del Nord e in molte città del Medio Oriente dove migrano stagionalmente come lavoranti.
Resta il fatto che il piatto, pur avendo origini tibetane, affonda le sue radici in culture antichissime. Alcune varianti si possono gustare in Cina (Jaozi), in Mongolia (Buuz), in Asia Centrale (Manti) ed addirittura nella Russia orientale (Pelmeni). La cucina tibetana infatti è generosamente influenzata dalle culture vicine, in particolare India, Pakistan, Cina e Nepal, ma è meno speziata, più leggera e meno varia. La dieta è tipicamente montana, simile in qualche modo a quella delle nostre valli alpine alla fine dell’Ottocento. Nonostante la povertà di ingredienti dettata dal clima secco e freddo e dall’alta quota, i Tibetani si sono ingegnati producendo una discreta varietà di piatti saporiti e nutrienti come la zuppa Thukpa, il pane Tagi, preparazioni saporite a base di riso e appunto i Momos.
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News — Gianmaria @ 14/12/2010 11:22
Come ormai è tradizione, anche quest’anno Galleria Thais invita tutti i suoi clienti e amici ad una bicchierata per scambiarsi gli auguri di Buon Natale. Vi aspettiamo tutti venerdì 17 dicembre a partire dalle ore 17 qui in Galleria, per brindare assieme con un bicchiere di buon prosecco veneto ed una fetta di panettone.
Nel corso dell’evento sarà inoltre possibile visitare i circa 170 nuovi esemplari di arredi ed oggetti antichi tibetani da poco arrivati in Galleria con un container partito dal Nepal. Inoltre, a tutti gli ospiti verrà fatto omaggio di una statuina in terracotta realizzata a mano raffigurante un Guerriero di Xi’an, completo di confezione e del libro “Cina 220 A.C.” che ne racconta la storia.
Nella speranza di poterveli fare di persona venerdì, anticipo a tutti voi i miei auguri per un sereno Natale!
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eventi — Gianmaria @ 24/11/2010 13:27
Chi ci conosce sa che il nostro Museo è aperto a svariate iniziative, anche conviviali, e che quando c’è la possibilità di unire la cultura orientale alla buona tavola, non ci tiriamo mai indietro. La scorsa estate, parlando del più e del meno con un vecchio amico, è nata l’idea di ospitare qui al Museo una “Cena con Delitto”: una serata in cui gli ospiti, tra una portata e l’altra, diventano protagonisti di una specie di “gioco di ruolo” il cui obiettivo è trasformarsi in investigatori e risolvere un caso con deitto.
La serata, che si terrà il prossimo 10 dicembre, è organizzata dai ragazzi della The Day Communication, un’agenzia specializzata nella realizzazione di eventi ad alto impatto emotivo, tra i quali cacce al tesoro, Urban games, eventi incentive per le aziende o le Pubbliche Amministrazioni o, come nel nostro caso, cene con delitto.
Gli ospiti che parteciperanno alla cena con delitto intitolata “Tensione ad Alta Quota” saranno suddivisi in suqadre composte da un minimo di quattro e un massimo di otto persone e nel corso della cena alcuni attori introdurranno il “caso” che poi le squadre dovranno risolvere sfruttando gli indizi che si faranno scoprire tra una portata e l’altra.
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