“la Memoria e l’Oblio” – mostra personale dell’artista Antonella Iurilli Duhamel dal 3 al 30 dicembre 2011

Memoria Oblio

Dal 3 al 30 dicembre prossimi il Museo d’Arte orientale Obrietan ospiterà una personale di pittura dell’artista Antonella Iurilli Duhamel, una pittrice e scultrice italiana la cui opera è focalizzata sull’identificazione del ruolo femminile e maschile, nonchè sul rapporto dell’uomo moderno con le emozioni, la vita e la natura. La personale si intitola ” La Memoria e l’Oblio” e sarà allestita per il mese di dicembre all’interno delle gallerie espositive del museo.

L’artista scrive:La memoria come la vita è un cerchio il cui centro è ovunque; ad un movimento in avanti corrisponde un puntuale movimento di ritorno. La memoria come la vita è forte e fragile al contempo, essa ha bisogno di tutela e di nutrimento.

In occasione della mostra “La Memoria e l’Oblio” presenterò delle grandi tele dove il luogo e il tempo della memoria sono affidati a figure femminili che indicano come ricerca, reminiscenza, amore, libertà, conoscenza e oblio sono tutte funzioni ugualmente importanti, insieme concorrono a mantenere intatto il tessuto della vita sul quale le singole esperienza di memoria concorrono a creare il grande serbatoio della memoria collettiva.Come accorte vestali queste figure custodiscono gelosamente il segreto degli intimi nessi della natura e delle sue inevitabili leggi: guardiane dell’armonia e della verità, come fasi di luna, testimoniano la necessità di dimenticare per far spazio al ricordo e di perdonare per tornare a vivere.”

Antonella Iurilli Duhamel è nata a Belvedere Marittimo, piccolo paese di mare dell’alto cosentino, arroccato sulla Costa dei Cedri. La sua formazione è stata influenzata dalle molteplici esperienze esistenziali, dai lunghi soggiorni in luoghi molto differenziati e dalle stesse radici familiari: in Puglia per il ramo paterno, il Lombardia, Liguria e Francia per quello materno.
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Mostra sulla grafica giapponese a Torino

giap1 Dopo aver affrontato una serie interminabile di pranzi e cene, e dopo aver superato il trauma della bilancia, torno qui sul blog per segnalarvi un interessante evento dedicato alla grafica giapponese tra antico e moderno, che sì svolgerà tra gennaio e febbraio a Torino.

La mostra, intitolata “La grande grafica giapponese: dall’Ukiyo-e all’illustrazione contemporanea”, aprirà i battenti il prossimo 14 gennaio presso la sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti, e resterà aperta tutti i giorni fino al 14 febbraio, con orario 11-18. L’ingresso è libero.

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.


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A milano la mostra: "Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)"

shunga Eccovi segnalato un interessante evento milanese dedicato all’arte giapponese. da Savethedate:

a Milano, presso il Palazzo Reale, la mostra “Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)”. Le opere in esposizione appartengono tutte al Museo delle Culture (volumi e stampe) e a collezionisti privati svizzeri, tedeschi e italiani (stampe). L’esposizione temporanea si compone di 150 stampe originali di formato variabile (ma in maggioranza 40 cm di base per 30 cm d’altezza ca.), incorniciate in quadri, tutti del medesimo formato, che presenta l’evoluzione delle shunga, dalle origini a Goyo (1880- 1921) l’ultimo grande artista del genere, e comprende tutti gli artisti più noti, come Harunobu, Koryusai, Kiyonaga, Utamaro e Hokusai.

Il percorso espositivo intende guidare il visitatore alla scoperta di un genere artistico inusuale, ma che esprime uno stretto legame con la vita e la cultura giapponese del suo tempo e, più in generale, con le filosofie e la visione del mondo delle civiltà dell’Oriente. L’esposizione temporanea si articola in quattro sezioni di carattere tematico e cronologico. Nella prima parte sono presentate le opere del periodo che va dalla prima metà del Seicento al 1760, ben raffigurato dalla cosiddetta «poetica del guanciale» che descrive una fresca curiosità narrativa e la presenza del principio onirico e archetipico dell’Azione, della fanciulla-cigno a lungo cercata, per la quale vale la pena intraprendere un percorso tortuoso.


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A Grosseto mostra di pittura dalla Corea del Nord

corea_nord Nonostante io non mi occupi nello specifico di arte orientale contemporanea, non posso fare a meno di segnalare questo evento, che nella sua unicità mi sembra assolutamente significativo. La mostra “Il pennello, la mia anima – opere dalla Corea del Nord” è una delle rare occasioni per noi Occidentali di ammirare la produzione artistica Nord Coreana che, sconosciuta in Europa, è in realtà una delle più ferventi del panorama artistico contemporaneo dell’Asia Orientale.

L’esposizione, che è stata inaugurata l’altro ieri e durerà fino al prossimo 13 settembre presso la galleria “Il Frantoio” di Capalbio (GR), celebra il 50° anniversario della fondazione del Mansudae Art Studio di Pyongyang, che con i suoi 1000 artisti e 3000 addetti, è oggi il più grande centro di produzione artistica in Asia. Il Mansudae Art Studio raccoglie i migliori artisti del panorama nord-coreano, che, suddivisi in 13 diversi gruppi creativi, lavorano disponendo delle strutture e delle risorse fornite dal governo, oltre che di uno stipendio. Il centro artistico è un’enorme struttura dislocata su un’area di 120.000 metri quadrati: un opificio dove si realizzano dipinti, ricami, sculture, bronzi, ceramiche ed altro.
Ma non bisogna ingannarsi e pensare che il centro sia una struttura per la produzione in massa di prodotti artigianali di qualità mediocre da vendere agli sprovveduti turisti come accade un po’ ovunque in Asia. La quasi totalità degli artisti che lavorano al Mansudaee provengono dalla rigorosa e selettiva Università di Belle Arti di Pyongyang. Dopo la laurea solo i migliori verranno presi al Centro, e lavoreranno integrandosi nei vari gruppi di lavoro e condividendo spazi e materiali o, se si saranno distinti per bravura e abilità, potranno disporre di uno studio privato all’interno della struttura. La produzione del Mansudaee Art Studio rappresenta il cuore dell’arte contemporanea nord-coreana: una ‘vetrina’ affacciata sul resto del mondo.

L’arte della Corea del Nord si sta affacciando al mondo, dunque, ma è ancora sconosciuta ai più, soprattutto in Occidente. Come mai una mostra proprio in Italia? Perché dal 2006 il Mansudaee Art Studio ha una rappresentanza nel Bel Paese, in esclusiva per l’Europa. Due anni fa ci fu la prima mostra di questo genere, inaugurata a Genova dall’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini.

Luogo della mostra: Galleria IL FRANTOIO – Piazza della Provvidenza, 10 – Capalbio (GR)
Orari: dalle 19 ale 23 e su appuntamento
Per informazioni: Maria Concetta Monaci 335 750 4436 – cancelloarte@gmail.com


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A Roma e Napoli un evento sulla pittura tibetana

ASIA Onlus organizza un evento sulla pittura tibetana che avrà luogo a Roma e Napoli dal 13 febbraio al 3 marzo 2009 con la presenza di cinque pittori tibetani provenienti da Lhasa, Delhi e Londra.

Dal comunicato stampa:

Gonkar1 Se, pensando alla pittura tibetana, sorgono spontanee immagini di monaci assorti in preghiera intenti a dipingere Buddha dallo sguardo compassionevole, allora questo evento dissiperà non pochi tòpoi riguardanti la realtà del popolo tibetano e del Tibet in generale.A questo proposito ASIA Onlus organizza, nell’ambito del progetto di Educazione allo Sviluppo “L’impegno delle ONG italiane in Tibet per la salvaguardia delle tradizioni e della cultura del popolo tibetano”, co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e in collaborazione con la Galleria Alessandra Bonomo, il Centro di Studi sul Buddhismo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e l’Università “La Sapienza” di Roma, un evento sulla pittura tibetana intitolato: “Tibetan visions – Contemporary painting from Tibet”.

In data 13 febbraio 2009 avrà luogo, presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica dell’Università “La Sapienza” di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5), il convegno sulla pittura contemporanea tibetana “The Disappearing Myth – Tibetan Painting as a Witness of Transition”, al quale parteciperanno, per la prima volta in Italia, pittori tibetani di fama mondiale quali Gonkar Gyatso (Londra), Tserang Dhondup (Lhasa), Gade (Lhasa), Benpa Chungda (Lhasa) e Dru-gu Choegyal Rinpoche (Delhi).


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