Dietro alle bellissime porcellane cinesi ed alle statuine di terracotta (minggi) c’è un mondo di mercanti, collezionisti ed amatori in continuo fermento: compravendite, scambi, qualche volta mostre ed esposizioni hanno luogo in Asia, America ed Europa, ed in misura minore anche in Italia. Nel nostro paese i veri collezionisti sono pochi, ma il numero di esemplari che nel tempo sono arrivati ad arricchire l’arredamento delle nostre case non è di certo trascurabile.
Spesso ricevo email o telefonate da persone che posseggono delle porcellane o dei manufatti di terracotta orientali e, non conoscendone la provenienza o il valore, chiedono una valutazione per poterle eventualmente vendere. Ora, tutti conoscono l’abilità cinese della contraffazione e della riproduzione. Spesso questi oggetti sono chiaramente dei falsi che si possono acquistare per qualche dollaro nei mercatini delle grandi città asiatiche, e basta qualche foto per poterle identificare. In alcuni casi invece un’ispezione visiva non è sufficiente perché o sono degli originali, oppure sono riproduzioni fatte molto, molto bene.
Per questo i collezionisti non si fidano delle perizie fatte ‘a naso’, nemmeno a firma del più esperto degli esperti. Ci vogliono delle analisi di laboratorio che identifichino l’età del manufatto. Per le terrecotte ed i prodotti ceramici in genere, l’analisi per antonomasia è la datazione con la tecnica della termoluminescenza.
Se ne parla da anni, ma gli effetti si vedranno solo in futuro. La mastodontica diga delle tre gole, in fase di costruzione lungo il fiumeYang Tze, nella provincia di Hebei, è uno dei simboli della Nuova Cina, nonché il più grande progetto idrogeologico del mondo.
Si tratta di un’enorme diga in cemento armato alta fino a 185 metri e larga più di due chilometri che blocca il corso del fiume più lungo dell’Asia creando un bacino idrico della portata di ben ventidue miliardi di metri cubi d’acqua.
Il Governo di Pechino l’ha voluta e l’ha ottenuta, spendendo ben 25 miliardi di dollari. Il complesso principale è stato costruito nel 2006, ma l’intero progetto sarà ultimato verso la fine dell’anno prossimo.
Non metto in discussione i buoni propositi dei Cinesi: quando sarà pienamente operativa, la diga renderà navigabile l’intero fiume, trasformando lo Yangtze in un’importantissima arteria per il trasporto interno; ma soprattutto, le centrali idroelettriche alimentate dalla diga produrranno più del 50% del fabbisogno elettrico del paese, risparmiando al pianeta la produzione di circa 50 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, oltre a ridurre drasticamente la produzione di polveri sottili ed altri inquinanti derivati dalla combustione di carburanti fossili (la quasi totalità dell’energia elettrica cinese è prodotta con il carbone).
Propositi nobili, certo, e il fine giustifica i mezzi, diceva un certo Niccolò. Ma andate a dirlo [...] Leggi tutto …
Dallo scorso 7 marzo è esposta a Palazzo Strozzi di Firenze una suggestiva mostra dedicata all’arte statuaria cinese di epoca Han e Tang, che si conclude domenica. Chi fosse da quelle parti in questi giorni non se la perda, ne vale veramente la pena!