Mostra sulla grafica giapponese a Torino

giap1 Dopo aver affrontato una serie interminabile di pranzi e cene, e dopo aver superato il trauma della bilancia, torno qui sul blog per segnalarvi un interessante evento dedicato alla grafica giapponese tra antico e moderno, che sì svolgerà tra gennaio e febbraio a Torino.

La mostra, intitolata “La grande grafica giapponese: dall’Ukiyo-e all’illustrazione contemporanea”, aprirà i battenti il prossimo 14 gennaio presso la sala esposizioni dell’Accademia Albertina di Belle Arti, e resterà aperta tutti i giorni fino al 14 febbraio, con orario 11-18. L’ingresso è libero.

Per la prima volta in Europa alcuni importanti artisti di grafica contemporanea giapponese si confrontano con gli autori classici che hanno operato nel periodo d’oro dell’arte nipponica, dall’inizio del ‘700 all’apertura del paese all’Occidente nel 1868.


Leggi tutto …

A milano la mostra: "Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)"

shunga Eccovi segnalato un interessante evento milanese dedicato all’arte giapponese. da Savethedate:

a Milano, presso il Palazzo Reale, la mostra “Shunga. L’arte dell’amore nelle stampe dell’epoca dei Tokugawa (1603-1867)”. Le opere in esposizione appartengono tutte al Museo delle Culture (volumi e stampe) e a collezionisti privati svizzeri, tedeschi e italiani (stampe). L’esposizione temporanea si compone di 150 stampe originali di formato variabile (ma in maggioranza 40 cm di base per 30 cm d’altezza ca.), incorniciate in quadri, tutti del medesimo formato, che presenta l’evoluzione delle shunga, dalle origini a Goyo (1880- 1921) l’ultimo grande artista del genere, e comprende tutti gli artisti più noti, come Harunobu, Koryusai, Kiyonaga, Utamaro e Hokusai.

Il percorso espositivo intende guidare il visitatore alla scoperta di un genere artistico inusuale, ma che esprime uno stretto legame con la vita e la cultura giapponese del suo tempo e, più in generale, con le filosofie e la visione del mondo delle civiltà dell’Oriente. L’esposizione temporanea si articola in quattro sezioni di carattere tematico e cronologico. Nella prima parte sono presentate le opere del periodo che va dalla prima metà del Seicento al 1760, ben raffigurato dalla cosiddetta «poetica del guanciale» che descrive una fresca curiosità narrativa e la presenza del principio onirico e archetipico dell’Azione, della fanciulla-cigno a lungo cercata, per la quale vale la pena intraprendere un percorso tortuoso.


Leggi tutto …

A Grosseto mostra di pittura dalla Corea del Nord

corea_nord Nonostante io non mi occupi nello specifico di arte orientale contemporanea, non posso fare a meno di segnalare questo evento, che nella sua unicità mi sembra assolutamente significativo. La mostra “Il pennello, la mia anima – opere dalla Corea del Nord” è una delle rare occasioni per noi Occidentali di ammirare la produzione artistica Nord Coreana che, sconosciuta in Europa, è in realtà una delle più ferventi del panorama artistico contemporaneo dell’Asia Orientale.

L’esposizione, che è stata inaugurata l’altro ieri e durerà fino al prossimo 13 settembre presso la galleria “Il Frantoio” di Capalbio (GR), celebra il 50° anniversario della fondazione del Mansudae Art Studio di Pyongyang, che con i suoi 1000 artisti e 3000 addetti, è oggi il più grande centro di produzione artistica in Asia. Il Mansudae Art Studio raccoglie i migliori artisti del panorama nord-coreano, che, suddivisi in 13 diversi gruppi creativi, lavorano disponendo delle strutture e delle risorse fornite dal governo, oltre che di uno stipendio. Il centro artistico è un’enorme struttura dislocata su un’area di 120.000 metri quadrati: un opificio dove si realizzano dipinti, ricami, sculture, bronzi, ceramiche ed altro.
Ma non bisogna ingannarsi e pensare che il centro sia una struttura per la produzione in massa di prodotti artigianali di qualità mediocre da vendere agli sprovveduti turisti come accade un po’ ovunque in Asia. La quasi totalità degli artisti che lavorano al Mansudaee provengono dalla rigorosa e selettiva Università di Belle Arti di Pyongyang. Dopo la laurea solo i migliori verranno presi al Centro, e lavoreranno integrandosi nei vari gruppi di lavoro e condividendo spazi e materiali o, se si saranno distinti per bravura e abilità, potranno disporre di uno studio privato all’interno della struttura. La produzione del Mansudaee Art Studio rappresenta il cuore dell’arte contemporanea nord-coreana: una ‘vetrina’ affacciata sul resto del mondo.

L’arte della Corea del Nord si sta affacciando al mondo, dunque, ma è ancora sconosciuta ai più, soprattutto in Occidente. Come mai una mostra proprio in Italia? Perché dal 2006 il Mansudaee Art Studio ha una rappresentanza nel Bel Paese, in esclusiva per l’Europa. Due anni fa ci fu la prima mostra di questo genere, inaugurata a Genova dall’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini.

Luogo della mostra: Galleria IL FRANTOIO – Piazza della Provvidenza, 10 – Capalbio (GR)
Orari: dalle 19 ale 23 e su appuntamento
Per informazioni: Maria Concetta Monaci 335 750 4436 – cancelloarte@gmail.com


Leggi tutto …

A Roma e Napoli un evento sulla pittura tibetana

ASIA Onlus organizza un evento sulla pittura tibetana che avrà luogo a Roma e Napoli dal 13 febbraio al 3 marzo 2009 con la presenza di cinque pittori tibetani provenienti da Lhasa, Delhi e Londra.

Dal comunicato stampa:

Gonkar1 Se, pensando alla pittura tibetana, sorgono spontanee immagini di monaci assorti in preghiera intenti a dipingere Buddha dallo sguardo compassionevole, allora questo evento dissiperà non pochi tòpoi riguardanti la realtà del popolo tibetano e del Tibet in generale.A questo proposito ASIA Onlus organizza, nell’ambito del progetto di Educazione allo Sviluppo “L’impegno delle ONG italiane in Tibet per la salvaguardia delle tradizioni e della cultura del popolo tibetano”, co-finanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano e in collaborazione con la Galleria Alessandra Bonomo, il Centro di Studi sul Buddhismo dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e l’Università “La Sapienza” di Roma, un evento sulla pittura tibetana intitolato: “Tibetan visions – Contemporary painting from Tibet”.

In data 13 febbraio 2009 avrà luogo, presso la Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica dell’Università “La Sapienza” di Roma (Piazzale Aldo Moro, 5), il convegno sulla pittura contemporanea tibetana “The Disappearing Myth – Tibetan Painting as a Witness of Transition”, al quale parteciperanno, per la prima volta in Italia, pittori tibetani di fama mondiale quali Gonkar Gyatso (Londra), Tserang Dhondup (Lhasa), Gade (Lhasa), Benpa Chungda (Lhasa) e Dru-gu Choegyal Rinpoche (Delhi).


Leggi tutto …

L’arte della calligrafia

Obaku Kosen“In una tranquilla stanza di un tempio di montagna, un vecchio sacerdote si appresta a scrivere. Adagia un panno felpato a protezione del tatami, poi, con gesto attento, dispone su di esso un sottile foglio di carta bianca, fermandolo all’estremità con dei pesi di giada a forma di drago per impedirne il rotolamento. A destra sistema un’antica pietra abrasiva, una piccola vaschetta per l’acqua, il pennello favorito appoggiato su un sostegno di porcellana sagomato a mo’ di catena montuosa in miniatura, e un bastoncino di denso inchiostro nero, leggermente profumato con dell’incenso. Fa cadere alcune gocce d’acqua nelle scalfitture della pietra e poi vi sfrega il bastoncino per estrarne il prezioso liquido; ci vuole del tempo prima che l’inchiostro sia del nero intenso adatto alla scrittura.
Quando è pronto, il vecchio uomo si inginocchia davanti al foglio, fissando intensamente la superficie immacolata per qualche istante. Quindi solleva il pennello e lo immerge nell’inchiostro, ma non troppo, affinché il foglio non si bagni. Un respiro profondo, il pennello sospeso, e poi giù, la prima, decisiva, pennellata.
Dense pennellate nere, leggere e sottili come un capello, alcune, quando l’inchiostro va esaurendosi, striate; ed ecco che, danzando sul foglio, emergono i caratteri. Quale estasi!”


Leggi tutto …